CITTÀ DEL CAPO, SUDAFRICA " Il Sudafrica è la sede più improbabile per il lancio di una rivoluzione globale nel settore dell’energia nucleare: l’unica centrale africana occupa un tratto di costa desolata a nord di Città del Capo. Eppure, all’estremità meridionale del continente " all’ombra di un vecchio, obsoleto reattore a raffreddamento idrico " il gigante a partecipazione statale Eskom e i suoi partner internazionali vogliono costruire il primo reattore commerciale pebble-bed (letteralmente “a letto di ciottoli”) del mondo. Agli occhi di chi lo ha progettato, il reattore modulare a letto di ciottoli è la promessa del “Rinascimento africano”, l’inizio di una seconda vita a partire dal nucleare. Il Pbmr (questa la sigla con cui viene indicato l’impianto, n.d.t.) è più sicuro, più pulito, più piccolo e gestibile di una centrale nucleare tradizionale, spiega Tom Ferreira, portavoce del consorzio Pbmr. I sostenitori del progetto, inoltre, sottolineano che le caratteristiche del reattore lo rendono «a prova di fusione e di dispersione». «Con un impianto del genere è praticamente impossibile che si verifichino incidenti della gravità di quelli di Three Mile Island e di Cernobyl», continua Ferreira.
Una scelta obbligata?
Per gli scettici, però, il progetto Pbmr è solo un inutile ritorno a una forma di energia da tempo abbandonata perché ritenuta troppo pericolosa e costosa. La costruzione di nuovi reattori era stata infatti bloccata in seguito all’atteggiamento antinucleare diffusosi nell’opinione pubblica mondiale dopo il disastro di Cernobyl del 1986. È dagli anni Settanta che in America non viene commissionata la realizzazione di una nuova centrale, e la maggior parte delle associazioni ambientaliste vorrebbe che le cose restassero così. Ma dal momento che attualmente il Sudafrica, gli Stati Uniti e molti altri paesi si trovano a dover soddisfare fabbisogni energetici sempre maggiori " e allo stesso tempo cresce la preoccupazione in merito al problema del riscaldamento globale " questo orientamento nei confronti del nucleare deve per forza di cose cambiare. In Finlandia si sta costruendo un nuovo reattore, e lo stesso sta avvenendo in Giappone e in altre nazioni asiatiche. La stessa amministrazione Bush, ansiosa di ridurre la dipendenza americana dal petrolio straniero, sta spingendo per un revival del nucleare.
Nel frattempo, il governo sudafricano è impegnato nel tentativo di garantire l’energia elettrica a milioni di cittadini che non ne hanno beneficiato nel periodo dell’apartheid. Il carbone, che attualmente copre il 90 per cento del fabbisogno energetico nazionale, è sì economico e abbondante, ma anche altamente inquinante. E le rinnovabili " come il solare e l’eolico " hanno anche loro dei limiti. Le centrali idroelettriche, d’altra parte, al momento non rappresentano una soluzione praticabile. Rimane, almeno per ora, solo il nucleare.
Ultimi Articoli
Palazzo Lombardia celebra Diana Stanga con dieci opere dedicate alla natura
Milano — Triennale racconta l’alfabeto del design di Barber e Osgerby
Dogliani — Il Festival della TV festeggia quindici anni con i “Dialoghi Coraggiosi”
Annalisa, il tour “Ma noi siamo fuoco — Capitolo II” accende i palasport italiani fino al 16 maggio 2026
LSNN rinnova la piattaforma a breve sarà necessario accreditarsi per godere di tutte le novità
LSNN rinnova il suo impegno per la sicurezza e la privacy: scopri come!
Domenico Formichetti porta CASA BLASTER alla Milano Design Week 2026
Benji & Fede tornano il 24 aprile con Oh, Maria! — a ottobre il debutto nei teatri italiani
Polignano a Mare — Si chiude la tre giorni dedicata a Domenico Modugno, tra bande, cinema e memoria condivisa