Non aver semplicemente compreso che il coronavirus non si è ancora propagato molto perché l’Australia è nell’emisfero Sud e quindi questo genere di virus si diffondono circa sei mesi dopo quanto accade nell’emisfero Nord è molto grave e si deve aggiungere nel calcolo che la stagione fredda è in ritardo di oltre un mese e mezzo, con punte di temperature calde da record che non si registravano da mezzo secolo! Con l’arrivo del freddo e della pioggia i polmoni sono più esposti e i virus come il coronavirus 19 attaccano più facilmente, perché, come ogni altro virus del genere, "è più virulento, vive più a lungo e si diffonde più velocemente in inverno". Ma per la classe politica e gli zerbini che li sostengono ciecamente senza comprendere, va tutto bene ma basterebbe scorrere le statistiche per notare che l’Australia è addirittura un dei Paesi più colpiti in assoluto nell’emisfero Sud! (18/04/2020 https://www.worldometers.info/coronavirus/ ). Ma i politici, e i mass-media fanno eco, parlano di curva dei casi infetti che si è appiattita, senza capire che quella è estremamente influenzata da coloro che si sono infettati sulle navi grazie all’aria condizionata, quindi non si tratta di un dato puramente australiano ma di un dato confinato all’interno delle navi da crociera. Una situazione che sarebbe dovuta essere facilmente gestibile se non fosse stata adottata una politica altalenante e indecisa che ha tralaltro trattato quei turisti e gl’equipaggi come se fossero dei nemici! La cosa giusta da fare sarebbe stata di sbarcarli tutti, metterli in quarantena e poi rimetterli sulle navi debitamente disinfestate. Lasciandoli sulle navi il contagio è dilagato e in tanti ci hanno rimesso la pelle… E comunque una curva piatta non significa affatto che non possa prendere un'impennata.
Intanto i test per diverse settimane sono stati fatti solo a chi tornava dall’Estero o a chi era stato a contatto con qualcuno che ha il virus… ma un individuo normale come fa a saperlo? I politici forse hanno i superpoteri e andando al supermercato vedono se uno ha il virus? Una bella trovata che significa che un sacco di gente col virus e gli asintomatici sono andati in giro a diffonderlo senza sapere se hanno il virus o no. Certo, i morti totali (20/04/2020) sono ufficialmente solo 71 ma in verità il dato reale lo si potrà avere solo in futuro, quando si potranno paragonare i morti di quest’anno a quelli degli anni precedenti, perché solo chi è ha fatto il test è dichiarato morto per il coronavirus ma gl’incerti sono molti di più.
L’unico provvedimento serio della classe politica australiana è stato la richiesta ai cittadini di stare a casa se il loro lavoro non è essenziale e se non possono farlo da casa, solo che, come al solito, non c’è stato nessun controllo, quindi: un sacco di individualisti, di gente ignorante su queste tematiche o semplicemente stupida va comunque al lavoro perché a casa si annoia, vanno dai parenti, dagli amici, a correre o esercitarsi (che è consentito), i bambini a giocare con i loro amichetti, chi va in spiaggia ecc.
Cioè non c’è stato un blocco ma una serie di messaggi mescolati e confusi che hanno come risultato: tentativo di ridurre il contagio vanificato dalla massa irrispettosa del provvedimento e una gran perdita di preziosissimo tempo per salvare vite e la diffusione del virus.
Il tutto aiutato dal fatto che le nozioni medie di igiene in Australia sono molto basse, tanto che la legislazione australiana è in ritardo di 30 o 40 anni rispetto a quella Europa per semplici norme come l’uso dei cappellini e guanti per chi vende cibo esposto a un banco, come panettieri, salumieri, macellai ecc. Questa grave lacuna, che più in generale è del mondo anglosassone, la si nota anche nel fatto che una pubblicità governativa per arginare il coronavirus, spiega come lavarsi le mani… In moltissimi servizi giornalistici, ma anche nella pubblicità di uno studio medico dentistico, si nota con chiarezza che la gente ad oggi non ha ancora compreso bene cosa siano le distanze sociali… E poi, per averne una prova lampante, basta vedere come sono sozzi i molti marciapiedi o le case di tanti australiani. Non bastasse un’altra pubblicità televisiva descrive il coronavirus 19 come "una malattia lieve" e che bisogna mantenere le distanze sociali perché colpisce gl’anziani, così con un messaggio scarso e irresponsabile, se non criminoso, che da un’idea riduttiva della pericolosità della situazione ha come risposta che nei supermercati chi indossa la mascherina è più o meno uno su cento, mentre adesso in Italia e altri Paesi europei non puoi neanche entrare in un negozio se non hai la mascherina. Superficialità generalizzata che ha avuto il risultato che circa 1200 operatori sanitari e i loro stretti contatti familiari messi in isolamento dopo che più di 40 sono risultati positivi in due ospedali nel nord-ovest della Tasmania. Ma sia il Primo Ministro Scott Morrison che Brad Hazzard, il Ministro della sanità e della ricerca medica del NSW, un tipo gasato, fanno periodicamente, forse per scaricare le proprie responsabilità, riferimento agli "esperti medici" ma questo fa semplicemente ridere, quando si pensa che questi "esperti" sono evidentemente gli stessi che, quando sono state introdotte le distanze sociali, hanno dato l’OK ai parrucchieri che potevano stare aperti… e che in Western Australia lo sono ancora, assieme ad altre attività commerciali evidentemente considerate "essenziali" come: porno-shop, negozi di strumenti musicali e giornalai… Barzellette che non fanno ridere ma che dimensionano bene il livello di non comprensione della gravità della situazione da parte della classe politica e dirigente, la stessa che ha permesso che centinaia di persone in quarantena scendessero da una nave a Sydney, due giorni prima che la stessa quarantena finisse, col semplice e tragico risultato di tante morti che si potevano evitare.
Sempre il Primo Ministro Scott Morrison e altri politici continuano a propagandare una situazione semplicemente falsa, cioè sostengono che il numero di test fatto in Australia è elevatissimo rispetto ad altre nazioni, uno dei primi al mondo ma il dato va visto non per numero ma in percentuale alla popolazione. E per verificare questa ulteriore balla colossale, basta sapere che prima dell’Australia ci sono (in ordine sparso) "solo": Spagna, Italia, Germania, Svizzera, Portogallo, Austria, Irlanda, Israele, UAE, Singapore, Qatar, Lussemburgo, Islanda, Bahrain, Estonia, Nuova Zelanda, Slovenia, Lituania, Hong Kong, Cipro, Andorra, Latvia, Isole del Canale, San Marino, Malta, Isola di Man, Isole Faeroe, Brunei, Gibilterra, Liechtenstein, Isole Falkland, Groenlandia. ( 17/04/2020 https://www.worldometers.info/coronavirus/ )
Quindi quello che viene spacciato per un primato è in verità una trentatreesima posizione…
Sebbene il governo federale abbia fatto un buon lavoro per parare la situazione economica, ha avuto ed ha una risposta mediocre nel comprendere le dinamiche necessarie per difendere la Nazione da una crisi come questa, esattamente come accaduto con la altrettanto disastrosa risposta data agli incendi di qualche mese fa, e questo significa che potenzialmente l’Australia può ancora essere colpita in modo estremamente violento da questo virus assassino e inizierà, come anticipato, appena inizierà a fare freddo, perché in quel momento le barriere immunitarie si abbasseranno e chi ha già o avrà preso il virus, inizierà a star male, a diffonderlo ed eventualmente a morire, così il virus si moltiplicherà in modo esponenziale. I governi statali hanno applicato norme diverse l’uno dall’altro e follia vuole che il Western Australia e il Queensland vogliono già riaprire le scuole…
Quello che è sicuro è che governo federale non è riuscito a fornire alla nazione la leadership di cui ha bisogno in questo momento di crisi. La soluzione rimane sempre la stessa: una chiusura totale e senza eccezioni, con pene severe per chi non la rispetta, perché più alte sono le misure precauzionali, minori sono i rischi di contagio, è semplice ma bisogna comprenderlo.
Matteo Cornelius Sullivan
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