Milano: Matteo Cornelius Sullivan - In vista della revisione costituzionale, dovrebbe essere ora che l’articolo 139 della costituzione sia definitivamente cancellato, non solo perché è altamente antidemocratico ma perché pone noi monarchici ideologicamente con le spalle al muro, nel senso che, qualora sia necessario un cambiamento istituzionale al fine di poter rinnovare alla radice un sistema che non funziona e ridare respiro al Popolo, l’unico modo sarebbe tramite un colpo di Stato.
Un antico proverbio recita “chi di spada ferisce, di spada perisce”, e mi riferisco al colpo di Stato del 12 giugno 1946, tanto per essere chiari, ma senza con questo voler incitare alcun tipo di colpo di Stato vendicativo;
Si deve però sottolineare che nel caso di necessità per la Nazione italiana, un eventuale colpo di Stato monarchico non sarebbe così nel torto, perché si tratterebbe di una restaurazione non solo della Monarchia ma anche della legalità istituzionale. Credo di poter ragionevolmente affermare che nel XXI secolo nessuna Nazione civile possa auspicare un colpo di Stato, quello che invece auspicano molti monarchici, e anche molti cittadini non monarchici ma che hanno un profondo senso del diritto e della civiltà , è che l’articolo che impedisce un cambiamento istituzionale per l’eternità sia abrogato;
L’articolo 139, che recita: “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”, non solo è antidemocratico ma è anche meschino e ridicolo.
I monarchici hanno tutto il diritto di auspicare un cambiamento istituzionale e hanno anche il diritto di non sentirsi con le spalle al muro e di poter democraticamente chiedere un eventuale referendum istituzionale in alternativa a quella che di fatto è una dittatura repubblicana, almeno da un punto di vista istituzionale.
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