La strategia italiana per la banda ultralarga

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E’ stata approvata dal Comitato interministeriale della transizione digitale la Strategia Italiana per la Banda Ultralarga “Verso la Gigabit Society”.

L’obiettivo è quello di accelerare la transizione digitale del nostro Paese, secondo le indicazioni della Commissione europea.

Sono 7 gli interventi che compongono la Strategia italiana:

  • Piano aree bianche
  • Piano voucher
  • Piano Italia a 1 Giga
  • Piano Italia 5G
  • Piano Scuole connesse
  • Piano Sanità connessa
  • Piano Isole Minori

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano destina 6,7 miliardi di euro per i progetti che costituiscono la Strategia per la Banda Ultralarga. Si tratta di risorse che si aggiungono agli investimenti già avviati per realizzare la transizione digitale in favore di cittadini e imprese.

ESTRATTO: La Strategia italiana per la Banda Ultralarga - “Verso la Gigabit Society”, approvata il 25 maggio 2021 dal Comitato interministeriale per la transizione digitale (CITD)1, definisce le azioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi di trasformazione digitale indicati dalla Commissione europea nel 2016 e nel 2021 - rispettivamente con la Comunicazione sulla Connettività per un mercato unico digitale europeo (cd. ‘Gigabit Society’) e la Comunicazione sul decennio digitale (cd. “Digital compass”) con la quale ha presentato la visione, gli obiettivi e le modalità per conseguire la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030.

Tali obiettivi europei di trasformazione digitale si sviluppano intorno a 4 punti cardinali: (1) le competenze digitali; (2) la digitalizzazione dei servizi pubblici; (3) la trasformazione digitale delle imprese; (4) la realizzazione di infrastrutture digitali sicure e sostenibili. Per quanto riguarda queste ultime, uno degli obiettivi fissati dalla Commissione europea è permettere entro il 2030 che tutte le famiglie dell’UE possano beneficiare di una connettività Gigabit e che tutte le zone abitate siano coperte dalle reti 5G.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano (PNRR) approvato dal Governo il 29 aprile 2021 destina il 27% delle risorse alla transizione digitale, di cui 6,7 miliardi di euro per progetti che costituiscono la presente Strategia per la banda ultralarga, che si pone in continuità con la Strategia varata dal Governo nel 2015.

La Strategia, oltre ad avere come obiettivo il completamento del Piano di copertura delle aree bianche e delle misure a sostegno della domanda già avviate (c.d. voucher), prevede cinque ulteriori Piani di intervento pubblico per coprire le aree geografiche in cui l’offerta di infrastrutture e servizi digitali ad altissima velocità da parte degli operatori di mercato è assente o insufficiente, e si prevede lo sarà anche nei prossimi anni.

L’obiettivo concreto della Strategia, così come indicato nel PNRR, è di portare la connettività a 1 Gbit/s su tutto il territorio nazionale entro il 2026, in anticipo rispetto agli obiettivi europei fissati al 2030.

La Strategia si compone, quindi, di sette interventi, due dei quali già in corso e previsti dalla Strategia del 2015 (Piano aree bianche e Piano voucher) e cinque Piani approvati dal Consiglio dei Ministri il 29 aprile 2021 nel PNRR. Questi ultimi sono:

  1. 1) Piano “Italia a 1 Giga”;

    2) Piano “Italia 5G”;

    3) Piano “Scuole connesse”;

  2. 4) Piano “Sanità connessa”;

  3. 5) Piano “Isole Minori”.

1 Il CITD è presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale ed è composto in qualità di membri permanenti, dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, dal Ministro della Giustizia, dal Ministro dello Sviluppo Economico e dal Ministro della Salute. Alle riunioni del CITD possono partecipare anche altri Ministri (o loro delegati) che hanno competenze nelle materie oggetto dei provvedimenti e delle tematiche poste all’ordine del giorno. Partecipa alle riunioni anche il Ministro delegato per il Sud e la coesione territoriale. Quando si tratta di materie che interessano le regioni e le province autonome, prendono parte agli incontri del CITD anche il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, oppure un Presidente di Regione o di Provincia autonoma da lui delegati. Partecipano anche, per i rispettivi ambiti di competenza, il presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani e il presidente dell’Unione delle province d’Italia.

L’investimento sarà accompagnato da un percorso di semplificazione dei processi autorizzativi per velocizzare la diffusione delle infrastrutture sul territorio e da aggiornamenti della normativa che riconoscano le infrastrutture ad altissima velocità fisse e mobili come strategiche.

Considerata la valenza strategica che gli interventi in esame assumono, in modo trasversale, per tutti i settori dell’economia, l’attuazione di ciascun Piano di intervento previsto nella Strategia richiede la condivisione ed il coordinamento tra diverse Amministrazioni centrali e locali ed il coinvolgimento dei soggetti che a vario titolo sono deputati all’attuazione degli stessi Piani. Tale coordinamento vede la propria sede principale nel Comitato interministeriale per la transizione digitale (CITD), istituito con il Decreto-Legge n. 22 del 1° marzo 2021 e presieduto dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale. Lo stesso Decreto-Legge attribuisce al Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale le competenze in materia di promozione, indirizzo e coordinamento delle azioni del Governo in materia di attuazione dell’agenda digitale italiana e della Strategia italiana per la banda ultralarga.

Ai sensi dell’articolo 3 del citato DL n. 22 marzo 2021, è istituita la Segreteria tecnica del CITD, ai fini del compimento delle attività di attuazione delle deliberazioni del Comitato, ivi incluse le attività di assistenza tecnica volte a promuovere e rafforzare le competenze degli stakeholder coinvolti nell’attuazione dei piani previsti nella Nuova Strategia, garantendo l’uso efficiente delle risorse pubbliche.

2 I Piani di intervento della Strategia Italiana per la Banda Ultralarga

Al fine di raggiungere, entro il 2026, la copertura dell’intero territorio nazionale con la connettività a 1 Gbit/s, è necessario attuare piani di intervento che incidano sia sugli incentivi agli investimenti delle imprese per la posa delle infrastrutture, sia sul sostegno alla domanda da parte degli utenti. Nella seguente tabella, si riporta il livello di copertura relativo alle famiglie raggiunte (e non raggiunte) da reti Next Generation Access (NGA)2 al 31 marzo 2021 con il dettaglio relativo alle diverse velocità di download.

Rete

Percentuale di famiglie raggiunte

Non NGA

(velocità effettiva di download < 30 Mbit/s)

6,0%

NGA

(velocità effettiva di download ≥ 30 Mbit/s)

89,6%

30-100 Mbit/s

34,2%

100-300 Mbit/s

32,5%

300-1000 Mbit/s

22,9%

TOTALE (NGA + non NGA)

95,6%

Tabella 1: livello di copertura NGA e non NGA al 31 marzo 2021 (dati della broadband map AGCOM).

Dalla tabella si desume che alla fine di marzo del 2021 solo il 55% delle famiglie è coperto da una rete con velocità superiore a 100 Mbit/s, e poco meno del 23% è coperto con una rete in grado di fornire velocità di trasmissione in download fino a 1 Gbit/s.

La copertura delle infrastrutture di rete, in termini di servizi di connettività a banda ultralarga, presenti sul territorio nazionale, è verificata periodicamente dal Ministero dello sviluppo economico, tramite Infratel Italia, con l’attività di aggiornamento della mappatura, pubblicato sul sito istituzionale https://bandaultralarga.italia.it/strategia-bul/co... in linea con quanto previsto ai paragrafi 51, 63 e 78 degli “Orientamenti comunitari relativi all’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga” (2013C-25/01).

Quanto alla domanda di servizi di connettività, si osserva che a dicembre 2020 sono circa 18,1 milioni le

linee di accesso complessive, di cui 5,6 milioni (31% circa) a banda larga (velocità inferiore a 30 Mbit/s) e

12,5 milioni (69% circa) a banda ultralarga. Di queste ultime solo circa 1,82 milioni sono linee Fiber To The

3 Home (FTTH) a 1 Gbit/s .

Il tema della carenza di abbonamenti a banda ultralarga emerge chiaramente anche dall’indice DESI 2020: in termini di percentuale di famiglie con abbonamento di rete fissa ad almeno 100 Mbit/s, il nostro Paese, seppur registrando un incremento di 4 punti percentuali nell’ultimo anno (dal 9% al 13%), risulta ancora in largo ritardo rispetto alla media europea (26%).

In base ai dati sopra esposti appare evidente la necessità, nell’ambito della presente Strategia, di porre in essere tutte le iniziative che assicurino in tutto il Paese la disponibilità di infrastrutture in grado di abilitare l’offerta di servizi di connettività a 1 Gbit/s.

Nell’ambito degli investimenti infrastrutturali, la Strategia include dunque interventi importanti che, oltre ad avere come obiettivo la copertura dell’intera popolazione (con i Piani “Italia 1 Giga” e “Italia 5G”), garantiranno la connettività a 1 Gbit/s a favore di target specifici, quali le scuole (Piano “Scuole Connesse”) e le strutture sanitarie (Piano “Sanità Connessa”) che, per la mancanza di infrastrutture adeguate, si sono dimostrate particolarmente vulnerabili negli ultimi anni, in particolare nel corso della grave crisi pandemica.

Laddove, inoltre, si riscontra l’assenza delle infrastrutture di backhauling in fibra ottica, l’intervento pubblico diventa necessario per consentire l’effettiva utilizzabilità delle reti di accesso e la redditività degli investimenti sia pubblici che privati. La Strategia tiene conto di questo obiettivo, prevedendo, ad esempio, un intervento volto al rilegamento di tutte le isole minori presenti nel Paese (Piano “Isole minori”) in tal modo consentendo l’effettivo raggiungimento dell’obiettivo della connettività a banda ultralarga in località turistiche, di particolare rilevanza per la nostra economia.

Oltre agli interventi di realizzazione delle infrastrutture, al fine di proseguire efficacemente con il processo di digitalizzazione del Paese emerge inoltre la necessità di intervenire anche promuovendo la domanda di servizi di connettività a banda ultralarga, stimolando la capacità di spesa di famiglie e imprese con strumenti che incentivino l’effettiva adesione degli utenti a tali servizi.

In questo senso, gli interventi a sostegno della domanda richiedono un’accelerazione delle azioni necessarie ad erogare in modo efficiente ed efficace l’intero ammontare delle risorse già stanziate per i voucher a favore delle famiglie a basso reddito (Piano “Voucher a sostegno della domanda” - fase 1), per poi procedere con un più ampio piano di intervento idoneo a determinare gli incentivi a passare a contratti di connettività ad elevata velocità da parte delle altre famiglie e delle piccole e medie imprese (Piano “Voucher a sostegno della domanda” - fase 2), anche eventualmente valutando la possibilità di introdurre una gradualità degli interventi.

Resta, infine, fermo l’impegno di questo Governo a completare il Piano “aree bianche”, primo intervento nell’ambito della Strategia italiana per la banda ultralarga approvata nel 2015, con l’intento di superare le criticità che si sono presentate in corso di attuazione e di raggiungere in tempi predefiniti e certi gli obiettivi preposti da tale Piano.

Gli investimenti indicati saranno accompagnati da un percorso di semplificazione dei processi autorizzativi per velocizzare la diffusione delle infrastrutture sul territorio e da aggiornamenti della normativa che riconoscano le infrastrutture ad altissima velocità fisse e mobili come strategiche.

A questo percorso è importante che si affianchi il rafforzamento e il progressivo ulteriore “popolamento” del SINFI (Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture), strumento identificato per il coordinamento e la trasparenza della Strategia per la banda ultralarga, allo scopo di favorire la condivisione 4delle infrastrutture, mediante una gestione ordinata del sotto e sopra suolo e dei relativi interventi . I costi

dei lavori di scavo e installazione delle infrastrutture a banda ultralarga rappresentano infatti un onere significativo nell’ambito della realizzazione delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità. La possibilità di utilizzare infrastrutture già esistenti permette di ridurre tali costi e il SINFI rappresenta uno strumento fondamentale per facilitare tale processo.

Il valore complessivo degli interventi previsti nella Strategia e finanziati dal PNRR ammonta a 6,7 miliardi, ripartiti tra i diversi Piani come indicato nella Tabella 2.

Si rappresenta inoltre che qualora dovessero residuare parte delle risorse previste per i predetti interventi, le stesse potranno essere destinate ad ulteriori misure a sostegno della domanda o a supporto di altri progetti relativi alla banda ultralarga che saranno di volta in volta definiti in sede di aggiornamento della presente Strategia.

Piano

Aree di intervento

PNRR

1

Italia a 1 Giga

Aree nere e grigie NGA

3.863,5

2

Italia 5G

a) Corridoi 5G

420

b) 5G-ready strade extra urbane

600

c) Aree No 5G/4G

1000

3

Scuole connesse

261

4

Sanità connessa

501,5

5

Isole minori

Aree bianche NGA

60,5

TOTALE

6.706,5

Tabella 2 - ripartizione dei fondi per i Piani previsti dal PNNR (in milioni di euro).

La necessità di garantire un ampio coinvolgimento di tutti gli stakeholder richiede una fase di consultazione pubblica sui Piani di intervento che consenta di delineare con maggiore chiarezza le caratteristiche di mercato nelle aree target e di definire gli obiettivi e le modalità di attuazione della presente Strategia, anche con riferimento alla scelta dei possibili modelli di intervento pubblico. La consultazione rappresenta dunque uno strumento fondamentale per raccogliere le osservazioni del mercato sulle ipotesi di intervento, consentendo al Governo di contemperare i diversi interessi in campo, ed è peraltro resa obbligatoria nei casi in cui le misure si configurino come aiuti di Stato per i quali sia richiesta la presentazione di una notifica formale dell’intervento alla Commissione europea.

A tal riguardo, si osserva che gli obblighi derivanti dalla procedura di notifica incidono necessariamente sul cronoprogramma di ogni Piano della Strategia.

Gli investimenti in reti ad altissima velocità saranno effettuati sulla base di procedure ad evidenza pubblica che rispettino il principio della neutralità tecnologica, lasciando dunque agli operatori di mercato la libertà di utilizzare le tecnologie e le architetture che meglio rispondano alle esigenze di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni presenti sui territori interessati, fermo restando il vincolo del raggiungimento dell’obiettivo dell’offerta di connettività a 1 Gbit/s, secondo i criteri applicabili delle Berec Guidelines on Very High Capacity Networks (BoR (20) 165), su tutto il territorio di riferimento.

2.1 Completamento Piano “Aree bianche”

2.1.1 Obiettivi

A seguito dell’autorizzazione della Commissione europea5 del 2016 relativa al Piano aree bianche è stata avviata dal soggetto attuatore Infratel Italia l’attività operativa che ha portato all’aggiudicazione di tre diverse gare, distinte per aree geografiche, alla società Open Fiber S.p.A. attiva esclusivamente nel mercato dell’accesso all’ingrosso, che è pertanto diventata il concessionario pubblico responsabile della realizzazione, gestione e manutenzione della nuova rete per un periodo di venti anni6.

Documento Integrale

Conclusione, sintesi e tempistiche

La Strategia italiana per la banda ultralarga persegue obiettivi ambiziosi, da raggiungere in tempi stretti, e porterà l’Italia ai migliori livelli di connettività in Europa. È la colonna portante dell’abilitazione digitale necessaria per la transizione tecnologica dell’intero Paese.

Il suo successo richiede come presupposti:

  1. Una efficiente e rapida gestione dei programmi da parte dei Ministeri competenti e delle Autorità nazionali ed europee coinvolte.

  2. Impegni trasparenti e comportamenti di investimento coerenti da parte degli operatori privati.

  3. Il sostegno delle amministrazioni locali e periferiche coinvolte nel rilascio delle autorizzazioni e nella gestione della permessistica per rispettare i tempi di realizzazione dei tempi previsti dal PNRR e sotto

    riportati.

1 Il CITD è presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale ed è composto in qualità di membri permanenti, dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, dal Ministro della Giustizia, dal Ministro dello Sviluppo Economico e dal Ministro della Salute. Alle riunioni del CITD possono partecipare anche altri Ministri (o loro delegati) che hanno competenze nelle materie oggetto dei provvedimenti e delle tematiche poste all’ordine del giorno. Partecipa alle riunioni anche il Ministro delegato per il Sud e la coesione territoriale. Quando si tratta di materie che interessano le regioni e le province autonome, prendono parte agli incontri del #CITD anche il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, oppure un Presidente di Regione o di Provincia autonoma da lui delegati. Partecipano anche, per i rispettivi ambiti di competenza, il presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani e il presidente dell’Unione delle province d’Italia.

2 Si tratta di reti a banda ultralarga, ossia in grado di fornire una velocità di connessione effettiva in download di almeno 30 Mbit/s.

3 Dati Osservatorio AGCOM n. 1/2021.

4 Il Decreto del Ministro dello sviluppo economico dell’11 maggio 2016, modificato ed integrato con il successivo DM del 2 settembre 2019, ha stabilito le regole tecniche e le modalità di costituzione e gestione del SINFI, le modalità di raccolta, inserimento e consultazione dei dati, nonché le regole per il successivo aggiornamento delle informazioni sulle infrastrutture, ai sensi del DL 15 febbraio 2016, n.33, di recepimento della direttiva 2014/61/UE. Ad oggi, sono stati conferiti nel Sinfi, gestito per il MiSE dalla società in house Infratel Italia S.p.A., i dati di 825 soggetti tra gestori di infrastrutture fisiche e operatori di rete, per un totale di 219.000 km di infrastrutture di posa (tipicamente tubazioni); 1.100.000 km di reti elettriche (inclusa l’illuminazione pubblica); 202.000 km di reti del gas; 149.000 Km di rete idrica; 122.000 km di rete fognaria; 102.000 km di reti di telecomunicazione; 5.000 km di reti del teleriscaldamento; 3.000 km di oleodotti. Tali dati sono resi disponibili oltre che alle stesse imprese detentrici di infrastrutture, anche a tutti gli enti locali per il governo e la gestione del territorio, al fine di consentire una migliore gestione e programmazione degli interventi infrastrutturali. Inoltre, per raggiungere gli obiettivi di “completezza” e “attualità” del sistema, sono previste diverse attività legate sia all’aggiornamento che al mantenimento del SINFI, sia alla sua fruizione in ottica di semplificazione. Tra queste si citano il coinvolgimento attivo dei Comuni e il supporto alle realtà meno avanzate in termini di digitalizzazione, nella raccolta delle informazioni relative alle proprie infrastrutture, con dati digitali.

5 Si tratta della Decisione “State aid SA.41647 (2016/N) - Italy - Strategia Banda Ultralarga” del 30 giugno 2016, con la quale la Commissione europea ha autorizzato il Piano di intervento nelle aree bianche, in quanto compatibile con la normativa europea in materia di aiuti di Stato.

6 Le prime due gare relative, rispettivamente, alle regioni Abruzzo, Molise, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto e Piemonte, Val d’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Prov. Trento, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata e Sicilia si sono concluse a giugno e novembre 2017; la terza gara, relativa alle regioni Calabria, Puglia e Sardegna, il cui bando era stato emesso nel corso del 2018, si è conclusa ad aprile 2019.