L’Euro, un toccasana fallito

Monza: (Livio Orlandini) - Dal 2002 abbiamo adottato leuro ripudiando la vecchia lira. LItalia si è adeguata e come molti altri Paesi è entrata in Europa con la nuova moneta.Quando questo è avvenuto la stragrande maggioranza degli economisti nostrani e stranieri ha definito "epocale” o storico questo avvenimento esaltando i benefici che ne sarebbero conseguiti. Molti commentatori inesperti di questioni economiche dichiararono: "Non mi intendo di cambi, di bilanci, di grandi investimenti di capitali quindi mi astengo dal fare previsioni e accetto quel che hanno detto gli esperti e spero che tutto si realizzi come auspicato”. Errore! Gli ignoranti sono loro i cosiddetti esperti, gli ottimisti a oltranza, perché nel giro di otto/nove anni si vede cosa sta capitando, cioè tutto il contrario di quel che avevano previsto.

Quindi lasciate che anche un cittadino semi-digiuno di economia come il sottoscritto, ma allenato quotidianamente con i problemi dellesistenza, dica quello che pensa in materia.

Poco dopo ladozione delleuro certi prodotti che costavano 2000 lire, costarono 2 euro e così in proporzione progressiva. Molti Paesi che si barcamenavano con le loro drakme come la Grecia o con gli escudos come il Portogallo, sono sullorlo del fallimento: La Spagna se non piange, di certo non ride...

La Regina dInghilterra, paese che è rimasto fermo alla sterlina ma che ha subito ugualmente i contraccolpi della crisi finanziaria generale, in un suo recente discorso si è rivolta agli economisti e anche se in maniera più elegante, ha detto loro di cambiare mestiere vista la cecità dimostrata in questi ultimi tempi. Non si pretende la lettura del futuro nella sfera di cristallo, ma un minimo di intuizione dellevoluzione dei mercati sì, questo doveva essere previsto.