Milano: L’Italia è ancora oggi il più importante mercato europeo per l’orologeria, ma lo scenario sta rapidamente cambiando. Se infatti la rete distributiva nel nostro paese è ancora saldamente in mano a poche, storiche, “famiglie” con un’identificazione quasi totale tra proprietà e gestione, in altri mercati europei i processi di fusione, aggregazione e collaborazione hanno dato vita a strutture evolutesi dalla gestione familiare a quella manageriale. Per quanto tempo il mercato italiano manterrà questa sua caratteristica? Quali sono le criticità sulle quali si giocherà il futuro delle imprese distributrici al dettaglio di orologeria? Come si deve gestire, in particolare, la fase più delicata per un’impresa a carattere familiare, e cioè il passaggio generazionale?
Sono i temi analizzati dalla ricerca condotta da Luana Carcano e Guido Corbetta, della Sda Bocconi, Clock Builders e Time Tellers, (Egea, 2009, 115 pagine, 15 euro), in collaborazione con la Fondation Haute Horlogerie, con lo scopo di focalizzare al meglio la situazione dei punti vendita al dettaglio in Italia.
Una realtà molto frammentata, nella quale non esiste nessuna impresa che detenga una quota “nazionale” di mercato, ma molte piccole imprese in concorrenza su base locale.
Ma, anche, una situazione non destinata a durare visto che la crescente concorrenza internazionale porterà i rivenditori locali a dover competere con i colleghi di altre aree del mondo. Per far questo però sarà necessario un ripensamento della complessiva attività d’impresa con il ricorso, se necessario, a risorse finanziarie o manageriali esterne e quindi con la cessione di quote del capitale al di fuori della famiglia.
Nella ricerca vengono quindi presi in esame il contesto competitivo; i complessi e articolati meccanismi che regolano le successioni nelle imprese a carattere familiare, con un focus sulle aziende del settore e con una serie di indicazioni teorico-pratiche su come attuare il passaggio, dalla fase che precede l’”ingresso” a quella della “presa del comando” da parte della nuova generazione; infine, gli errori da evitare.
Particolare attenzione viene poi dedicata alla “formazione” del neo imprenditore, che dovrà assommare competenze tecniche e commerciali, capacità relazionali sia nei confronti della clientela sia dei propri collaboratori e competenze manageriali, in particolare la capacità di proiettarsi nel futuro.
Una serie di esempi pratici, con la storia di alcune importanti aziende italiane appartenenti alla Fondazione Alta Orologeria, come Barozzi (Brescia), Camparini (Reggio Emilia), Fagnola (Torino), Hausmann (Roma), Pisa (Milano), Rapisarda (Catania), Rocca (Milano), Verga (Milano), è utile per esplicitare la differenza tra “clock builders”, imprenditori che hanno creato un sistema aziendale capace di funzionare indipendentemente dalle capacità e dalle caratteristiche di chi è al comando, e “time tellers”, organizzazioni dipendenti dal leader per qualsiasi decisione.
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