ROMA - Se ne è parlato così tanto che è diventata sicuramente la parola cult fra i fan di nuove tecnologie: ma il Wi-Fi (anche detto "Internet senza fili), qualcuno l’ha mai visto davvero? All’estero, come al solito, le cose vanno sicuramente meglio: negli Usa basta ad esempio andare con un portatile dotato di scheda Wi-Fi in un caffè della catena Starbucks per poter navigare su Internet e nel Regno Unito sono numerosi gli "hotspot" attivi, i luoghi cioè dove sono in funzione collegamenti wireless aperti (gratis o meno) al pubblico, ma in Italia come stanno le cose?
Ci siamo dotati dell’hardware necessario e siamo andati a provare.
Tutto quello che serve è una scheda PCMCIA per notebook, nel nostro caso una 3Com Wireless LAN PC Card. La scheda viene configurata come una normale scheda di rete, solo che al posto dell’uscita alla quale si attacca il familiare cavo di rete c’è una antenna, con la quale ci si collega alla LAN senza fili, cioè all’hotspot di cui sopra. Se la LAN è a sua volta collegata a Internet ecco che si può navigare "senza fili", altrimenti è comunque assicurato il collegamento ai computer della LAN wireless, proprio come in una qualsiasi rete tradizionale.
l’applicazione business
Il primo utilizzo provato è quello tipico della navigazione wireless: collegarsi a Internet facilmente e velocemente quando si è in viaggio. Ad esempio seduti in aeroporto, con il notebook sulle ginocchia si può navigare ad alta velocità per scaricare la posta, i propri documenti, o semplicemente per passare il tempo.
In Italia per questo scopo è attivo il network di Megabeam, che con i suoi hotspot copre alcune aree dell’aeroporto di Fiumicino, di Linate e le sale riunioni di alcuni alberghi a Roma e Milano.
Siamo andati a Fiumicino, nella terrazza dei ristoranti, al terminal dei voli nazionali. Per accedere al servizio è necessaria una password, che va richiesta preventivamente sul sito Megabeam (esiste anche la possibilità di avere un accesso dimostrativo gratuito). Una volta acceso il computer la scheda Wi-Fi rileva la presenza dell’hotspot attivo: il programma di gestione della scheda segnala anche l’intensità del segnale e la velocità di collegamento, il parametro più importante per un collegamento Wi-Fi. Una volta digitati userid e password si può tranquillamente avviare Internet Explorer (o qualsiasi altro programma per Internet compreso quello della posta) e navigare esattamente come se ci si trovasse a casa o in ufficio.
Il tutto funziona, e anche bene: la velocità è sorprendentemente alta. Megabeam dichiara che questa "può arrivare fino a 11 Mb per secondo, decine di volte superiore alla connessione con modem tradizionale (56 Kb per secondo)". La nostra scheda segnalava una velocità di circa 2 o 5 Mb per secondo (a seconda di dove ci si sposta), comunque molto più veloce di un qualsiasi collegamento fisso, anche ISDN o ADSL. Tanto per dare una idea, si possono vedere i filmati in streaming video dal vivo (noi abbiamo provato Deejay Tv dalla home page di Repubblica.it) senza problemi, scegliendo anche la modalità ADSL per aumentare la dimensione del filmato. Teoricamente si possono anche scaricare file dal proprio computer remoto ad alta velocità , oltre che, ad esempio, scambiare posta con allegati molto pesanti.
l’applicazione ludica
Divertente, interessante e assolutamente gratuita è invece l’iniziativa di Airgate, il primo portale italiano dedicato al mondo wireless. D'accordo con lo stabilimento balneare "La Spiaggetta" di Fregene, una località balneare vicino Roma, è stato creato un hotspot sulla spiaggia: si può navigare stando seduti sotto l’ombrellone e utilizzare i servizi dedicati anche con un PDA dotato di scheda Wireless. Attraverso l’apposito portale per palmari di Airgate si possono scattare foto sulla spiaggia da inviare come cartoline via email, consultare l’oroscopo del giorno o il menu del ristorante, il tutto sempre gratuitamente.
I volenterosi ragazzi di Airgate hanno in serbo altre novità per il futuro, stanno già provando a realizzare un network wireless di diversi chilometri, collegando fra loro diversi access point (l’hardware di base di una rete senza fili), e stanno per lanciare "Spaghetti Wireless". Sarà la prima comunità wireless in Italia che, sull’esempio di "Seattle Wireless", riunisca le varie iniziative che stanno già nascendo, come ad esempio un censimento degli hotspot attivi. Il tutto sempre rigorosamente gratis, proprio secondo lo spirito delle analoghe comunità wireless americane.
l’applicazione personale
Realizzare una rete wireless in casa od in ufficio è estremamente facile, e può risultare conveniente in tutti quei casi dove non possano essere stesi i cavi di rete. Oltre alla scheda Wi-Fi è opportuno dotarsi dell’"access point", uno scatolotto con due antenne che si collega alla LAN esistente e che consente di far dialogare i computer dotati di schede Wi-Fi con la rete già esistente. Se poi tale rete è già collegata ad Internet con una ADSL (ma basta anche un collegamento ISDN o la normale chiamata telefonica via modem) allora ecco fatto il collegamento a Internet senza fili. Si potrà navigare col portatile dal giardino di casa o da quelle stanze dove non ci sono i cavi di rete e si potranno tranquillamente scambiare i file tra i diversi computer della rete.
l’access point da noi utilizzato per la prova (3Com WL-306) copre, da qualsiasi stanza, senza problemi un appartamento di circa cento metri quadri, se viene posto all’esterno invece la portata testata arriva fino a cento metri dall’apparecchio. Nel caso di una installazione esterna è consigliabile adottare uno dei livelli di cifratura disponibili, per evitare che chiunque passi nei paraggi con un notebook possa "agganciarsi" alla nostra rete, navigare a sbafo e magari scorrazzare liberamente fra i file dell’hard disk lasciato "aperto".
Ed in effetti il "war driving" è diventato uno degli sport preferiti dagli smanettoni d'oltreoceano che girano in auto per le strade dotati di computer portatile, scheda Wi-Fi e antenna modificata (basta addirittura una scatola di latta appoggiata sopra) nel tentativo di captare reti wireless lasciate incustodite.
Un particolare segno sul muro (in questo caso si tratta di "war chalking", cioè "guerra col gessetto") indicherà a hacker o semplici curiosi che in quella zona esiste un access point attivo ed eventualmente usabile: naturalmente esiste un sito Internet dove scambiarsi informazioni e consigli sugli hotspot scoperti e malauguratamente lasciati incustoditi.
di ENRICO M. FERRARI
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