Roma: Abbiamo ricevuto una lamentela da parte di L.L. che si è recata presso una filiale della banca Carige, situata in via Bissolati 59 a Roma, con un assegno per un risarcimento da parte dellassicurazione, emesso da circa una settimana, che non le sarebbe stato cambiato per motivi di sicurezza, pur avendone pieno diritto. Questa è stata lultima di tante segnalazioni ricevute e sembra che si tratti di un comportamento piuttosto diffuso. "Il caso presenta ancora una volta - ha commentato Vittorio Marinelli, responsabile per la tutela dei consumatori dellItalia dei Diritti- la necessità di una riflessione sullo strapotere del sistema bancario. Volendo applicare la norma in modo tecnico è indubitabile come la banca si sia appropriata indebitamente del denaro del quale aveva possesso al fine di avere un duplice, ingiusto, profitto. Il primo è la percezione della somma con tutto ciò che questo comporta, con la possibilità di disporne a proprio piacimento. Altro aspetto ancora più grave sfiora addirittura lestorsione in quanto si mira ad obbligare la malcapitata posseditrice del titolo ad aprire un conto corrente quando magari non ha nessuna voglia di procedere in tal senso”.
A tal proposito abbiamo sentito, telefonicamente, la direttrice della banca in questione che ha affermato che lassegno non è stato cambiato per motivi di sicurezza. La ragazza non era una loro cliente e non avendo la possibilità di verificare lidentità hanno evitato di cambiarle lassegno. Stando alle parole della direttrice si tratta solo di una questione di sicurezza. Ma il codice penale dice ben altro: secondo il comma 11 dellarticolo 61 ci sarebbe laggravante dellabuso di autorità perpetrato dal vice direttore dellistituto bancario.
Tutto ciò però ci sembra assurdo perché la donna era in possesso della quietanza della compagnia assicurativa e quindi limpiegato poteva chiedere subito informazioni, trattandosi tra laltro di un assegno non trasferibile. Il danno arrecato alla giovane donna non è indifferente, considerato anche il fatto che per avere i suoi soldi, ha dovuto attraversare tutta la città e chiamare prima i carabinieri, che si sarebbero rifiutati di intervenire, e poi la polizia. Larrivo della volante però non è servito a nulla perché la banca, nel frattempo, è stata chiusa e gli agenti non sono potuti entrare.
"Non si sa a chi rivolgersi in questi casi - continua il responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro - visto che la Banca dItalia è controllata dalle banche, il Presidente del Consiglio è comproprietario di una banca e le banche scelgono addirittura i presidenti della repubblica, come nel caso di Ciampi. Forse questo ennesimo episodio di strapotere e arroganza rilancia sempre più la necessità delle monete complementari. Siamo schiavi di questo sistema e gli spazi di manovra - conclude Marinelli - diventano ogni giorno più limitati”.
Il presidente dellItalia dei Diritti Antonello De Pierro, annuncia su questo tema dura battaglia per far luce su altri eventuali soprusi perpetrati dalle banche nei confronti dei cittadini e invita tutti a segnalare casi similari nonché a sporgere sempre denuncia querela alle autorità giudiziarie.
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