ARCIVESCOVO DI BAGHDAD COMMENTA l’ESECUZIONE SADDAM HUSSEIN

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“È tempo che tutti si impegnino per la pace e che la sicurezza venga finalmente ristabilita in Iraq. È questo l’appello che voglio lanciare ai grandi dirigenti del mondo e in particolare agli Stati Uniti all’Europa: pregate tutti per la pace.

Per la pace nel mondo e per la pace nel nostro paese”: lo ha detto Monsignor Athanase Matti Shaba Matoka, l’arcivescovo siriaco di Baghdad contattato stamani dalla MISNA nella capitale irachena, mentre si susseguono le reazioni e i commenti all’esecuzione, avvenuta questa mattina all’alba, dell’ex-presidente iracheno Saddam Hussein.


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A questo proposito, l’arcivescovo siriaco ha detto di “condividere la posizione del Papa”. “La religione cristiana è contraria alla pena di morte, perché l’anima dell’uomo è nelle mani di Dio.

Sfortunatamente ci sono delle leggi degli uomini contro le quali non si può far niente ed è capitato” ha detto monsignor Matoka. “Tutti conoscono la situazione che gli iracheni hanno vissuto in questi ultimi anni, il nostro paese è stato martirizzato, la gente vive nel quotidiano un clima di paura e di malessere” ha aggiunto l’arcivescovo sottolineando le drammatiche condizioni di vita dei cristiani iracheni sempre più “costretti alla fuga”.

Su questo tema si era espresso ieri anche il Nunzio apostolico in Iraq, monsignor Francis Assisi Chullikat.

"Secondo alcune recenti stime " ha detto a Radio Vaticana " oltre il 40% delle persone che fuggono dall’Iraq sono di religione cristiana. Vanno in Siria, in Giordania, in Libano e nei paesi occidentali.

Questo esodo silenzioso inquieta molto il Santo Padre e la Chiesa locale” [MZ]

FONTE: MISNAmagazine&valore=QUANDO&GetCategoria=LSNN%20Ladysilvia&ordina=creata&ordinato=DESC&attinenza=3">LEGGI TUTTE LE NEWS SU SADDAM


A questo proposito, l’arcivescovo siriaco ha detto di “condividere la posizione del Papa”. “La religione cristiana è contraria alla pena di morte, perché l’anima dell’uomo è nelle mani di Dio.

Sfortunatamente ci sono delle leggi degli uomini contro le quali non si può far niente ed è capitato” ha detto monsignor Matoka. “Tutti conoscono la situazione che gli iracheni hanno vissuto in questi ultimi anni, il nostro paese è stato martirizzato, la gente vive nel quotidiano un clima di paura e di malessere” ha aggiunto l’arcivescovo sottolineando le drammatiche condizioni di vita dei cristiani iracheni sempre più “costretti alla fuga”.

Su questo tema si era espresso ieri anche il Nunzio apostolico in Iraq, monsignor Francis Assisi Chullikat.

"Secondo alcune recenti stime " ha detto a Radio Vaticana " oltre il 40% delle persone che fuggono dall’Iraq sono di religione cristiana. Vanno in Siria, in Giordania, in Libano e nei paesi occidentali.

Questo esodo silenzioso inquieta molto il Santo Padre e la Chiesa locale” [MZ]

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A questo proposito, l’arcivescovo siriaco ha detto di “condividere la posizione del Papa”. “La religione cristiana è contraria alla pena di morte, perché l’anima dell’uomo è nelle mani di Dio.

Sfortunatamente ci sono delle leggi degli uomini contro le quali non si può far niente ed è capitato” ha detto monsignor Matoka. “Tutti conoscono la situazione che gli iracheni hanno vissuto in questi ultimi anni, il nostro paese è stato martirizzato, la gente vive nel quotidiano un clima di paura e di malessere” ha aggiunto l’arcivescovo sottolineando le drammatiche condizioni di vita dei cristiani iracheni sempre più “costretti alla fuga”.

Su questo tema si era espresso ieri anche il Nunzio apostolico in Iraq, monsignor Francis Assisi Chullikat.

"Secondo alcune recenti stime " ha detto a Radio Vaticana " oltre il 40% delle persone che fuggono dall’Iraq sono di religione cristiana. Vanno in Siria, in Giordania, in Libano e nei paesi occidentali.

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A questo proposito, l’arcivescovo siriaco ha detto di “condividere la posizione del Papa”. “La religione cristiana è contraria alla pena di morte, perché l’anima dell’uomo è nelle mani di Dio.

Sfortunatamente ci sono delle leggi degli uomini contro le quali non si può far niente ed è capitato” ha detto monsignor Matoka. “Tutti conoscono la situazione che gli iracheni hanno vissuto in questi ultimi anni, il nostro paese è stato martirizzato, la gente vive nel quotidiano un clima di paura e di malessere” ha aggiunto l’arcivescovo sottolineando le drammatiche condizioni di vita dei cristiani iracheni sempre più “costretti alla fuga”.

Su questo tema si era espresso ieri anche il Nunzio apostolico in Iraq, monsignor Francis Assisi Chullikat.

"Secondo alcune recenti stime " ha detto a Radio Vaticana " oltre il 40% delle persone che fuggono dall’Iraq sono di religione cristiana. Vanno in Siria, in Giordania, in Libano e nei paesi occidentali.

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A questo proposito, l’arcivescovo siriaco ha detto di “condividere la posizione del Papa”. “La religione cristiana è contraria alla pena di morte, perché l’anima dell’uomo è nelle mani di Dio.

Sfortunatamente ci sono delle leggi degli uomini contro le quali non si può far niente ed è capitato” ha detto monsignor Matoka. “Tutti conoscono la situazione che gli iracheni hanno vissuto in questi ultimi anni, il nostro paese è stato martirizzato, la gente vive nel quotidiano un clima di paura e di malessere” ha aggiunto l’arcivescovo sottolineando le drammatiche condizioni di vita dei cristiani iracheni sempre più “costretti alla fuga”.

Su questo tema si era espresso ieri anche il Nunzio apostolico in Iraq, monsignor Francis Assisi Chullikat.

"Secondo alcune recenti stime " ha detto a Radio Vaticana " oltre il 40% delle persone che fuggono dall’Iraq sono di religione cristiana. Vanno in Siria, in Giordania, in Libano e nei paesi occidentali.

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Su questo tema si era espresso ieri anche il Nunzio apostolico in Iraq, monsignor Francis Assisi Chullikat.

"Secondo alcune recenti stime " ha detto a Radio Vaticana " oltre il 40% delle persone che fuggono dall’Iraq sono di religione cristiana. Vanno in Siria, in Giordania, in Libano e nei paesi occidentali.

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A questo proposito, l’arcivescovo siriaco ha detto di “condividere la posizione del Papa”. “La religione cristiana è contraria alla pena di morte, perché l’anima dell’uomo è nelle mani di Dio.

Sfortunatamente ci sono delle leggi degli uomini contro le quali non si può far niente ed è capitato” ha detto monsignor Matoka. “Tutti conoscono la situazione che gli iracheni hanno vissuto in questi ultimi anni, il nostro paese è stato martirizzato, la gente vive nel quotidiano un clima di paura e di malessere” ha aggiunto l’arcivescovo sottolineando le drammatiche condizioni di vita dei cristiani iracheni sempre più “costretti alla fuga”.

Su questo tema si era espresso ieri anche il Nunzio apostolico in Iraq, monsignor Francis Assisi Chullikat.

"Secondo alcune recenti stime " ha detto a Radio Vaticana " oltre il 40% delle persone che fuggono dall’Iraq sono di religione cristiana. Vanno in Siria, in Giordania, in Libano e nei paesi occidentali.

Questo esodo silenzioso inquieta molto il Santo Padre e la Chiesa locale” [MZ]

FONTE: MISNA