ROMA: Il ministro per l’attuazione del Programma, Giulio Santagata, è intervenuto al Senato per riferire a nome del governo sullo stato dell’emergenza rifiuti in Campania. Nel corso dellla comunicazione, Santagata ha innanzitutto ringraziato le regioni che hanno fornito il proprio contributo al piano di smaltimento: delle circa 300 mila tonnellate di rifiuti accumulati, infatti, circa un terzo sarà dirottato al di fuori del territorio campano.
Ma il ministro puntrualizza che dall’emergenza si può uscire “solo se c’è un contributo operativo delle popolazioni interessate”: bisogna dunque procedere da subito ad una maggiore responsabilizzazione degli enti locali della regione Campania, per poi, nel medio termine, realizzare tre termovalorizzatori, i cui siti sono stati individuati ad Acerra, Santa Maria La Fossa e Salerno.
Il ministro riflette poi su alcune problematiche emerse nel corso delle ultime settimane. In particolare lamenta la tendenza, da parte di alcuni soggetti interessati all’emergenza, “a evitare la cessazione della gestione straordinaria”. D’altronde, ragiona Santagata, “si evidenziano interessi convergenti anche di amministrazioni locali, che percepiscono la tassa sui rifiuti solidi urbani e non li smaltiscono, nonchè una serie di interessi assai meno nobili da parte di strutture collegate al ciclo di smaltimento e gestione dei rifiuti stessi”.
A tal proposito, tuttavia, la posizione del Governo è molto ferma:“Dopo aver ripulito le strade e aperto le discariche temporanee e strutturali - spiega il ministro - occorre ripristinare la responsabilità del ciclo di smaltimento dei rifiuti agli enti locali, uscendo definitivamente dalla logica del commissariamento”. Infatti la strategia messa a punto da Romano Prodi prevede che i comuni campani elaborino un piano per la raccolta differenziata nei prossimi due mesi, per poi realizzarlo entro i 60 giorni successivi. “La mancata attuazione da parte delle amministrazioni comunali di queste misure nei termini stabiliti " puntualizza Santagata " determinerà l’immediato commissariamento dei Comuni inadempienti''.
Il Ministro rende noto, infine, che nell’ordinanza firmata ieri dal presidente del Consiglio il sindaco di Salerno è stato nominato Commissario delegato per la localizzazione, progettazione e realizzazione dell’impianto di termo-distruzione previsto a Salerno, nonchè degli impianti connessi al ciclo integrato dei rifiuti e alla raccolta differenziata nel Comune di Salerno.
Testo integrale dell’intervento del Min
17 Gennaio 2008 Giulio Santagata - Senato della Repubblica
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XV LEGISLATURA ------ / 277a SEDUTA PUBBLICA GIOVEDÌ 17 GENNAIO 2008 (Antimeridiana) DIBATTITO E VOTAZIONI / _________________
Signor Presidente, premetto che mi soffermerò esclusivamente sulla fase di queste ultime settimane e, poi, illustrerò le iniziative prese dal Governo negli ultimi giorni.
Quindi, non tenterò una ricostruzione delle modalità in forza delle quali in questi anni sia maturata questa emergenza; la do, in parte, per scontata e ritengo che possa, e debba, essere oggetto di valutazioni da parte del Senato, magari nel corso del dibattito.
Gli eventi che hanno determinato il precipitare, nel mese di dicembre scorso, dell’emergenza rifiuti in Campania sono sintetizzabili nei seguenti punti.
Il primo è una crescente difficoltà nell’utilizzo degli unici due polmoni che hanno dato respiro negli ultimi mesi al sistema di smaltimento dei rifiuti in Campania, cioè la discarica regionale di Serra Macchia Soprana e il sito per lo stoccaggio delle ecoballe di Giugliano-Taverna del Re.
Il sito di Macchia Soprana, gestito in maniera inefficiente (e spesso con volontà ostruzionistica), presenta carenze gravi, soprattutto nella stagione invernale.
Le soluzioni tecniche apportate hanno consentito di mantenere la discarica aperta ma con un livello di efficienza a fasi alterne.
Ciò significa che ogni volta che la capacità di smaltimento di Macchia Soprana si riduce, vi è un corrispondente quantitativo di rifiuti non smaltito.
Oggi, la discarica di Macchia Soprana smaltisce 2.300 tonnellate al giorno a fronte di un fabbisogno regionale di 7.100 tonnellate giornaliero.
Il secondo e più grande problema riguarda lo stoccaggio delle cosiddette ecoballe.
I cittadini di Giugliano, anche sulla base di un ordine del giorno approvato dal Senato nel giugno scorso, hanno ottenuto dall’allora commissario Pansa la chiusura di Taverna del Re, che rappresentava l’unico sito di stoccaggio provvisorio in funzione in Campania, ove venivano accatastate le ecoballe prodotte dai sei impianti di trattamento della Regione.
Sotto la pressione popolare, peraltro gestita dalle Forze dell’ordine senza incidenti di rilievo, si è dovuti arrivare alla chiusura del sito al 31 dicembre 2007.
Altro punto alla base del precipitare della crisi è stato il seguente: a fronte della prevista chiusura del sito di stoccaggio di Taverna del Re, il commissario Pansa decise, d'accordo con tutti i Presidenti delle Province (che, lo ricordo, erano i subcommissari per l’emergenza rifiuti) di costruire cinque nuove piazzole per lo stoccaggio delle ecoballe sparse nella Regione.
Per l’individuazione dei siti fu espressamente richiesta la collaborazione delle Province.
Tale collaborazione, come emerge dalla relazione del commissario Pansa del 31 dicembre, non è stata fruttuosa e spesso ha avuto solo un effetto dilatorio.
Difatti, nonostante gli appelli del commissario delegato, che richiedeva una mediazione politica con il territorio, le scelte tra novembre e dicembre 2007 sono state compiute quasi tutte dalla struttura commissariale e contestate sia dai sindaci interessati che dalle stesse popolazioni attraverso atti interdittivi e ricorsi giurisdizionali.
Le forzature del commissario Pansa hanno consentito l’apertura di un sito di stoccaggio realizzato in Provincia di Benevento, di uno - in fase di avvio - in Provincia di Caserta e di un altro di piccole dimensioni in Provincia di Napoli.
Altro evento straordinario è stato il sequestro, il 20 novembre 2007, della discarica di Lo Uttaro a Caserta sulla base di un provvedimento della magistratura.
In tal modo, nell’unica Provincia che si era resa autonoma, si assisteva alla paralisi totale del sistema di smaltimento dei rifiuti.
Infine, come sottolineato dall’allora commissario e attuale prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, si è diffusa una tendenza, da parte dei soggetti interessati all’emergenza rifiuti, a evitare la cessazione della gestione straordinaria.
La relazione commissariale inviata al Presidente del Consiglio il 31 dicembre 2007 evidenzia con chiarezza che man mano che si aveva la sensazione che si andava verso l’uscita dalla precarietà si diffondeva una serie di comportamenti tesi a mantenere, invece, lo stato d'emergenza e commissariale.
Nella relazione del commissario Pansa si evidenziano interessi convergenti anche di amministrazioni locali che percepiscono la tassa sui rifiuti solidi urbani e non smaltiscono i rifiuti, nonchè una serie di interessi assai meno nobili da parte di strutture collegate al ciclo di smaltimento e gestione dei rifiuti stessi.
Veniamo agli ultimi interventi svolti dal precedente commissario Pansa.
Nonostante le difficoltà di contesto, organizzative e operative, il commissario delegato Pansa nei pochi mesi di attività commissariale ha avviato una procedura ristretta accelerata per l’affidamento della gestione del termovalorizzatore di Acerra e dei tre impianti di ex CDR (Caivano, Giugliano in Campania e Tufino) ubicati nella Provincia di Napoli per chiudere il ciclo dei rifiuti; a fine gennaio è prevista l’assegnazione degli appalti.
All’inasprirsi della situazione di emergenza nelle scorse settimane, il commissario delegato, in sede di incontri con il Presidente della Regione, della Provincia e con il sindaco di Napoli, ha valutato l’ipotesi di riaprire la vecchia discarica di Pianura al servizio della città di Napoli.
Come sottolineato dal prefetto Pansa, pur con valutazioni contrastanti - cito una sua relazione - tutti i vertici istituzionali locali e il commissario straordinario stabilirono come ineludibile l’ipotesi di apertura della discarica di Pianura, consapevoli degli alti rischi sotto l’aspetto della legalità e dell’ordine pubblico.
Per quanto riguarda la legalità , poichè si trattava di una discarica su terreni appartenenti a una società colpita da interdittiva antimafia con molteplici interessi nella zona, sono state adottate tutte le precauzioni possibili d'intesa con le Forze dell’ordine.
Per quanto riguarda l’ordine pubblico, a fronte della presenza tra tutta la popolazione che protestava di soggetti infiltrati, è stato attuato un dispositivo che avesse come obiettivo quello di evitare scontri per scongiurare il rischio di una guerriglia urbana parcellizzata e ingestibile.
Passando ora alle azioni del Governo per il definitivo superamento dell’emergenza, a fronte della situazione appena descritta, l’Esecutivo, nella riunione tenutasi a palazzo Chigi l’8 gennaio scorso, al fine di superare in modo definitivo il problema dello smaltimento dei rifiuti in Campania, ha individuato un percorso con obiettivi di breve e medio termine.
Va sottolineato che la crisi è concentrata essenzialmente nelle Province di Napoli e Caserta, mentre in quelle di Benevento, Avellino e Salerno la situazione, pur nella generale criticità regionale, è sotto controllo.
Nel breve termine, l’obiettivo è di fronteggiare l’emergenza eliminando, nel più breve tempo possibile, i rifiuti depositati per le strade cittadine.
A tal fine si è deciso di nominare un commissario straordinario nella persona del prefetto Gianni De Gennaro, al quale si affianca con responsabilità operative e di logistica il generale di divisione del Genio militare Franco Giannini.
Il prefetto De Gennaro, nominato con ordinanza del Presidente del Consiglio, ha pieni poteri per l’individuazione delle modalità d'intervento e per la selezione dei siti necessari per fronteggiare l’emergenza.
Con una nuova ordinanza firmata ieri dal Presidente del Consiglio, il prefetto De Gennaro istituisce un'Unità di crisi permanente a Napoli con l’ausilio delle amministrazioni dello Stato coinvolte nella gestione dell’emergenza.
Il commissario De Gennaro si avvarrà di personale facente capo alle seguenti aree:
area economico- finanziaria, cui è preposto un soggetto attuatore designato dalla Presidenza del Consiglio;
area tecnico-operativa, cui è preposto il genio militare del Ministero della difesa;
area giuridico-amministrativa, cui è preposto un soggetto attuatore designato dal Ministero dell’interno;
area tecnico-impiantistica, cui è preposto un soggetto attuatore designato dalla Presidenza del Consiglio, Dipartimento protezione civile;
area tecnico-ambientale e per la raccolta differenziata, cui è preposto un soggetto attuatore designato dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;
area di tutela della salute, cui è preposto un soggetto attuatore designato dal Ministero della salute.
La seconda decisione affidata al commissario riguarda l’impegno a definire un nuovo accordo istituzionale con i Comuni campani, le Province e la Regione, così come auspicato dalla Commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, che porti a una definizione il più possibile concordata sui siti su cui intervenire.
Il commissario ha inoltre il compito di predisporre un piano operativo per assicurare lo smaltimento dei rifiuti, normali e speciali, facendo ricorso sia ai siti immediatamente utilizzabili, tra quelli individuati dalla legge n. 87 del 2007, sia ad altri ritenuti necessari dall’autorità competenti per fronteggiare l’urgenza.
Il commissario ha altresì il compito di utilizzare, come previsto dalla legge, il concorso qualificato delle Forze armate per quanto riguarda situazioni di straordinaria necessità e urgenza.
Egli deve inoltre definire un piano di sostegno alla Regione Campania da parte delle altre Regioni italiane su base volontaria per queste settimane di emergenza straordinaria.
Al momento, attraverso il coordinamento della Conferenza delle Regioni, c’è un'adesione per lo smaltimento di circa 100.000 tonnellate di rifiuti, tra speciale e tal quale, da trasportare gradualmente nei prossimi mesi nelle Regioni che hanno dato disponibilità .
Le restanti 200.000 tonnellate stimate saranno depositati entro metà febbraio nei siti di emergenza situati nel territorio campano.
Nel medio termine gli obiettivi sono i seguenti: dopo aver ripulito le strade e aperto le discariche temporanee e strutturali (quelle indicate dalla legge n. 87 del 2007), ripristinare la responsabilità del ciclo di smaltimento dei rifiuti agli enti locali uscendo definitivamente dalla logica del commissariamento; dotare la Regione Campania, attraverso procedure straordinarie, di almeno tre termovalorizzatori (Acerra, Santa Maria La Fossa e Salerno).
Nell’ordinanza, che ho precedentemente richiamato, firmata ieri dal Presidente del Consiglio, il sindaco di Salerno è nominato commissario delegato per la localizzazione, progettazione e realizzazione dell’impianto di termodistruzione previsto a Salerno, nonchè degli impianti connessi al ciclo integrato dei rifiuti e alla raccolta differenziata nel comune di Salerno.
Nel medio termine occorre inoltre predisporre le occorrenti misure per la raccolta differenziata dei rifiuti.
A tal fine, i Comuni campani dovranno elaborare il relativo piano nei prossimi due mesi; avranno poi a disposizione sessanta giorni per la realizzazione dello stesso piano.
La mancata attuazione da parte delle amministrazioni comunali di queste misure nei termini stabiliti, determinerà l’immediato commissariamento dei Comuni inadempienti.
Da ultimo, signor Presidente, vorrei ricordare che da questa emergenza noi riteniamo si possa uscire solo, ma in maniera rilevante, se c’è un contributo operativo delle popolazioni interessate.
Crediamo che, e su questo stiamo lavorando in queste ore (sulla falsariga di ciò che avvenne a Milano quando ci fu un'emergenza dello smaltimento), le popolazioni campane e, in particolare, quelle della provincia di Napoli dovrebbero attuare misure straordinarie di raccolta differenziata per consentirci di alleggerire la fase di brevissimo periodo.
Dobbiamo smaltire tutto il pregresso e contemporaneamente produciamo 7.100 tonnellate al giorno di rifiuti.
l’avvio di una raccolta differenziata forzata, straordinaria da parte delle popolazioni potrebbe ridurre le 7.100 tonnellate in maniera sensibile e aiutarci ad uscire dall’emergenza.
Vi è un ultimo punto strategico che vorrei sottolineare: la scelta di produrre CDR - quelle che noi chiamiamo ecoballe - può avere una sua logica di smaltimento.
Segnalo che la qualità della produzione dell’ecoballa campana è giudicata - ahimè dalla magistratura, non da noi - insufficiente rispetto ai limiti posti dalle leggi vigenti.
Ci adopereremo e ci stiamo adoperando in queste ore, anche con l’aiuto delle Regioni, per dotare di impianti di emergenza, cioè rafforzare la capacità di selezione degli impianti esistenti, in modo da produrre un trattamento dei rifiuti adeguato alle normative che ci consenta uno smaltimento sul mercato del CDR, alleggerendo sostanzialmente il problema.
È ovvio che parliamo di interventi che non possono avvenire nelle prossime giornate, ma debbono aver luogo nelle prossime settimane.
A questo punto al Commissario spetta l’onere di individuare una soluzione di emergenza, pur nella difficoltà dei rapporti con le popolazioni locali.
Ultimi Articoli
Strapazzami di coccole Topo Gigio il Musical: una fiaba che parla al cuore
Goldoni al Teatro San Babila di Milano con La Locandiera
Ceresio in Giallo chiude con 637 opere: giallo, thriller e noir dall'Italia all'estero
Milano celebra Leonardo — al Castello Sforzesco tre iniziative speciali per le Olimpiadi 2026
Trasporto ferroviario lombardo: 780.000 corse e 205 milioni di passeggeri nel 2025
Piazza Missori accoglie la Tenda Gialla – Tre giorni di volontariato under zero con i Ministri di Scientology
Neve in pianura tra venerdì 23 e domenica 25 gennaio — cosa è realmente atteso al Nord Italia
Se ne va Valentino, l'ultimo imperatore della moda mondiale
La mortalità per cancro cala in Europa – tassi in diminuzione nel 2026, ma persistono disparità