La luce di Cristo per l’Europa
Riteniamo che ogni essere umano sia stato creato a immagine e somiglianza di Dio (Gn 1, 27) e meriti lo stesso grado di rispetto e amore nonostante le differenze di credenza, cultura, età , genere, origine etnica, dall’inizio della vita alla morte naturale. Nella consapevolezza che le nostre radici comuni sono molto più profonde delle nostre divisioni, mentre cerchiamo il rinnovamento e l’unità e di capire il ruolo delle Chiese nella società europea di oggi, ci siamo concentrati sull’incontro con le persone di altre religioni. Consapevoli, in particolare, del rapporto unico che abbiamo con il popolo ebraico in quanto popolo dell’Alleanza, rifiutiamo tutte le forme contemporanee di antisemitismo e, insieme a loro, vogliamo promuovere l’Europa come un continente libero da ogni forma di violenza. Nella nostra storia europea, ci sono stati periodi di aspri conflitti ma ci sono anche stati periodi di coesistenza pacifica tra le persone di tutte le religioni. Oggi non c’è alternativa al dialogo: non un compromesso, ma un dialogo della vita in cui possiamo dire la verità nell’amore. Abbiamo tutti bisogno di imparare di più su tutte le religioni, e le raccomandazioni della Charta Oecumenica andrebbero ulteriormente sviluppate. Rivolgiamo un appello ai nostri confratelli cristiani e a tutti coloro che credono in Dio affinchè rispettino il diritto delle altre persone alla libertà religiosa, ed esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti delle comunità cristiane che vivono nel medio oriente, in Iraq o in altre parti del mondo come minoranze religiose e sentono che la loro esistenza è minacciata.
Incontrando Cristo nei nostri fratelli e nelle nostre sorelle nel bisogno (Mt 25, 44-45), illuminati insieme dalla Luce di Cristo, noi cristiani, in conformità con i comandamenti della Bibbia per l’unità dell’umanità (Gn 1, 26-27), ci impegniamo: a pentirci del peccato dell’esclusione, ad approfondire la nostra comprensione dell’«alterità », a difendere la dignità e i diritti di ogni essere umano, ad assicurare la tutela di coloro che più ne hanno bisogno, a condividere la luce di Cristo che altri portano all’Europa. Rivolgiamo un appello agli Stati europei affinchè pongano fine all’ingiustificabile detenzione amministrativa illegale dei migranti, compiano ogni sforzo per assicurare l’immigrazione regolare, l’integrazione dei migranti, dei rifugiati e di coloro che chiedono asilo, sostengano il valore dell’unità della famiglia e combattano il traffico di esseri umani e il loro sfruttamento. Rivolgiamo un appello alle Chiese affinchè intensifichino la loro cura pastorale degli immigrati vulnerabili.
La luce di Cristo per il mondo intero
La Parola di Dio rende inquieti noi e la nostra cultura europea: coloro che vivono non dovrebbero più vivere per se stessi ma per colui che è morto per loro ed è stato risuscitato! I cristiani devono essere liberi dalla paura e dall’insaziabile avarizia che ci spinge a vivere per noi stessi, impotenti, prevenuti e chiusi. La Parola di Dio ci invita a non sperperare il prezioso patrimonio di coloro che negli ultimi 60 anni hanno lavorato per la pace e l’unità in Europa. La pace è un dono straordinario e prezioso. Paesi interi aspirano alla pace. Interi popoli attendono di essere liberati dalla violenza e dal terrore. Ci impegniamo con urgenza a rinnovare i nostri sforzi per questi obiettivi. Rifiutiamo la guerra come strumento per la risoluzione dei conflitti, per i quali promuoviamo i mezzi non violenti, ed esprimiamo la nostra viva preoccupazione per il riarmo militare. La violenza e il terrorismo nel nome della religione sono una negazione della religione!
La luce di Cristo splende sul termine “giustizia”, collegandola con la misericordia divina. Così illuminata, sfugge a qualunque pretesa ambigua. In tutto il mondo " anche in Europa " l’attuale processo della radicale globalizzazione del mercato sta approfondendo la divisione della società umana tra vincitori e perdenti, sminuisce il valore di innumerevoli persone, ha implicazioni catastrofiche in termini ambientali e, in modo specifico per quanto concerne i cambiamenti climatici, non risulta compatibile con un futuro sostenibile del nostro pianeta.
Coordinamento Monarchico Italiano
Ufficio Stampa
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