BRUXELLES - l’accordo sulla Costituzione europea, preso all’unanimità , è stato un "successo di cui ci sentiamo partecipi". Lo ha affermato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel commentare il via libera, a Bruxelles, alla Carta costituzionale europea.
Fini, grande soddisfazione
Grande soddisfazione è stata espressa dal Vice Presidente Fini per l’approvazione della Costituzione europea. Fini ha inoltre affermato che "è stato approvato un testo le cui linee guida sono frutto del proficuo lavoro svolto dalla Convenzione europea".
Venerdì 18 giugno 2004 è perciò destinato a restare un giorno storico per il vecchio continente che, un mese e mezzo dopo l’allargamento a 25 Stati, ha varato il trattato costituzionale dell’Europa del nuovo millennio.
Dopo il fallimento di sei mesi fa, i 25 hanno avuto il colpo di reni necessario per raggiungere un obiettivo necessario e fondamentale per la strada futura e per il quale hanno lavorato a lungo, tra momenti di speranza ed altri di sconforto.
Quella che ha chiuso ieri il vertice Ue è stata una giornata tesa e difficile, segnata da divisioni e scontri. Contrariamente alle attese sollevate dall’ottimismo emerso giovedì la situazione si era andata complicando. è accaduto che l’estenuante serie di incontri bilaterali alla ricerca del successore di Romano Prodi aveva fatto riemergere spaccature e divisioni tra blocchi, tanto da rallentare e complicare le trattative in sede di Conferenza intergovernativa.
A sorpresa, proprio i rappresentanti dei piccoli paesi hanno rappresentato l’ostacolo più difficile da superare sulla via di un accordo. Chi si aspettava un remake dei vertici falliti in passato per la strenua opposizione di Polonia e Spagna ad un sistema di voto a maggioranza qualificata diverso da quello di Nizza, si è trovato di fronte ad una fronda di tredici piccoli ma agguerriti paesi -capeggiati dalla Repubblica Ceca- che hanno messo alle strette la presidenza e irritato non poco i grandi Stati.Ad accrescere le difficoltà della 'rivolta dei piccolì si è aggiunto il capitolo della governance economica, riaperto dalla richiesta di Italia, Germania e Francia di ridurre i poteri della Commissione europea in materia di sorveglianza anti-deficit. Fino al tardo pomeriggio la Costituzione ha viaggiato così in acque agitate, tanto da far temere che un'ondata più forte potesse capovolgerla.
Per assistere alla prima schiarita si è dovuto aspettare la prima serata, quando dal continuo tourbillon di incontri e proposte è sembrato emergere per la prima volta un sistema capace di garantire la quadratura del cerchio. Una serie di aggiustamenti del testo in direzione delle richieste dei piccoli, e un delicato meccanismo di compromesso sulla governance economica, hanno permesso di superare gli ostacoli maggiori, alimentando di nuovo l’ottimismo e rilanciando le speranze di chiusura. Alla fine, anche senza una vera riunione plenaria, è apparso chiaro che i giochi erano fatti. La conferma ufficiale della nascita della Costituzione Ue è così arrivata poco dopo le 22:00, salutata dall’applauso dei leader Ue al premier irlandese Bertie Ahern, che ha definito la Costituzione ''una pietra miliare fondamentale nella storia dell’Europà '.
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