ROMA - Sono le connessioni tra le cellule del cervello a decidere il nostro orientamento sessuale? È quanto sembra dimostrare un esperimento pubblicato da "Pnas", la rivista dell’Accademia Usa delle Scienze, dove un ricercatore scrive di essere riuscito a trasformare temporaneamente in gay un gruppo di moscerini maschi, facendoli poi ritornare eterosessuali. La ricerca, firmata da Toshihiro Kitamoto, del californiano Beckman Research Institute, si inserisce nel filone degli studi sulle basi biologiche del comportamento, alcuni dei quali sembrano indicare che le preferenze sessuali dipendano (almeno nei moscerini) da uno o più geni.
I geni agirebbero influendo sulle connessioni sinaptiche, i punti di comunicazione tra un neurone e l’altro, decidendo verso quale sesso si orienta il desiderio.
Per il suo esperimento, Kitamoto ha utilizzato esemplari maschi di "Drosophila Melanogaster", il moscerino della frutta usatissimo in biologia. Lo studioso ha inserito in alcuni maschi di drosofila un gene speciale, che sconvolge le trasmissioni tra sinapsi, ma si attiva solo a certe temperature. È quindi possibile "accenderlo" o "spegnerlo" con un semplice cambiamento di temperatura.
Ha ottenuto moscerini maschi che, ogni volta che i circuiti cerebrali erano disturbati dall’azione del gene, "iniziavano un comportamento precopulatorio stereotipo verso altri maschi adulti", per citare il ricercatore. Vale a dire, si disinteressavano delle "moscerine", rivolgendo le loro attenzioni ad altri maschi, verso cui esibivano i rituali di corteggiamento (vibrazione delle ali, colpetti sull’addome e così via) tipici del moscerino in amore, fino a formare cerchi e catene di maschi impegnati a corteggiarsi l’un l’altro. Ma bastava interrompere l’azione del gene perché i moscerini gay tornassero etero entro pochi minuti.
Attenzione, però, ad applicare alla lettera i risultati di questo esperimento, estendendoli al genere umano. "Equiparare il comportamento dei moscerini a comportamenti complessi come quelli umani è assolutamente indebito", osserva lo psichiatra Paolo Rigliano, che ha dedicato un intero libro, "Amori senza scandalo" (Feltrinelli) a cosa vuol dire essere lesbiche o gay. "Nella specie umana l’orientamento sessuale è il frutto di un'elaborazione psichica. E gli studi effettuati finora non hanno dato prove sufficienti che il "gene dell’omosessualità " esista davvero".
di CLAUDIA DI GIORGIO
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