MILANO: L’Associazione “Internazionale Fraternità “cristiana cattolica apostolica romana” di don Corrado Fioravanti”, unitamente al “Partito della Alternativa Monarchica”, ricevono e trasmettono:
Bravi e soprattutto .... onesti e trasparenti!!!!! La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa a quella del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto: votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando invece come stabilito dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno il Diritto alla pensione.
E poi parlano di voler fare l’election day per ridurre i costi della politica. Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in meri termini quantitativi, ma anche per il messaggio dato al Paese, perché questo è il tipico esempio di come fatta la legge viene subito trovato l’inganno. Morale della favola 300.000.000 di costi per questa gentaccia che dopo pochissimi mesi senza far nulla già hanno una pensione di platino alla faccia dei pensionati che dopo una vita di lavoro adesso per mangiare raccattano la verdura rimasta a terra nei mercati. Fate girare queste informazioni, tutti devono sapere. I TG corrotti e prezzolati non lo dicono, i giornali nemmeno, solo internet permette di conoscere questa schifezza!
Il costo per il rimborso ai partiti per la campagna elettorale ammonterà a: 425 milioni di euro
NEWS PRECEDENTE:
Pensioni Parlamentari: Perchè si vota il 13 e non il 6 Aprile
La notizia ufficiale del 6 Febbraio
Si vota il 13 e 14 aprile
Il Consiglio dei ministri ha deciso la data delle elezioni politiche. Non è stato ancora deciso se si voterà negli stessi giorni anche per le amministrative. Stamattina Napolitano ha sciolto le Camere
MILANO, 6 febbraio 2008 - Si voterà il 13 e 14 aprile. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri, secondo quanto riferito dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. Non è stato ancora deciso se in quelle date si voterà , oltre che per le elezioni politiche, anche per quelle amministrative. La decisione del consiglio dei ministri è arrivata in tarda mattinata dopo che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva ufficializzato con un decreto lo scioglimento del Senato e della Camera dei deputati. Una decisione presa, come lui stesso ha spiegato in una breve comunicazione ai giornalisti presenti, con il grande "rammarico di dover chiamare gli italiani alle urne senza che la riforma elettorale sia stata approvata".
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