CMI: Quattro Trattati internazionali stabiliscono l’abolizione della pena di morte.
Il primo riguarda tutti i Paesi, gli altri hanno carattere regionale.
1. Secondo Protocollo opzionale del Patto internazionale sui diritti civili e politici
E’ stato adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989. Richiede l’abolizione totale della pena di morte da parte degli Stati aderenti, pur permettendo di mantenerla in tempo di guerra agli Stati che hanno posto una riserva specifica al momento della ratifica.
Stati parte: Andorra, Australia, Austria, Azerbaijan, Belgio, Bosnia-Herzegovina, Bulgaria, Canada, Capo Verde, Cipro, Colombia, Costa Rica, Croazia, Danimarca, Ecuador, Estonia, Finlandia, Georgia, Germania, Gibuti, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Liberia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Monaco, Montenegro, Mozambico, Namibia, Nepal, Nuova Zelanda, Norvegia, Olanda, Panama, Paraguay, Portogallo, Regno Unito, Romania, San Marino, Serbia, Seychelles, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Timor-Leste, Turchia, Turkmenistan, Ungheria, Uruguay, Venezuela.
Stati che hanno firmato, ma non ratificato: Argentina, Cile, Filippine, Guinea-Bissau, Honduras, Nicaragua, Polonia, Sao Tomè e Principe.
2. Protocollo numero 6 alla Convenzione europea sui diritti umani
Adottato dal Consiglio d’Europa nel 1982, richiede l’abolizione della pena di morte in tempo di pace; gli Stati possono mantenere la pena di morte per reati commessi in tempo di guerra o di imminente minaccia di guerra.
Stati parte: Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaijan, Belgio, Bosnia-Herzegovina, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Moldavia, Monaco, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, San Marino, Serbia e Montenegro, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria.
Stati che hanno firmato, ma non ratificato: Federazione Russa.
3. Protocollo numero 13 alla Convenzione europea sui diritti umani
Adottato dal Consiglio d’Europa nel 2002, richiede l’abolizione della pena di morte in ogni circostanza, incluso in tempo di guerra o di imminente minaccia di guerra.
Stati parte: Andorra, Austria, Belgio, Bosnia-Herzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Georgia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Moldavia, Monaco, Norvegia, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Romania, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, San Marino, Serbia, Slovenia, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria.
Stati che hanno firmato, ma non ratificato: Albania, Armenia, Francia, Italia, Lettonia, Polonia, Spagna.
4. Protocollo alla Convenzione americana sui diritti umani
Adottato dall’Assemblea Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani nel 1990, prevede l’abolizione totale della pena di morte, ma permette agli Stati di mantenerla in tempo di guerra se hanno posto una riserva specifica al momento della ratifica o dell’adesione al Protocollo.
Stati parte: Brasile, Costa Rica, Ecuador, Nicaragua, Panama, Paraguay, Uruguay, Venezuela.
Stati che hanno firmato, ma non ratificato: Cile.
2007, l’anno della moratoria delle esecuzioni capitali
Grazie alla mobilitazione internazionale degli ultimi anni, delle singole persone, delle organizzazioni non governative e di alcuni Governi " che ha visto incrementare il numero dei paesi abolizionisti " nel 2007 le Nazioni Unite potrebbero decidere di adottare una risoluzione che sancisca la moratoria universale della pena di morte, che preceda la sua definitiva abolizione.
Il 26 aprile 2007, il Parlamento europeo ha adottato a larga maggioranza una risoluzione che sottolinea come “l’appello a una moratoria universale in materia di pena di morte costituisca un passo strategico verso l’abolizione della pena capitale in tutti i Paesi”. Sostenendo che la dichiarazione sulla pena di morte presentata dall’Unione europea all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 19 dicembre 2006 “raccoglie ormai 88 firme di Stati appartenenti a tutti i gruppi geografici”, il Parlamento ha rivolto un nuovo appello agli Stati membri affinchè ottengano il sostegno di paesi terzi a favore della dichiarazione. Il Parlamento europeo ha incoraggiato così l’Unione europea a cogliere le opportunità esistenti per avanzare in questa direzione e ha invitato gli Stati membri e l’Unione europea a presentare immediatamente, con la co-sponsorizzazione di paesi di altri continenti, una risoluzione per una moratoria universale della pena capitale nel quadro dell’attuale Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Nell’area geografica costituita dai 47 paesi del Consiglio d’Europa, fra cui gli Stati membri dell’Unione europea, non ci sono esecuzioni capitali dal 1997.
Il 14 maggio 2007, a Bruxelles, i Ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno conferito all’Italia ed alla presidenza di turno dell’Ue, affidata attualmente alla Germania, il compito di preparare il testo della risoluzione per una moratoria universale della pena di morte da presentare all’Assemblea Generale dell’Onu.
Nonostante non abbiano avuto successo i tentativi effettuati nel 1994 e nel 1999 presso l’Assemblea Generale dell’ONU miranti all’approvazione di una risoluzione in favore di una moratoria universale della pena di morte, l’Italia è tuttavia riuscita ad ottenere, dal 1999 fino al 2005, l’approvazione ogni anno, sempre ad iniziativa dell’Unione europea, di una “risoluzione” su questo tema da parte della Commissione dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite. Grazie all’Italia è stata presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 20 dicembre 2006, una “Dichiarazione sulla pena di morte”, firmata alla data di giugno 2007 da 91 Stati. Secondo fonti di organizzazioni abolizioniste gli Stati favorevoli alla moratoria universale potrebbero essere oltre cento, sufficienti quindi per l’approvazione di un documento impegnativo da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Lo scorso 18 giugno, i 27 Ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno trovato un accordo per presentare entro l’anno all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione sulla moratoria della pena di morte.
Eugenio Armando Dondero
Portavoce
Coordinamento Monarchico Italiano
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