Iraq, Bush alza il tiro "Sono stufo e stanco"

Per il presidente Usa finora "nessuna prova del disarmo" Intanto Londra parla di intervento anche senza l’Onu Ma Kofi Annan frena: "La guerra non è imminente"

WASHINGTON - Dopo Londra, che stamattina ha parlato di un attacco possibile anche senza una seconda risoluzione Onu, anche la Casa Bianca alza il tiro contro Saddam Hussein. È il presidente George W. Bush, poco prima di ricevere il presidente polacco Aleksandr Kwasniewski, a tornare in prima persona sull’argomento: "I'm sick and tired", dice il presidente Usa.

Vale a dire, che è "stanco e stufo" degli inganni iracheni sul disarmo.

Così - è sempre Bush a parlare - "il tempo sta scadendo, perché non ho visto nessuna prova che Saddam abbia disarmato. Sono stanco e stufo di giochini e inganni". È l’ennesima accelerazione nella partita sui tempi di un eventuale attacco, anticipata poco prima dal portavoce della Casa Bianca Ari Fleischer, che aveva usato parole simili a quelle del presidnete: "Non c’è una scadenza, ma il tempo sta scadendo". E lo stesso Fleischer aveva ribadito che "gli ispettori non hanno l’onere di provare che Saddam ha armi di sterminio, ma è Saddam che ha l’onere di provare che se n'è liberato".

l’asse Usa-Gb sembra muoversi dunque in perfetta sintonia, se è vero che proprio stamattina il ministro degli Esteri inglese Jack Straw ha ribadito che Londra si riserva il diritto di un'azione contro l’Iraq anche in assenza di una seconda risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Pur ripetendo che il suo paese preferisce che il Consiglio di sicurezza adotti una seconda risoluzione, Straw ha ricordato alla Bbc che il Parlamento inglese ha approvato un mese fa una mozione che riserva al governo "il diritto di affrontare la questione senza una risoluzione delle Nazioni Unite se la situazione lo richiederà ".

Sul fronte Onu, invece, si continua a tenere pigiato il pedale del freno. Non c’è solo il capo degli ispettori sul disarmo Hans Blix che esprime "preoccupazione" per la concentrazione di truppe nel Golfo, ma è lo stesso segretario generale del Palazzo di vetro, Kofi Annan, che scende in campo è parla di "guerra non imminente".
"Non siamo ancora sul punto di lanciare un attacco", ha detto Annan in una conferenza stampa a New York, ricordando che secondo la risoluzione 1441 il Consiglio di sicurezza è chiamato a prendere una decisione "sulla base" del rapporto degli ispettori. E per il capo delle Nazioni Unite non si è ancora arrivati al momento di "determinare se vi sia stata una violazione".