Roma, L’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) ha inaugurato oggi un progetto agricolo pilota, della durata di due anni, dedicato a circa 1.500 aziende agricole familiari della Cisgiordania e della Striscia di Gaza.
Il progetto sará realizzato dalla FAO e finanziato dall’Italia con circa 1.5 milioni di dollari.-
Nonostante tutti limiti della situazione attuale in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, l’agricoltura gioca ancora un ruolo economico e sociale di grande rilevanza, e non solo garantisce redditi ed opportunitá di impiego a gran parte della popolazione rurale, ma contribuisce in modo significativo alla sicurezza alimentare.
A seguito dell’aumento di povertá e disoccupazione in queste aree, la situazione della sicurezza alimentare si è notevolmente deteriorata negli ultimi tre anni.-
Secondo un recente rapporto della FAO, l’insicurezza alimentare è una realtá per il 40 per cento della popolazione (1.4 milioni di persone) e rappresenta una preoccupazione costante per il 30 per cento della popolazione, 1.1 milioni di persone esposte a rischio di insicurezza alimentare se la situazione corrente dovesse persistere.
Aiuti per 12.000 persone
“Anche se la situazione politico-economica resta mutevole ed imprevedibile, il progetto consentirá di sviluppare e verificare gli approcci innovativi più opportuni per una riabilitazione dell’agricoltura urgente e necessaria, e di ridurre i rischi relativi allo sfruttamento delle risorse,” ha affermato la FAO.-
Il progetto, realizzato congiuntamente dalla FAO e dal Ministero dell’Agricoltura, punta al sostegno di circa 12.000 poveri delle aree rurali di Betlemme, Hebron, Gaza e Tulkarm nei prossimi due anni.
“Gli agricoltori e le loro famiglie potranno beneficiare direttamente delle competenze, delle tecniche e delle infrastrutture avanzate messe a disposizione con questo progetto,” ha affermato la FAO.
Le attivitá previste dal progetto includono: ripristino di piantagioni di alberi da frutto con varietá potenziate; sostituzione di serre; installazione di sistemi di irrigazione e fornitura di sistemi integrati per la gestione dei parassiti; piantagione di ortaggi, foraggio, ulivi e alberi da frutto; rinnovamento delle stalle; riabilitazione dei pascoli attraverso nuova semina e costruzione di recinti e pozzi; predisposizione di sistemi di raccolta dell’acqua piovana; formazione sia del settore privato che di quello pubblico sulla corretta gestione e sull’utilizzo sostenibile delle risorse naturali.
L’agricoltura, secondo la FAO, beneficerá di un aumento degli investimenti nel medio e lungo termine, grazie alla sua capacitá di favorire opportunitá d’impiego, di fornire diverse varietá di alimenti necessarie per un’alimentazione diversificata, di incoraggiare la partecipazione delle donne nel processo di sviluppo e di prevenire l’impoverimento delle risorse e la dipendenza dagli aiuti.
Di Dundar Kesapli
SITO FAO: http://www.fao.org
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