LONDRA - I britannici avrebbero spiato i movimenti del segretario generale dell’Onu Kofi Annan prima che scoppiasse la guerra in Iraq, ha detto oggi l’ex ministro Clare Short, rinnovando così il pericolo di una crisi per il primo ministro Tony Blair che sta tentando in tutti i modi di lasciarsi alle spalle il conflitto iracheno e i suoi strascichi.
Blair si è rifiutato di prendere in considerazione le accuse dicendo che i servizi di sicurezza britannici hanno agito nel rispetto della legge britannica e di quella internazionale.
Il segretario generale dell’Onu Kofi Annan ha detto invece che rimarrebbe deluso se la notizia dovesse risultare vera, e che in questo caso vuole che le intercettazioni non avvengano più.
"Vogliamo che quest'azione termini se è vero che è stata messa in atto. Mina il rapporto del segretario generale dell’Onu con gli altri leader. È nociva per il lavoro (che sta svolgendo) l’Onu ed è illegale" ha detto il portavoce delle Nazioni Unite Fred Eckard, ai giornalisti.
Le affermazioni della Short giungono il giorno dopo che in Gran Bretagna è stata fatta circolare la notizia rivelata da un traduttore, che sostiene di aver letto un documento Usa top-secret che richiedeva l’aiuto di Londra per effettuare intercettazioni telefoniche sui membri delle Nazioni Unite.
Il collaboratore dell’ex ministro, che ha dato le dimissioni dopo la guerra ma che svolgeva il suo compito nel periodo in cui Londra e Washington volevano ottenere l’autorizzazione dell’Onu per intraprendere l’azione militare, ha rivelato che l’ufficio del segretario generale delle Nazioni Unite è stato considerato un bersaglio specifico.
"Nel caso dell’ufficio di Kofi, (ciò) è stato fatto per qualche tempo", ha detto Short a Bbc Radio.
Blair, furioso per le frequenti critiche, ha reagito dicendo che la Short sta mettendo in pericolo i servizi di intelligence britannici mentre si sta cercando di far fronte al vero pericolo costituito dai militanti islamici.
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