Il regno dell’incertezza su Ladysilvia; Grandi i cambiamenti del sistema Italia a cavallo di due secoli. Già dal 1990 le evoluzioni sociali, in corso almeno dal ’70, si accelerarono.
Evoluzioni troppo spesso negative, in pratica un degrado continuato, senza tentativi di arrestarlo. Un problema di base: vuoi per ignoranza, vuoi per supeficialità , il criterio di scelta dei politici alle elezioni, è raramente basato su capacità professionali. Piuttosto sul valore delle... chiacchiere o sul comparaggio. In pochi decenni, le capacità gestionali dei politici si sono degradate con continuità . In aumento gli azzecca-garbugli e in diminuzione i gestori competenti...
Alcuni aspetti visibili del degrado appaiono diffondersi: a) l’abbassamento della qualità delle gestioni pubbliche (diminuzione dei risultati e aumento degli sprechi); b) diminuita soddisfazione dei bisogni dei cittadini; c) aumentata accettazione dell’illegalità da parte dei cittadini . Insieme coll’evanescenza del confine tra legalità e illegalità ...
L’eliminazione dei Valori dalla vita sociale, accelerata negli ultimi anni e incoraggiata dall’ alto, ha spinto i responsabili di enti e servizi pubblici a sentirsi sempre meno responsabili. Tanto più che alcuni di loro erano stati selezionati per capacità diverse da quelle tecnico-professionali. Selezionati talvolta per “intuito politico”, talaltra per allacci a qualche clans di potere. La diffusione della lottizzazione nelle istituzioni e in altri contesti gestiti da politici, ha facilitato fallimenti ed emergenze. Simultaneamente si è diffusa la tolleranza della cattiva qualità , il lassismo. La struttura portante di tali evoluzioni negative è spesso la corruzione, quel serpente che si insinua dappertutto, talora facilitato da uomini chiave delle istituzioni. Con tante evoluzioni negative, in un Paese diverso dall’Italia ci sarebbero iniziative di correzioni e cambiamenti. Ma in Italia non si può pretendere tanto...
Infatti la tradizione, di lunga data e rimasta dall’epoca dei poteri austriaco, francese o spagnolo, spinge ad accettare tutto, persino il peggio, dallo stato balordo. La schiena è flessibile, allora si accetta anche il rifiuto e la sopraffazione, viste come un destino, una rassegnazione. E per vari decenni si è tirato avanti, osservando il peggio, aumentare ..., senza reagire. Cambiamenti, quindi, molti; promossi da combriccole prive di scrupoli, impadronitisi dei palazzi del potere. Combriccole di persone poco impegnate nel lavoro, in compenso occupate nelle lotte di potere, nella protezione di interessi di clans e cordate. Commistioni di ruoli pubblici con interessi privati: chiamiamolo “affaripolitismo”. Essendo tali combriccole bene organizzate, ben allacciate, attente alle percentuali e scambi di interessi, di favori, strane abitudini, complicità e gestioni pubbliche ad uso privato si sono diffuse. Facile, se lo stato, un po’ stupido, controlla poco... (ma lo stato è gestito da amici di manica larga). Manica larga che, insieme alla complicità facile, professionalità pubblica dubbia, ha spinto la corruzione, in giro per le istituzioni. La corruzione ha spinto la gestione di interessi nascosti, senza rischi di controlli attenti. Le combriccole, installate in posti chiave da certe branche del potere corrotto, hanno: a)incassato prebende; b) diffuso la mentalità dell’affaripolitismo; c) fatto girare fra gli imprenditori l’idea che un contratto pubblico non è difficile averlo, se... (omissis) Ecco la sintesi di cosa sembra sia successo negli ultimi lustri. I politici hanno preso l’iniziativa, contando gli zeri, gli imprenditori hanno mangiato la foglia... e il serpente corruzione ha continuato a girare per il Paese. Ora, trovatemi voi un’istituzione efficiente e ben organizzata, trovatemi un servizio statale che funzioni e sia esente da sprechi diffusi...
Forse ci sono, ma non so quali...
Alla fine, i meccanismi dello stato italiano hanno assunto un colore magrebino, non certo europeo. Ecco perché siamo il 60/mo Paese in tema di libertà economica (gennaio 2007). Ed ora qualcuno dice (Bersani): “Bisogna riformare il capitalismo italiano”. Io commenterei: “Anche lui, senza realismo. Come si fa a cambiare solo il capitalismo, in una società la cui cultura tollera la corruzione come aria che si respira, lo spreco come una cosa ovvia, e considera l’efficienza una qualità scandinava (cioè lontana dal Bel Paese) ?”. Nel mentre che i meccanismi statali si inceppavano, il livello di soglia dei comportamenti accettabili in Italia, trent’anni fa prossimo a quello europeo, scendeva, scendeva, si abbassava. Quello europeo è all’altezza della fronte, quello italiano, oggi, è all’altezza delle fogne...
Ed oggi in Italia, dove tutto è tollerato, tutto può essere falsificato, tramutato, distorto, negato, per cui il valore primario italiano è divenuto l’incertezza, spesso accompagnata dal lassismo. Quella che può grippare tutto nella vita sociale, che può inchiodare qualsiasi processo iniziato colle buone intenzioni, che può ammazzare qualsiasi progetto iniziato con sicurezza. Che può ritardare qualsiasi iniziativa sociale urgente e importante...
Un elemento chiave che ha permesso quanto sopra: la Pubblica dIstruzione, per decenni, non ha insegnato il Patto Sociale (ma non ce n’è !), non ha insegnato i diritti e doveri del cittadino e dello stato, non ha insegnato gli strumenti e i valori di base che sono necessari per gestire un Paese, un’Alitalia, un macrosistema qualsiasi. In una società ove non ci sono riferimenti, ove si sono eliminati i VALORI (quelli che sono necessari per far camminare le “pecore anarchiche”, definizione degli Italiani di Prezzolini, ndr), l’unica direzione probabile è ... il Magreb! Conseguenza delle mancanze della P.I.: assenza di capacità sociali, forma mentis da sottosviluppo, incapacità di valutazioni lucide, etc...
Il fattore Incertezza: spinge tanti imprenditori a non investire, tanti operatori ad esitare davanti ad un affare possibile, ma... incerto. In compenso le attività sotterranee, gestite da mafie, tendono a crescere...
Se un giorno ci accorgessimo che l’economia sommersa, gestita da loschi individui, supera l’economia ufficiale, daremmo la colpa alla globalizzazione? O ci guarderemmo allo specchio? Intanto i governi decidono misure per promuovere l’ economia. Credendo che questo basti...
E se invece divenissero realisti e iniziassero la battaglia contro l’ incertezza e la corruzione? Ma ne saranno capaci, i politici?
Le conseguenze Viste le incertezze diffuse, gli sprechi sociali in aumento, la complicità divenuta una coperta che copre tutto, persino il delitto... , che succede? Che non si chiede più conto degli errori, delle mancanze, delle assurdità delle persone che gestiscono le risorse nazionali (alimentate colle tasse di noi tutti). Quel personale che, essendo spesso lottizzato, ha la sicurezza dell’ impunità , l’ abitudine dell’ impegno alla carlona, l’assenza di vera professionalità . Spârita quindi la professionalità dal contesto pubblico, hanno preso il suo posto le nuove abitudini: demagogia nei discorsi pubblici e davanti le telecamere; improvvisazioni su materie calde o emergenze (queste divenute frequenti). Il Paese non ha più strategie ne linee direttive...
E come potrebbe averne, se la società è gestita dalle emergenze? In pratica il quadro sociale degradato degli ultimi anni, si fonda su: - nessuna responsabilità per politici e gestori pubblici. Talora anche per i gestori privati. - la professionalità in tanti contesti sociali non è più garantita; - le leggi si applicano quando si può (o fa comodo); - i diritti dei cittadini stanno scritti nei sacri testi. Quanto alla loro applicazione, bisogna vedere...
- i programmi politici sono indicativi. Per i risultati, si vedrà ...
- il doppio scenario è ormai la regola della Commedia dell’Arte Politica. In queste condizioni, vai a capire cosa veramente avverrà ...
La frittata è fatta. E il futuro? Le istituzioni poco funzionanti, la difficoltà di quadrare i conti nazionali, sono difficoltà vecchie. Ma esse aumentano, da tempo. Sarà ora di scoprire i motivi scatenanti, che sono specifici al sistema Italia? Se si vuole affrontare il problema sociale, con strumenti adeguati a risolverlo?...
Quali strumenti, per risolvere? Io direi: a) sviscerare la realtà relativa alla degradazione di una società , la quale non ha un patto sociale e non usa ingrassare i meccanismi delle sue strutture; b) saper andare al di là della cappa di menzogne, false verità , accuse non provate, per scoprire la realtà essenziale: Invece di una vera società , un’aggregazione confusa di cittadini in un Paese che non ha saputo nè inventare delle regole semplici da gestire, nè obbligare i cittadini a seguirle; c) capire che una società sempre tollerante, senza riflessione lucida, senza rigore nè giustizia, nè responsabilità , senza bastoni e carote, non può funzionare...
Cosa conviene fare? Continuare ad accettare la solita sottintesa finzione che gli Italiani di oggi sappiano gestire un Paese (in tal caso i problemi restano)? Oppure analizzare le cause di inefficienze e incapacità (se fatto seriamente, avremmo risultati positivi)? Due allora le possibilità : - se non si affronta il problema delle inefficienze sociali, il problema sociale, andremo verso il Magreb; - se lo si affronterà , per evitare la povertà , esso non va... affrontato all’italiana. Perchè sarebbe inutile farlo. Chiediamo aiuto agli espatriati...
LA REDAZIONE
Ladysilvia it National Network
Ultimi Articoli
Strapazzami di coccole Topo Gigio il Musical: una fiaba che parla al cuore
Goldoni al Teatro San Babila di Milano con La Locandiera
Ceresio in Giallo chiude con 637 opere: giallo, thriller e noir dall'Italia all'estero
Milano celebra Leonardo — al Castello Sforzesco tre iniziative speciali per le Olimpiadi 2026
Trasporto ferroviario lombardo: 780.000 corse e 205 milioni di passeggeri nel 2025
Piazza Missori accoglie la Tenda Gialla – Tre giorni di volontariato under zero con i Ministri di Scientology
Neve in pianura tra venerdì 23 e domenica 25 gennaio — cosa è realmente atteso al Nord Italia
Se ne va Valentino, l'ultimo imperatore della moda mondiale
La mortalità per cancro cala in Europa – tassi in diminuzione nel 2026, ma persistono disparità