Nepal: le “aperture” del Re e del Tibet

Due segnali positivi: revocato lo stato di emergenza ed iniziato il primo collegamento di linea via terra attraverso l’Himalaya.- 

Lalitpur, 1 maggio 2005

Pare proprio che l’anno 2062 sia iniziato sotto positivi auspici. Grazie all’impegno della Svizzera, al summit dei paesi di Asia ed Africa tenuto nei giorni scorsi a Singapore e ad una piccola serie di coincidenze (?) la giornata di oggi potrebbe costituire un tassello importante verso un migliore futuro per il Nepal: come dire, un "primo maggio" da ricordare...

Due sono i segnali principali delle ultime ore.

Il primo indubbiamente è la revoca, da parte del Sovrano Re Gyanendra, dello stato di emergenza da lui stesso imposto il "famoso" 1 febbraio scorso. Il ritorno alla libertà di informazione e di attività politica, fino ad oggi proibite ed assai penalizzate, dovrebbe essere motivo essenziale di garanzia verso un'autentica ripresa del processo di democratizzazione del Paese. l’obiettivo, tanto auspicato quanto poco nascosto, sono sicuramente le "libere elezioni" che oramai da troppo tempo il popolo reclama.

Ma c’è un altro segnale che "ha preso il via" da questa storica città della valle di Kathmandu. Lalitpur è l’antico nome di Patan, la città della bellezza, e proprio da qui che è appena partito il primo collegamento di linea "via terra" tra il Nepal ed il Tibet. "Bus" trans-himalayani collegheranno Kathmandu con Lhasa attraverso oltre 1.000 Km. di una strada tanto piena di fascino quanto di salite e disagi. Saranno necessari almeno TRE giorni (!) di viaggio ed il collegamento dovrebbe avere per il primo anno una frequenza settimanale, ma è sicuramente importante il tipo di "proposta".

c’è sapore di politica e di rapporti ed equilibri tra "vicini" (India e Cina), ma c’è di sicuro anche e finalmente più di una sensazione di un qualcosa che "apre".

Tutto sarà da verificare nei prossimi tempi. Certo che sia verso il Tibet che verso la Libertà e la democrazia, le strade non sembrano e non sono delle più agevoli. Ma è altrettanto certo che sono le UNICHE che possano garantire un futuro di progresso e di Pace.

Marco Banchelli
http://www.marcobanchelli.com