Bastone e carota!

La musichetta è sempre la stessa ma è meglio il non voto

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Monza: Matteo Cornelius Sullivan - Sì, la musichetta è sempre la stessa: poltrone, poltroncine, sedie, sedie a sdraio o sgabelli... e a incollarcisi son sempre quelli. L’odierna carota è invece la promessa elettorale, mentre il bastone è la stangata fiscale. Eh... i tempi cambiano ma i fessi rimangono tali.... sì perché votarli, vuol dire meritarseli?

Il popolo italiano si merita la classe politica che si ritrova? Non credo proprio, il problema è un altro: queste mezze calzette, appena hanno uno sgabello d’oro su cui poggiare le proprie chiappe, si credono dei ducetti e gli elettori non contano più nulla; Questa è la “cultura” dei predoni del deserto culturale della Repubblica Italiana, i risultati li vediamo e commentiamo ogni giorno. Elezioni? Tutto si promette, poi nei fatti tutto si toglie... tanto abbiamo la memoria dei pesci rossi (3 secondi)?

Comunque sia, oggi siamo ridotti ad una situazione “Argentina”! Dobbiamo solo ringraziare il fatto che non si sia portata avanti l’idea di repubblica presidenziale che era tanto reclamizzata negli anni di craxiana memoria... oltre a non schiodarsi più, questa classe politica della Repubblica Italiana, avrebbe avuto un potere ancora più forte! Oggi a Milano se volete comprare un appartamento in periferia, pagate quello che si pagava negli anni ottanta in via Montenapoleone... Ecco il futuro che la classe politica e i loro amici squali della speculazione, creano alle prossime generazioni: impossibilità di crearsi un futuro normale! Ai giovani studenti che me lo chiedono io ormai consiglio sempre e solo di emigrare in un Paese civile, perché il marcio profondo che i politici hanno creato, se mai si inizierà a spalarlo, è talmente denso che ci vorranno una o due generazioni per estirparlo!

Oggi i partiti si sono tutti auto-riciclati, hanno cambiato nome ma le facce no! L’unica possibilità di cambiamento è “Valori e Futuro” perché ha un leader giovane, il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, che, forse per non aver vissuto molto in questo Paese demenziale, ha ancora l’energia di credere che si possa tornare ai valori e a funzionare come una nazione seria... ed è l’unico in grado di farlo! Ma agli italiani “nazionali”, non resta che l’alternativa di votare per una marmaglia di gente politicamente oscena: non andiamo a votare! È vero che il non voto, da un punto di vista strettamente tecnico, non serve a molto per il fatto che anche se si recassero alle urne solo 3 persone, le elezioni sarebbero valide; Ma è anche vero che votare scheda bianca, significa dare la possibilità a qualche (....) scrutatore disonesto di aggiungere voti al suo partito, votare scheda nulla poi, non serve a nulla. Solo non recarsi alle urne ha un significato preciso: uno schiaffo morale a quella feccia! Ricordatevi che voti nulli e schede bianche divengono premio di maggioranza, chiedere il verbale di rifiuto di voto ha la stessa valenza del non voto, quindi meglio non andarci e basta! tanto che vinca la destra o la sinistra è garantito che faranno schifo! Mentre se gli astenuti saranno molti, le segreterie di partito saranno sempre meno propense a ricandidare all’infinito i loro maiali e i maiali nuovi magari non sapranno bene come rubare e fregare i cittadini e questa cosa sarebbe già un passo avanti, una incrinatura nel sistema dittatorial-partitocratrico di questa repubblica fasulla e fallita.