ASTRONOMIA: La cometa Tempel-Tuttle, che origina le Leonidi, è passata al perielio nel febbraio 1998 e farà ritorno tra 27 anni.
Nel 2002 abbiamo assistito all’ultima attività spettacolare con l’incontro degli addensamenti di materiale meteorico più periferici. Attualmente le Leonidi stanno ormai tornando ad essere uno sciame secondario, con livelli di attività assai modesti.
La Terra quest'anno passerà al nodo orbitale il 17 novembre a -0.0017 UA, giusto alle prime luci del crepuscolo mattutino. Nelle ore precedenti probabilmente potremo vedere qualche Leonide, associata ai residui cometari del precedente passaggio al perielio, quello dell’aprile 1965.
Il 19 novembre la Terra si incontrerà per breve tempo con due vecchi addensamenti di particelle, lasciati dalla Tempel-Tuttle nei transiti del 1333 e del 1733. Previsioni dettagliate in merito sono state pubblicate dai ricercatori Mikiya Sato e Jeremie Vaubaillon.
Per il primo incontro, il cui massimo avverrà alle 6h39m/6h42m UT, e quindi nelle ore diurne per l’Italia, sono pronosticate poche meteore (ZHR 10 circa), dato che la Terra passerà a +0.0018 UA dall’orbita della nube. Dalle postazioni italiane si potrà forse osservare qualcuna di queste Leonidi nelle ore che precedono l’alba.
Per il secondo incontro, il cui massimo avverrà alle 21h26m/21h49m UT è pronosticato un numero maggiore di meteore (ZHR 65 circa), dato che la Terra passerà a -0.002 UA dall’orbita della nube. l’orario non è proprio favorevole per le postazioni italiane, poichè il radiante in quei momenti sarà ancora sotto l’orizzonte. Augurandoci che la nube di particelle sia abbastanza estesa, solo dopo la mezzanotte sarà possibile vedere forse qualche Leonide.
Redatta da: Enrico Stomeo
FONTE: http://meteore.uai.it
Lenoidi 2002: http://meteore.uai.it/leonidi2002/2002_leo.htm
Cosa sono le Leonidi
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| Leonidi 2002 |
Di stelle ne cadono sempre. Tutte le notti una decina di strisce luminose fanno risplendere il cielo oscuro per qualche secondo ogni ora. Vi sono momenti in cui però questa attività si intensifica in modo significativo. L’esempio più noto è la “notte di San Lorenzo”, durante la quale tutti sanno che le possibilità di scorgere le imprendibili meteore sono decisamente superiori alla norma. Il 10 agosto non è però l’unico momento in cui vi è un così forte aumento dell’attività meteorica, vi sono, anzi, periodi in cui il numero di stelle cadenti visibili in un’ora è decisamente superiore. È il caso del 18 novembre, quando entrano in scena le Leonidi. -
Considerato il fatto secondo cui le stelle cadenti non sono altro che corpuscoli di polvere interplanetaria che entrano in contatto con l’atmosfera, è facile intuire che un aumento della portata di questo fenomeno sia dovuto ad un aumento di queste particelle negli spazi immediatamente adiacenti alla regione in cui si trova ad orbitare il nostro pianeta. Tutti questi eventi sono infatti generati dal passaggio della Terra in regioni dove vi è la presenza di uno o più sciami meteorici, ovvero grumi di polvere depositati dal passaggio precedente di una cometa.
Benchè intuitivo, il concetto necessita forse di una esemplificazione pratica.
Poniamo dunque di trovarci su una automobile che viaggia con velocità costante su di una strada. È inverno e, ad un tratto, qua e là sul parabrezza cominciano a formarsi dei puntini bianchi. La nevicata è leggera e i tergicristalli riescono a pulire il vetro in modo efficiente anche a bassi regimi. Improvvisamente il nostro veicolo entra in una zona dove la neve scende più fitta; sul parabrezza i puntini bianchi si addensano con più insistenza costringendoci ad aumentare il ritmo del tergicristalli.
Allo stesso modo quando il nostro pianeta (a bordo di cui stiamo percorrendo un’autostrada circolare, detta orbita) incontra una zona dove la polvere interplanetaria è più densa, l’attività sul parabrezza celeste aumenta repentinamente. Una volta fuori dalla zona dove “imperversa la bufera” l’attività ritorna normale.
Le Leonidi, come pure le Perseidi (il nome dato alle tradizionali “lacrime di San Lorenzo”), non sono nient’altro che una di queste zone densamente popolate di corpuscoli solidi.
Tratto da: http://www.theblueplanet.ch
