Sviluppo di sensori per il monitoraggio ambientale e per l’industria agroalimentare, finalizzati al monitoraggio di inquinanti, anche in tracce e al controllo di umidità . Controllo del particolato inquinante nelle acque industriali e negli aerosol atmosferici. Sviluppo ed applicazione di tecniche interferometriche per il monitoraggio di vibrazioni e crack in strutture civili. Sviluppo di applicazioni GPS su dispositivi portatili. Controllo della sicurezza nelle reti informatiche.
Sono soltanto alcune delle competenze scientifiche presenti all’Istituto per i Processi Chimico Fisici (IPCF) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Messina, che oggi ha inaugurato la nuova sede di Messina a Salita Sperone, in Contrada Papardo, alla presenza del Vice presidente con funzioni di Presidente del CNR, Federico Rossi, del responsabile della sede messinese dell’Istituto, Cirino Vasi, e di altri importanti ospiti, fra i quali il rettore dell’Università degli Studi di Messina, Francesco Tomasello.
“La sede dell’IPCF”, ha spiegato il Vice Presidente del CNR, “è stata finanziata con i fondi dell’Intesa di programma ex CNR-MISM (l’allora Ministero per lo Sviluppo del Mezzogiorno, ndr), poi diventata intesa CNR - Ministero Università e Ricerca. Intesa che - ha sottolineato Rossi - si è conclusa soltanto sul finire del 2007 e che prevede, fra l’altro, anche un investimento infrastrutturale relativo alla sede di Messina dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero (IAMC-CNR, (ex Talassografico), nonchè il cofinanziamento del Centro testing dell’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia (ITAE-CNR), sempre a Messina”.
“La chiusura dell’accordo - ha aggiunto Rossi - prevede anche 12 milioni di euro per investimenti in attrezzature che, per il momento, il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto opportuno non ripartire, riservandosi la possibilità di una loro utilizzazione per cofinanziare eventualmente interventi previsti nei programmi ( PON e POR) finanziati dai fondi strutturali”.
“Cercare di utilizzare al meglio le ingenti risorse di tali fondi, sia a livello nazionale sia a livello regionale, facendo in modo che il Consiglio Nazionale delle Ricerche possa dare un effettivo contributo allo sviluppo dei territori - ha detto ancora Rossi - è uno dei principali obiettivi che stiamo perseguendo in questo periodo, puntando a stabilire un rapporto concreto e proficuo con tutti i ministeri interessati " in primis MUR e Sviluppo Economico - e con le amministrazioni regionali. A tal fine, ha ricordato, “è stato stipulato un accordo quadro con la Regione Sicilia il cui tavolo di coordinamento, costituito da rappresentanti regionali e rappresentanti del CNR, mi auguro incominci ad operare alacremente, con l’auspicio che vi partecipino anche le Università . In tal modo sarà possibile concepire un piano di interventi sinergico, capace di coinvolgere al meglio il sistema produttivo della Regione, affinchè si valorizzino le potenzialità di sistema”.
Il Vice Presidente del CNR si è infine soffermato su “un’ulteriore voce dell’accordo sottoscritto riguardante una quota di finanziamento per l’immissione di giovani. Vorrei ricordare in questa circostanza”, ha affermato Rossi, “sia che all’inizio del 2008 sono stati finalmente immessi in ruolo i vincitori dei concorsi banditi per il Mezzogiorno, sia che in un recente Consiglio di amministrazione è stato approvato " sentiti i sindacati " un piano quinquennale che programma le assunzioni di giovani, le stabilizzazioni e le progressioni di carriera”.
“In particolare”, ha spiegato Rossi, “ il piano prevede circa 1.200 assunzioni di nuovi ricercatori e la possibilità , da parte degli istituti, attraverso un apposito fondo di incentivazione, di trasformare i co.co.co e gli assegni di ricerca in contratti a tempo determinato. Il piano prevede inoltre la stabilizzazione di oltre mille unità di personale nei prossimi cinque anni. Per fare questo " ha concluso il Vice Presidente del CNR - abbiamo impegnato tutte le risorse destinate al turn-over. Sono cifre importanti, ma certamente non sufficienti per dare attuazione concreta a una politica di ringiovanimento e incremento generazionale che il sistema della ricerca deve poter avere. Perchè questo avvenga, è necessario che la politica assuma la capacità di investire sul futuro”.
I colleghi che volessero approfondire i dati sui finanziamenti relativi alla Intesa di Programma MUR-CNR possono fare riferimento al comunicato stampa cnr n.147 del 17 ottobre 2007 ( www.stampa.cnr.it )
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