ROMA. Fra 'sciopero della spesa', sit-in e manifestazioni di piazza i consumatori non mollano la presa sul fronte del caro-prezzi. E, seppur divisi nelle iniziative, incalzano Governo e commercianti affinchè dalle parole si passi ai fatti, con risultati visibili immediatamente sui cartellini-prezzi. Ieri gli aderenti alla Confederazione dei Consumatori (Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega consumatori Acli, Movimento difesa del cittadino, Movimento consumatori, Unione nazionale consumatori) hanno organizzato un sit-in davanti al Senato, dove hanno distribuito volantini e cartoline postali prestampate indirizzate al premier Berlusconi con la scritta 'Stop al caro-prezzi e agli aumenti speculativi'.
Nel primo pomeriggio poi, una delegazione è stata ricevuta dal presidente della commissione Industria di Palazzo Madama, Francesco Pontone, il quale ha assicurato che la compagine dei consumatori verrà ascoltata nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui prezzi che la stessa Commissione sta per avviare. Con l’iniziativa di ieri la Coalizione - contraria allo 'sciopero della spesa'- ha dato il via a 3 settimane di mobilitazione sul tema dei prezzi, del 'caro-scuola', dell’Rc auto e delle tariffe sociali.
Sul fronte dell’Intesa (di cui fanno parte Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) è invece tutto pronto per lo 'sciopero della spesà di oggi. Un'iniziativa, come hanno spiegato i rappresentanti dell’Intesa «contro il carovita (aumento indiscriminato delle tariffe: trasporti, treni, autostrade, farmaci, acqua, gas, luce, telefonia fissa, rc-auto, canoni Rai e Poste), nonchè il blocco, concordato con i commercianti e distributori, dei listini di prodotti di più largo consumo che hanno provocato un aumento medio per le famiglie italiane di 950 euro all’anno».
Sempre oggi l’Intesa organizzerà un presidio dei propri comitati direttivi davanti al Parlamento a Piazza Montecitorio. Allo 'sciopero della spesa' hanno dato la loro adesione anche la Cgil, il Sunia, l’ Aspi, l’Apu, Confsal, Verdi e Rifondazione Comunista. Contraria allo stop degli acquisti è Altroconsumo, associazione indipendente dei consumatori, che propone ai cittadini per sabato 14 settembre una 'giornata di autodifesa del consumatorè: in quel giorno l’associazione renderà noti i nomi dei 3 marchi della grande distribuzione di cui prezzi sono risultati più convenienti. Sul fronte sindacale se la Cgil ha detto sì allo 'sciopero' proclamato dall’Intesa, la Uilp (Unione Italiana Lavoratori Pensionati) fa pressing sul presidente della Confcommercio Sergio Billè, che proprio ieri ha affermato che «se le cose continuano ad andare così, presto in piazza scenderanno anche i commercianti, non solo i consumatori».
«Se il presidente della Confcommercio Sergio Billè intende combattere davvero le speculazioni e rilanciare i consumo - ribattono i pensionati della Uil - si allei con i sindacati dei pensionati e faccia sentire la sua voce accanto alla nostra per ottenere una misura di giustizia: dare subito ai pensionati più poveri quanto spetta loro». E il riferimento è ovviamente ai 1.300 milioni di euro che, non ancora spesi, dovrebbero andare ad aumentare a 516 euro mensili le pensioni minime. Intanto c’è chi, come il settimanale 'Soprattuttò, nella mischia dei rincari analizza ciò a cui, prezzi alti o bassi, gli italiani non rinuncerebbero mai. Un studio condotto su un campione di 800 soggetti di età compresa fra i 22 e i 65 anni che riserva alcune curiosità : le prime spese che gli italiani sarebbero disposti a tagliare (38%), nel caso di un peggioramento della situazione, sono quelle legate al tempo libero (cinema, teatro, palestre, weekend); mentre quasi la metà (47%) non rinuncerebbe alla giocata al Lotto, alla schedina, alle sigarette, alla domenica allo stadio, all’aperitivo al bar e, per le donne, alla palestra con le amiche. Insomma: toglieteci tutto, ma non i vizi.
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