MANILA - Un cooperante italiano rapito ieri da uomini armati in un villaggio musulmano dell’isola di Mindanao, nel sud delle Filippine, è stato liberato oggi, ha detto un alto ufficiale dell’esercito.
Andrea Cianferoni, Fiorentino, direttore di progetto dell’organizzazione umanitaria italiana Movimondo, è stato rilasciato e consegnato a un'autorità locale nella provincia di Lanao del Norte intorno alle 8 di ieri sera (1 della scorsa notte ora italiana), ha detto il luogotenente generale Alberto Braganza, comandante dell’esercito a Mindanao.
"Non è stato pagato riscatto", ha detto Braganza a Reuters.
Cianferoni e due colleghi filippini sono stati sequestrati ieri sotto la minaccia delle armi da quattro uomini dal volto coperto nella cittadina di Kauswagan nella provincia di Lanao del Norte poco dopo aver incontrato dei funzionari del villaggio.
I filippini sono stati liberati poco dopo con la richiesta però di procurare 300.000 pesos (circa 5.000 euro) per il rilascio dell’italiano, la cui Ong costruisce impianti di acqua potabile per abitanti dell’area colpita dal conflitto tra ribelli musulmani e esercito filippino a Mindanao.
Un cessate il fuoco ha resistito per oltre un anno mentre le due parti si avviano verso colloqui di pace, ma l’isola afflitta dalla povertà è ancora piena di armi, bande criminali e fazioni ribelli.
l’esercito ha detto che l’italiano è stato sequestrato da un gruppo di banditi capeggiati da un parente stretto di un leader di primo piano del gruppo separatista musulmano di Lanao del Norte.
Un portavoce del Fronte di liberazione islamico Moro, il principale gruppo ribelle, ha negato ogni coinvolgimento nel rapimento.
"Abbiamo mobilitato le nostre forze per collaborare con il governo alla liberazione dell’italiano", ha detto a Reuters Eid Kabalu. "Costringeremo i rapitori a provare che non abbiamo avuto alcun ruolo nell’incidente".
Ha detto che i sequestratori di Cianferoni appartengono a un gruppo armato legato a un funzionario locale.
Braganza ha detto che i funzionari locali del governo hanno lavorato perché l’italiano fosse rilasciato sano e salvo. Il cooperante è stato liberato illeso vicino al luogo dove era stato rapito.
"Il problema è stato risolto in modo pacifico, tutti hanno contribuito alla sua liberazione", ha detto Braganza.
Reuters: http://www.reuters.it
ITALIANO LIBERATO, SODDISFAZIONE FRATTINI
Il Ministro Frattini, informato questa notte dall’Ambasciata d'Italia a Manila dell’avvenuta liberazione di Andrea Cianferoni, ha espresso la più viva soddisfazione per il rapido e felice epilogo del rapimento del nostro connazionale, congratulandosi con l’Ambasciatore Colesanti e con i suoi collaboratori. Lo si è appreso alla Farnesina. Il Ministro degli Esteri aveva dato ieri istruzioni alla nostra sede diplomatica a Manila di attivarsi subito con le autorita' locali per una sollecita liberazione di Cianferoni. La Farnesina ha comunicato direttamente ai familiari l’avvenuta liberazione e li ha messi in contatto diretto con Andrea Cianferoni, che è in buone condizioni di salute e non ha subito maltrattamenti. Andrea Cianferoni è in volo da Illigan City per Manila dove verra' accolto dal nostro personale per il successivo trasferimento in ambasciata ove avra' un incontro con il nostro ambasciatore.
ITALIANO LIBERO, MOVIMONDO, NESSUN RISCATTO
Per la liberazione di Andrea Cianferoni, il cooperante di Movimondo rapito ieri nelle Filippine, non è stato pagato alcun riscatto. Lo afferma il direttore dell’ ong, Vincenzo Pira, che, contrariamente a quanto annunciato dopo la liberazione, ha rinunciato al viaggio a Manila ''perché non ce n'è bisogno''. ''Non risulta che sia stato pagato un riscatto per liberare Andrea - ha precisato - o almeno l’Italia non l’ha pagato. La trattativa è stata direttamente tenuta dalla governatrice dell’ area, insieme agli amministratori locali, che ha contattato direttamente i quattro sequestratori e ha ottenuto la liberazionè'. (ANSA)
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