Pd la farsa delle primarie è finita, ora si ritorna alla commedia

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Un autentica farsa fatta passare come grande successo democratico e grande successo di partecipazione,tra inviti a dire qualcosa di sinistra(Vendola) e voglia di rottamare di Renzi(l’idea non è malvagia).Ma qualsiasi leader avesse vinto il programma era già scritto,con l’impegno a portarlo avanti(Fassina a Ballarò).

Di quale programma parliamo ? Ma del programma Monti naturalmente e questo non vale solo per quelli che vengono chiamati centrosinistra,vale anche per quelli che vengono chiamati centrodestra,e se per caso qualche pericolo si profilasse all’orizzonte,sono prontissimi a fare il centrodestra sinistra,purchè non vengano toccati i privilegi di questi servitori dell’amor patrio personale capaci di vendere e svendere un intero paese ,una collettività e farla passare come politica.

L’assenza totale di intervento,e un programma di killeraggio nei confronti dei cittadini passa come politica,mentre una politica al servizio della comunità e dei cittadini italiani viene definita antipolitica,ma questi signori ormai non sono più in grado di rappresentare niente.

Ora in questo gioco già definito vediamo le dichiarazioni dei protagonisti ,dal Vendola che vuole la parolina di sinistra,alla gioia di D’alema che si è garantito ancora una volta,al Bersani che lo vuole dire e non dire che la situazione è drammatica,non può promettere posti di lavoro e crescita,lo sa quali impegni hanno presi,sa benissimo che hanno ceduto la sovranità nazionale e possono muoversi solo come marionette su quello che altri hanno stabilito,ma i loro privilegi non si toccano,almeno quello,è la vita degli altri che viene venduta,anzi con la sudditanza generale e con la gente ridotta allo stremo e alla fame ,possono fare anche meglio i loro affari personali.

Cominciamo da Matteo Renzi che ha subito ammesso la sua sconfitta :”Oggi dobbiamo dire a noi stessi che la nostra idea non è stata vincente, noi abbiamo perso, anzi io ho persoLa vittoria di Bersani è netta, e niente può metterla in discussione,abbiamo provato a cambiare la politica ma non ce l’abbiamo fatta: ora dimostriamo che la politica non ha cambiato noi”

Per Massimo D’Alema invece la vittoria di Bersani è stata come quella di Davide contro Golia :” Renzi ha avuto un grande successo, se non fosse stato costruito da uno schieramento pressoché unanime di tutti i media contro di noi”. Così Massimo D’Alema intervistato da Enrico Mentana a La7 “l’idea che Renzi potesse vincere era infondata già dai risultati del primo turno,Il problema è che Renzi era il candidato di tutti contro di noi e questo non lo ha favorito, perché il nostro popolo questo l’ha capito”.

Il D’Alema raggiante e felice ha poi continuato dicendo:”La parola rottamazione è una parola d’ordine sbagliata, noi dobbiamo cambiare, noi abbiamo cambiato e questa è stata la forza di Bersani. Ha poi aggiunto D’Alema che ha “trovato sbagliato e controproducente il modo in cui questa questione è stata posta e alla fine Renzi ha pagato qualche prezzo, non ne è stato avvantaggiato. Abbiamo un gruppo dirigente più giovane e questo si rifletterà anche nella composizione del gruppo parlamentare, ma questo non può significare la liquidazione delle maggiori personalità della sinistra che in modo diverso continueranno a dare il loro contributo”,aggiungendo poi che “non candidarsi e non entrare in Parlamento non significa rinunciare a fare politica”.

Per Vendola “ Ci sono state molte domande di innovazione ma alla fine il segno prevalente dell’onda riformatrice va nel segno di un cambio radicale dell’agenda di governo, dell’equità sociale”.

Mentre per il vincitore delle primarie Bersani è stato un successo dalle proporzioni inaspettate e continua dicendo : “sono sempre stato tranquillo, mai agitato”. Una delle due soddisfazioni, ha detto. L’altra è stata l’aver creduto fortemente e voluto testardamente le primarie aperte”. La lezione da questa campagna elettorale, secondo Bersani è che “tutti possiamo ricavare un insegnamento da questi mesi: un grande partito progressista e popolare come il mio deve sempre aver fiducia nella sua gente”.

Poi continua dicendo :” Da domani dobbiamo fare due cose,darci un forte programma di governo e cambiamento al centro sinistra e predisporre un percorso e lo spazio per dare voce ai giovani. Siamo cresciuti come schieramento democratico e schieramento progressista – ha dichiarato – il nostro è un certo modo di intendere il mondo, l’idea che nessuno si salva da solo. La prossima sfida è quella che avremo nei prossimi mesi. Avremo un avversario, bisogna saperlo che c’è la destra. La prossima sfida che vi propongo è quella di alzare noi la nostra asticella per la prossima battaglia. Dobbiamo vincere, ma non si può vincere a qualsiasi prezzo, raccontando favole perché poi non si governa. Siccome la mamma della demagogia e del populismo è sempre incinta, noi dobbiamo prendere un’altra via. Dobbiamo vincere senza raccontare favole, non potremo ignorare che siamo di fronte alla più grave crisi di questo secolo, ha esortato. Ancora un paio di giorni e si comincia con la battaglia vera. Ma sarà una battaglia da fare assieme. Qui non c’è un uomo solo al comando, si governa con il popolo,la prossima sfida è importante i prossimi mesi non saranno semplici avremo iniziative di chi non ci vuole; ricordiamo che nel centrosinistra si possono avere diverse visioni di centrosinistra purché si sappia che c’è la destra”. Domani andrà in Libia. “L’Italia deve recuperare il suo profilo, il suo ruolo nel Mediterraneo”.

Poi ha voluto ringraziare gli altri candidati alle primarie ”Voglio dire grazie a Matteo e lo saluto con un applauso e gli dico grazie per le parole affettuose che mi ha voluto rivolgere. Gli voglio riconoscere una presenza fresca e un contributo importante per queste primarie. Anche questa è stata una cosa importante”. Poi con molto affetto a salutato Vendola: “Lui chiede profumo di sinistra io gli rispondo che se non mi sentissi addosso quel profumo non riconoscerei il mio odorato”.

Certo che se qualcuno dei partecipanti vuole sentire parlare di favole,vuole sentire parlare di vita e non di spread,se vuole sentire parlare di pluralismo e di politica,se lo togliesse dalla testa,a loro interessano i sudditi,non i cittadini.

Alfredo d'Ecclesia