MARTIN LUTHER KING DAY’ ”¦ IERI IL VIETNAM OGGI L’IRAQ

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STATI UNITI D’AMERICA: SU LADYSILVIA: Scuole e uffici pubblici sono rimasti chiusi ieri negli Stati Uniti per celebrare la festa nazionale dedicata, nel giorno della sua nascita, a Martin Luther King, premio Nobel per la pace nel 1964.

Numerose cerimonie sono state organizzate in ogni angolo del paese per ricordare l’attivista dei diritti civili barbaramente e misteriosamente ammazzato nell’aprile del 1968.

Il memoriale che ogni anno da quasi 40 anni si tiene ad Atlanta (città natale di King) nella chiesa Battista Ebenezer, dove predicò tra il 1960 e il 1968, mentre in America infuriava la battaglia per i diritti civili, quest'anno si è svolto, per la prima volta, senza Coretta Scott King, la vedova del predicatore morta all’inizio del 2006. Ma tra tutte le iniziative in corso nel paese, sono state le parole contro la guerra in Iraq pronunciate dall’ex-senatore della Carolina, nonchè prossimo candidato alle primarie del partito democratico per le presidenziali, John Edwards, a far rivivere lo spirito di Martin Luther King.

"Se la guerra sta andando nella direzione sbagliata ... il Congresso ha il potere di impedire al presidente di spendere soldi per una escalation nel conflitto" ha detto Edwards ai 2000 fedeli che affollavano la stessa Chiesa di Harem (la Riverside Church) da cui 40 anni fa Martin Luther King espresse una durissima condanna alla guerra in Vietnam, chiedendo il ritiro degli Usa dal conflitto e definendo l’allora presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson "il più grosso esportatore di violenza nel mondo d'oggi".

"Il modo migliore di affermare con chiarezza che stiamo lasciando è di iniziare ad andarcene" ha detto oggi Edwards, ricordando le parole di King. Proprio le similitudini tra le denunce della guerra in Vietnam compite dal reverendo battista negli anni ’60 e le molte critiche al conflitto iracheno di questi anni ritornano in molti degli editoriali comparsi oggi sui principali quotidiani Usa.

Ma la stampa americana non ha risparmiato toni polemici sul fatto che per troppi statunitensi il Martin Luther King Day sia diventato "poco più di una scusa per saltare il lavoro e dormire", quando invece dovrebbe essere un'occasione, come ha scritto oggi il Washington Post, un’occasione per "praticare, più che per celebrare, i valori di servizio e di sacrificio" insegnati da King.[MZ]

FONTE MISNA