Tragico crollo del tetto di un impianto sportivo

Berlino, Ha provocato numerosi morti e feriti il crollo, ieri pomeriggio, del tetto del palazzo del ghiaccio della cittadina tedesca di Bad Reichenhall, sulle montagne bavaresi, non lontano dal confine austriaco. Dalle macerie della struttura sono stati estratti finora i corpi di undici persone uccise dal crollo, compresi sei ragazzi di età tra i nove e i dodici anni, ma si tratta purtroppo di un bilancio non ancora definitivo. Le squadre di soccorso sono infatti ancora impegnate tra le macerie della struttura e sei altre persone risultano certamente tra i dispersi. Per loro, tenuto conto anche del fondo ghiacciato sul quale giacciono e delle basse temperature, le speranze si affievoliscono di ora in ora. Non si hanno invece notizie certe di un'altra quindicina di persone che pure avrebbero potuto trovarsi nell’impianto sportivo crollato.

Finora i superstiti sono 35, tutti tratti in salvo nelle prime ore dopo il crollo. Per diciotto di loro si è reso necessario il ricovero in ospedale. Tra i morti c’è anche una bambina che era stata trovata ancora in vita, ma che è deceduta subito dopo l’arrivo in ospedale.

Le ricerche tra le macerie della struttura sono proseguite per tutta la notte sotto una nevicata incessante e non erano ancora ultimate in tarda mattinata. Alle operazioni di soccorso partecipano settecento tra poliziotti, militari, uomini della protezione civile, vigili del fuoco e personale della Croce Rossa.

Le cause dell’incidente non sono state indicate con precisione, ma le fonti che hanno fornito le prime notizie hanno sostenuto che il crollo potrebbe essere stato determinato dal peso eccessivo della neve. Al cordoglio per le vittime della sciagura si aggiunge l’inquietudine suscitata dai dubbi che l’accompagnano: le polemiche non si sono fatte attendere e qualcuno già parla di gravi mancanze in fatto di sicurezza e di allerta da parte dei responsabili dell’impianto. Una società sportiva locale di hockey su ghiaccio - sembra in seguito a informazioni ottenute dalle autorità cittadine - aveva infatti annullato una seduta di allenamento della squadra giovanile. A questo punto non si capirebbe perché il palazzetto del ghiaccio non sia stato subito chiuso e interdetto agli altri frequentatori.

Secondo il Sindaco di Bad Reichenhall, Wolfgang Heitmeier, lo strato di neve sul tetto del palazzo del ghiaccio - misurato dal personale di servizio qualche ora prima del crollo e comunicato subito alle autorità - era chiaramente "sotto la misura considerata limite massimo" di sicurezza per l’impianto. Il Sindaco ha aggiunto che in base ai dati in questione non vi era alcuna necessità di rimuovere subito la neve dal tetto del palazzo del ghiaccio nè di chiudere l’impianto al pubblico.

Tuttavia, poichè continuava a nevicare abbondantemente - ha aggiunto il Sindaco - i responsabili del palazzetto avrebbero comunque deciso in via precauzionale di annullare la seduta di allenamento in programma nel pomeriggio per la squadra giovanile di hockey su ghiaccio. Questo, comunque, non risolve l’interrogativo sul perché tale misura precauzionale dovesse riguardare solo i giovani atleti dell’hockey e non gli altri frequentatori della struttura. Inoltre, da più parti si fa notare come la neve caduta in grande quantità negli ultimi giorni su tutta la regione avesse un peso maggiore del solito per via dell’intensa umidità dell’aria.

Il Sindaco ha anche smentito che l’impianto sportivo, costruito nel 1971, avrebbe dovuto essere sottoposto presto a lavori di ristrutturazione. La delibera del Comune della scorsa estate relativa a un piano di rinnovamento riguardava il solo equipaggiamento tecnico e non la struttura del palazzetto, ha osservato il Sindaco, sottolineando che per lui l’incidente resta inspiegabile.

Poche ore prima della tragedia allo stadio del ghiaccio di Bad Reichenhall, un altro grave incidente c'era stato sulle vicine montagne di Reiter Alm, nella regione del Berchtesgaden, a qualche chilometro di distanza: una valanga ha travolto un gruppo di dieci escursionisti, due dei quali sono morti e un terzo risulta ancora disperso. Gli altri sette loro compagni sono riusciti con le proprie forze a mettersi in salvo avvertendo i soccorritori.