Salerno - Mentre a Roma, ieri, il Consiglio dei Ministri riscriveva in favore della casta dei politici italiani le regole per partecipare alle prossime elezioni, in una sala della quarta municipalità di Napoli, alle 15 di un giorno lavorativo, una cinquantina di cittadini rappresentanti il mondo dell’associazionismo, alcuni imprenditori avviliti dal collasso economico e un manipolo di giovani: studenti, intellettuali e professionisti, liberi da condizionamenti di partiti e lobby, erano lì a discutere di Politica, di Etica e sulla dignità calpestata di un popolo costretto a vivere tra immondizie di ogni genere. Cercavano di rispondere all’accusa, che, da qualche mese, rivolgono loro gli italiani in quanto cittadini campani, di essere gente inetta e rassegnata. Dove eravate voi cittadini napoletani e campani mentre si consumava lo scempio della vostra terra sulle pagine dei giornali e sui video di tutto il mondo? E non basta rispondere: ma io pagavo le tasse e lavoravo, votavo e facevo il mio dovere. Non basta!
Ci considerano complici del malgoverno perché inerti e indifferenti. Ma in quella sala era tangibile la voglia di partecipazione ed era anche altissimo il livello culturale dei presenti, per cui sarebbe un vero sacrilegio non coordinare tante intelligenze, fino ad inserirle in un contesto alternativo a quello dei partiti tradizionali ed utilizzarne le notevoli capacità morali e professionali. Ho iniziato questo scritto, utilizzando il messaggio di Gaetano Montefusco e lo rifarò in seguito, perché mi è sembrato quanto mai esaustivo ed efficace. Ma il tempo stringe e, mentre i politicanti vanno avanti con l’illegalità di decreti su misura, per facilitare la loro partecipazione senza raccogliere firme, per la nostra proposta nuova, ma sicuramente pericolosa per loro, è obbligatorio attrezzarsi per garantirne la presenza sulla scheda elettorale. E’ ovvio che ci saranno guastatori, che tenteranno di scongiurare la irruzione sulla scena politica di una formazione non omologata alla loro consorteria, quindi è necessario l’impegno umile ma convinto e, nello stesso tempo, non deve venir meno la volontà di aggregazione senza innamoramenti folli per le proprie particolarità .
Non ci limiteremo alla critica ed alla denuncia, che non faremo mancare, ma dimostreremo la nostra capacità di proposta e la validità del progetto in un programma definito ed articolato, che presenteremo ai cittadini campani. L’Unione Federalista Meridionale mette a disposizione di tutti coloro, che si stanno riunendo in questa grande assemblea di popolo, le proprie capacità organizzative, già dimostrate in passato, con la speranza di dare un contributo determinante, perché si dia voce, per la prima volta, ad una comunità , che rappresenti allo stesso tempo l’antipolitica e la capacità progettuale. La proposta è nata dal desiderio comune di insorgere contro il malcostume e l’oppressione della casta politica, che decide dei nostri destini da troppo tempo e di dare inizio ad una piccola e pacifica rivoluzione culturale, per provare a spaccare la crosta di potere fatta dai politicanti di professione e dai loro sodali e famigli che hanno ormai, chi più e chi meno, l’abitudine di utilizzare i gravissimi problemi che ci affliggono al solo ed esclusivo fine di trarne vantaggi personali, solo per l’incapacità dei comuni cittadini di organizzarsi. l’orgoglio meridionale potrà riaffermarsi grazie ad una tradizione culturale, innegabile e rilevante.
Napoli e la Campania non sono solo spazzatura e criminalità , ma rappresentano un popolo ricco di intelligenza, capacità ed eccellenza in tutti i settori della vita sociale, mortificate dalla prepotenza della criminalità organizzata e del politicume consociato.
La voglia di riscatto è forte e bisogna indirizzarla nella direzione giusta. La nostra proposta politica potrebbe rappresentare il segnale, che c’è un gruppo di campani, determinati a sacrificarsi, con lo spirito giusto, per la dignità della propria terra.
Il Presidente: Alfonso Luigi Venosi
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