Ha cominciato come molti suoi coetanei, organizzando feste in discoteca e facendo il promoter delle notti milanesi. Poi la voglia di fare sul serio e l’idea di creare qualcosa che andasse oltre il semplice divertimento notturno. È cominciato così il progetto imprenditoriale di Emanuele Iovine, 23enne studente del Cleacc Bocconi, che, fondata con un paio di amici una piccola società (Sunrise and co.), negli ultimi due anni si è lanciato nel campo dell’organizzazioni di eventi. Un terreno impervio, ma sul quale Emanuele e soci stanno già ritagliandosi il proprio spazio: hanno in cantiere i Cool tour, visite culturali a piccole città d’arte italiane con annesse divagazioni enogastronomiche e nei centri benessere, mentre lo Snow Break, la manifestazione di sport e musica organizzata sulle nevi di Sestriere, ha già fatto registrare il tutto esaurito con 1.400 partecipanti per ognuna delle due edizioni.
Un’attività , la Sunrise, che oggi assorbe Emanuele quasi a tempo pieno, studio permettendo. Il valore aggiunto di questa esperienza è chiaro: “A differenza di molte aziende del settore, noi conosciamo molto bene i nostri clienti, per il semplice fatto che sono nostri coetanei. E questo ci ha anche permesso di capire che non è del tutto vero ciò che si dice sempre, ovvero che i ragazzi non consumano cultura”. Ciò che serve, secondo Emanuele, è semplicemente qualcuno che faccia da ponte: “Abbiamo cominciato promuovendo piccole mostre e spettacoli teatrali e ci siamo accorti che ci sono molti prodotti culturali che interesserebbero i giovani e che non sono snobbati solo per una questione di prezzo. La vera molla è riuscire a trasformare queste occasioni in momenti di aggregazione, in veri e propri eventi”.
E così il ponte di S. Ambrogio che da sempre a Milano è la prima occasione per saggiare le piste da sci, è diventato l’occasione per organizzare qualcosa di diverso dalla classica vacanza sulla neve. “Con il patrocinio del comune di Milano e di quello di Sestriere, abbiamo sfruttato il nuovissimo villaggio olimpico in modo da offrire una miscela di sport, musica e svago. Abbiamo fatto il pienone e il villaggio olimpico ci ha assicurato l’evento per tre anni”. Nel frattempo, la Sunrise and co. affilava le armi per il progetto Cool tour: “L’idea è quella di creare dei pacchetti per alcune piccole città d’arte italiane, in collaborazione con il Cts. Pacchetti che mettano insieme la cultura, con l’offerta di spettacoli teatrali e di visite ai musei, con il divertimento di una tappa al centro benessere e il piacere di un tour enogastronomico”. E se per adesso Emanuele and co. hanno cominciato con l’Italia, in cantiere c’è anche il progetto di estendere il format alle capitali europee e, non ultimo, quello di creare una carta di agevolazioni per il tempo libero collegata a una community. Tante idee in testa, dunque, ma i piedi rimangono ben piantati a terra: “Nel 2007 abbiamo fatturato 180 mila euro, siamo quindi ancora molto piccoli. In questo mondo, per rendere stabile una società , è necessario avere in calendario almeno un evento a settimana”.
L’età anagrafica, tuttavia, se è utile per capire le esigenze dei coetanei-clienti, non sempre gioca a proprio vantaggio: “Quando sei così giovane non è facile farti rispettare solo per la tua professionalità e non è infrequente che i fornitori tentino di incastrarti puntando sulla tua inesperienza. Qualcuno, poi, quando sente che ho solo 23 anni mi chiude il telefono in faccia”. Ma neanche questo basta a far cedere Emanuele, anche perché la prospettiva di stare seduto dietro la scrivania di un qualsiasi ufficio per i prossimi trent’anni lo deprime: “La mia vita la vedo diversamente. Per chi, come me, vuole fare l’imprenditore, l’ideale di esperienza rimane il lanciarsi sempre in nuove imprese, anche a costo di sbattere il muso, come per altro mi è già successo di fare. E poi sono ottimista: è vero che nel nostro paese gli incentivi e i finanziamenti per i giovani imprenditori non sono molti, ma esistono, così come gli sponsor che possono credere in un progetto. Basta saperli cercare e non lamentarsi sempre che lo stato non ci assiste”.
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