Facebook discrimina i monarchici

Lettera aperta a Facebook

Negli ultimi anni l’attività dei monarchici italiani, come del resto per tutte le organizzazioni politiche, ha preso piede sui social e Facebook, per ora, è il bacino maggiore ma quello che molti non sanno è che verso noi monarchici esiste una storia di discriminazione, con chiusura continua di pagine; in un certo periodo arrivarono a chiuderne una quindicina contemporaneamente, mentre in questi giorni sono dieci le pagine chiuse, quindi quello che ci rimane di fare è scrivergli chiaramente che noi non tolleriamo oltre detta discriminazione politica e intellettuale… eccone il testo:

2019080
PARTITO DELLA
Alternativa Monarchica
alternativamonarchica@gmail.com
Reggenza Nazionale P.d.A.M.


LETTERA APERTA


Oggetto: Facebook discrimina i monarchici

18/07/2019

Spettabile Direttorio di Facebook Italia,

A) In merito alla pagina "Partito della Alternativa Monarchica difesa delle donne e dei minori", gestita dalla quarta pagina Facebook denominata "Matteo Cornelius Sullivan", da voi unilateralmente di fatto bloccata in data 06/06/2019 così motivando: "Poiché gestisci una pagina con copertura potenziale elevata (…)", si fa presente per la seconda volta che, nonostante si sia provveduto a seguire le vostre imposizioni "per un innalzamento del livello di sicurezza" (non presente all’atto dell’apertura contrattuale della pagina stessa e non richiesto dal sottoscritto); si fa anche presente che, a meno che voi non siate un passo romano avanti a quelle che erano le intenzioni di Benito Mussolini ed abbiate già invaso San Marino, il Vaticano e il Canton Ticino, il fatto che il sottoscritto scriva principalmente in italiano, non vi da il diritto di abuso. Si ribadisce che detta pagina è stata aperta in Australia, con un computer australiano e usando un network provider australiano, da chi è regolarmente residente e dimorante in detto Paese. L’accordo Maroni – Polizia di Stato, che vi eleva a una sorta di 007 caserecci e ficcanaso, non vi da assolutamente alcun diritto di continuare a ledere i miei diritti.

B) in data 19/06/2019 la "ragione" per cui la pagina "Partito della Alternativa Monarchica difesa delle donne e dei minori" rimane bloccata, cambia ma ci informate solo che non possiamo pubblicare a nome della pagina ma solo a nome del gestore ma ciò non corrisponde a verità in quanto di fatto la pagina è bloccata anche quando si prova a pubblicare "a nome del gestore".

B/2) Si puntualizza che detta pagina (punto A e B) non è una pagina che esprime opinioni dirette ma semplicemente riporta notizie scritte da terzi, in lingua italiana e in altre lingue, quindi se il genere di notizie tese a creare coscienza sulla questione dei diritti di donne e bambini, sono per voi un atto terroristico o un qualcosa di simile che urta la sicurezza dello Stato o peggio di Facebook, vi consigliamo di interferire presso i mass-media che pubblicano quelle notizie e non presso di noi che semplicemente le riportiamo dopo averne verificato, dove possibile, l’autenticità.

B/3) Si puntualizza inoltre che detto blocco della citata pagina (punto A e B) ci ha impedito di riportare le notizie inerenti il colossale e brutale scandalo di Bibbiano e dell’inchiesta relativa agli illeciti affidi dei minori.

C) Tra giugno e luglio 2019 tutte e quattro le pagine monarchiche gestite dal sottoscritto tramite la pagina "Matteo Cornelius Sullivan" citata al punto A, sono poi state bloccate con le medesime motivazioni descritte nel punto B. Le pagine sono: "Partito della Alternativa Monarchica – Reggenza", una pagina minore del "Comitato del Regno d’Italia", "Regno d’Italia continuità giuridica", che è pagina affiliata al Comitato del Regno d’Italia, e la già citata "Partito della Alternativa Monarchica difesa delle donne e dei minori".

D) Successivamente cambia nuovamente la "motivazione" del blocco delle pagine di cui sopra (punto C) e si richiede di dichiarare luogo / paese di residenza.

E) In data 17/07/2019 cambia nuovamente, per la QUARTA volta in un mese circa, la finestra che si apre e ci informa che "A partire dal 17 maggio 2019, le persone che visitano la tua pagina (…) il tuo Paese di residenza principale sarà visibile come Australia. (…)".

E/2) Dunque ci si chiede perché precedentemente si richiedesse la località / Paese di residenza quando questa è evidentemente perfettamente nota e verrà pubblicata senza il preventivo assenso.

E/3) Ci si chiede come mai Facebook abbia cambiato ben QUATTRO volte le "ragioni" che annunciano il blocco delle pagine in questione.

E/4) Infine ci si chiede se Facebook ecceda nel suo ruolo di "pseudo-007" e utilizzi dei programmi atti a spiare la nostra corrispondenza, cosa che spiegherebbe il punto precedente (E/3).

E/5) Ci si chiede come mai si usi nei nostri riguardi, per l’applicazione di una norma interna a Facebook, una data retroattiva, dato che il 17/05/2019 è passato da due mesi!

F) Inoltre, in precedenza rispetto ad alcun dei punti sopraelencati, il 09/07/2019 viene bloccata "in via temporanea" anche la pagina principale del Comitato del Regno d’Italia, terza pagina denominata "Matteo Cornelius Sullivan" (vedi anche punto H), così motivando l’ulteriore abuso: "Abbiamo individuato delle attività sospette sul tuo account Facebook e, come precauzione di sicurezza, lo abbiamo temporaneamente bloccato (…)". Si ribadisce che anche in questo caso si tratta di unilaterale abuso in quanto detta pagina non ha pubblicato alcun post dal 17/01/2019, sei mesi! Le "attività sospette" le vedete solo voi!

 Inoltre informiamo il vostro Direttorio Facebook che in precedenza avete abusato i monarchici e alcune Organizzazioni politiche monarchiche presiedute dal sottoscritto, calpestando la nostra dignità, violando i nostri diritti politici e di espressione in ripetute e svariate occasioni, tra cui:

G) Il 06/06/ 2018 tutte le pagine del Partito della Alternativa Monarchica venivano bloccate, senza una ragione plausibile in quanto dette pagine affrontano argomenti differenti tra loro e conseguentemente i post sono diversi da una pagina all’altra. Dopo nostra protesta in merito le pagine furono riaperte. La chiusura simultanea di più pagine è a nostro avviso palese conferma di una strategia politica di Facebook atta a ostacolare o distruggere la nostra lecita e legale attività politica e culturale.

G/2) Dette pagine (vedi Punto G) del P.d.A.M. erano state bloccate varie volte, senza ragione obbiettiva, anche in passato ma mai tutte nello stesso momento.

H) La pagina principale del Comitato del Regno d’Italia, è stata chiusa o bloccata circa ventuno volte con svariate motivazioni e, per Vs. imposizione, abbiamo dovuto cambiargli denominazione (col nome del sottoscritto), riducendo così la visibilità e la potenzialità del Comitato stesso. Si tratta in questo caso di una pagina che nel 2011 aveva raggiunto, in brevissimo tempo, il tetto di 5000 amicizie.

i) Bloccando la pagina del punto precedente (punto H) si bloccano altre cinque pagine (gruppi) monarchiche e una pagina personale del sottoscritto, cosa che porta il totale a dieci pagine o gruppi bloccati.

 Al vostro atteggiamento persecutorio nei nostri confronti, per aver più volte bloccato la nostra attività politica e intellettuale senza valide ragioni di fondo, si risponde informandovi che, qualora detto atteggiamento continui, vi citeremo per danni e, nello specifico:

1) 6 milioni di euro per danni di immagine, danni morali, persecuzione ideologica, persecuzione politica, discriminazione politica, discriminazione ideologica, restrizione della libertà di espressione politica nei confronti del sottoscritto Matteo Cornelius Sullivan, Reggente del Partito della Alternativa Monarchica, Presidente del Comitato del Regno d’Italia e Presidente (Co-Presidente) della Associazione Artisti Monarchici.

2) 20 milioni di euro per danni d’immagine, danni morali, persecuzione ideologica, persecuzione politica, discriminazione politica, discriminazione ideologica, restrizione della libertà di espressione e dell’attività politica e intellettuale nei confronti del Partito della Alternativa Monarchica (legalmente registrato e tutelato, come garantito dalla Costituzione italiana).

3) 80 milioni di euro per danni morali, persecuzione ideologica, discriminazione politica, restrizione della libertà di espressione nei confronti del Comitato del Regno d’Italia che rivendica la sovranità sulle Province di Bolzano, Gorizia e Trieste, quali giuridicamente ancor oggi parte del Regno d’Italia (come da fascicoli presso l’O.N.U. e altre Organizzazioni internazionali).

4) 200 milioni di euro per danni morali, persecuzione ideologica, persecuzione politica, discriminazione politica, discriminazione ideologica, restrizione della libertà di espressione nei confronti dei monarchici (che hanno gli stessi diritti politici e giuridici degli altri cittadini italiani, come garantito dalla Costituzione).
Nota: detti 200 milioni di euro, nel caso eventuale, verranno equamente distribuiti tra i monarchici iscritti o semplicemente simpatizzanti delle Organizzazioni monarchiche presiedute dal sottoscritto.

Matteo Cornelius Sullivan
Reggente del Partito della Alternativa Monarchica