Crocefissi e, La mosca cocchiera

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Chi di voi ha frequentato il liceo si ricorderà di certo la favola dello scrittore greco Esopo intitolata La mosca cocchiera; racconta di una mosca che, essendosi posata sulla testa di un cavallo era convinta di essere il cocchiere che imponeva al destriero la direzione da tenere.

Questa favoletta mi è venuta in mente alcuni giorni fa leggendo Il Corriere: il Consiglio comunale di Vicchio, paese sito nel Mugello e che ha dato i natali a don Milani, ha deliberato che debbano essere tolti i crocefissi dai locali del comune e delle scuole locali.

Ora, io non entro nel merito, ossia per parte mia sono favorevole a mantenere i crocefissi negli edifici pubblici, perché penso che quel simbolo non sia solo un simbolo cristiano, ma sia un segno che, come è scritto nel Vangelo, ?Non c?è amore più grande che dare la vita per i propri amici?, comunque, a prescindere dalle mie personali opinioni osservo che un Regio Decreto, se non erro del 1926, mai abrogato, prevede l?obbligatorietà della esposizione del crocefisso in tutti gli edifici pubblici.

Osservazione: può un Consiglio comunale approvare una delibera che è in contrasto con una legge dello Stato? Ovvio che non può, eppure in Italia ci sono tante mosche, troppe, che si credono cocchiere e che credono di poter agire a loro piacimento anche in contrasto con le leggi.

Poiché il Consiglio comunale ha approvato una delibera che viola una legge dello Stato, come minimo il Ministro degli Interni dovrebbe richiamare i Consiglieri al rispetto della legge.

E ai Consiglieri do un consiglio: asfaltate le strade del paese, occupatevi dell?assistenza domiciliare agli anziani, curate il territorio, anziché perdere tempo in vuote questioni ideologiche degne dei soviet.

Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia