“Il giudizio positivo del direttore del Centro europeo- per la validazione dei test alternativi sugli animali (Ecvam), Thomas Hartung,- alla metodica cellulare per la sperimentazione tossicologica messa a punto dall’Istituto di tecnologie biomediche- (Itb) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) fa pensare ad un prossimo riconoscimento di questa- tecnica come strumento valido a livello europeo per l’identificazione dei composti tossici diffusi nell’ambiente”. Così Paolo Vezzoni, autore del brevetto Cnr, commenta le espressioni di Hartung.
L’Itb- - presso cui è stata realizzata la ricerca - si avvale anche di finanziamenti della Fondazione Cariplo e il metodo messo a punto dall’Istituto - anche con la collaborazione di ricercatori- dell’Università - “La Sapienza” di Roma - consente di ridurre drasticamente il numero degli animali utilizzati nei test tossicologici ricorrendo all’ingegneria genetica.
Attualmente per verificare gli effetti negativi di un farmaco o di un’altra sostanza potenzialmente dannosa si ricorre a- cellule animali in coltura, in particolare agli epatociti, ossia alle cellule del fegato. Il limite maggiore di questa tecnica è costituita dalla brevità della vita degli epatociti. Per ottenerne di freschi è infatti- necessario- estrarne continuamente dai topi. La nuova metodica- consente invece- di ottenere da topi transgenici- cellule epatiche, che, grazie all’oncogene c-met,- non perdono le caratteristiche dell’epatocita maturo e quindi adatto alla sperimentazione, ma,- una volta raggiunta la differenziazione, non muoiono. “In tal modo”, spiega- Vezzoni, “oltre a ridurre il numero degli animali uccisi, si semplifica il problema della standardizzazione, poichè si hanno a disposizione sempre le stesse cellule o comunque un numero limitato di linee cellulari”.
Vantaggi ora riconosciuti dal direttore dell’Ecvam, un organo creato dall’Unione Europea allo scopo di andare incontro alla crescente richiesta dell’opinione pubblica di limitare l’uso degli animali nei laboratori di ricerca. “Paragonato alle attuali colture cellulari”, sottolinea ancora Hartung, “ il nuovo metodo del Cnr potrebbe risultare davvero utile per la messa a punto di un test semplice e in grado di ridurre significativamente il ricorso agli animali negli studi di tossicologia. Una volta validata, questa tecnica potrebbe costituire la base per un metodo sensibile, economico, veloce e affidabile per la valutazione precoce di un danno cellulare da agenti chimici tossici”.
Un avallo, quello del direttore dell’Ecvam, che prevedibilmente prelude al via libera da parte della Commissione Europea all’adozione ufficiale del test da parte dei laboratori e industrie europee.
Per informazioni: Paolo Vezzoni, tel. 02/26422614, cell. 335/1050029 e-mail: paolo.vezzoni@itb.cnr.it
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