Roma - Ne abbiamo sentite di tutti i colori da quando ESA e NASA hanno ridato impulso al programma di esplorazione (e, a sentir loro, colonizzazione,) del nostro Sistema Solare. Miliardi di euro spesi per inviare sonde e robottoni e robottini sul celeberrimo Pianeta Rosso, perdipiù raccontando frottole colossali.
Quando leggemmo la novità che il bel robottone italiano Marsis confermava la già risaputissima notizia che nel sottosuolo marziano scorre fresca (pure troppo) e limpidissima acqua, saltammo sulla nostra ideale poltroncina (quella da cui un nostro pazientissimo collaboratore esamina tutto il materiale proveniente da stampa nazionale ed estera... ma proprio tutto... poveraccio...) Lo ripetiamo: si sapeva da un pezzo e non era proprio necessario spendere miliardi di dollari e di euro per inviare due contemporanee e distinti missioni tali da far sembrare una specie di corsa”¦ al ghiaccio quella intentata da NASA ed ESA per scoprire”¦ l’acqua fredda!
Sì, la battuta è facile ma non ce la facciamo proprio a farci prendere per il naso seppur da contanti scienziati e benpensanti che continuano a ripeterci le solite sciocchezze mentre sperperano denaro pubblico; sperperate pure, che tanto non vi ferma nessuno, ma almeno diteci la verità . E se non ce la dite voi, proviamo a dircela da soli. Innanzitutto, tra tutte le fregnacce che l’intellighenzia coalizzata a difesa dei regimi vigenti quotidianamente ci dispensa con l’affettuosa collaborazione di media e servetti cicapezzanti vari (scusate qualche neologismo eccessivo ma la lingua batte dove il dente duole e dato che la lingua è sempre in evoluzione ed il nostro dente duole sempre più forte, insomma proprio non riusciamo a trattenerci), quelle a sostegno delle recenti missioni disgiunte su Marte sono proprio colossali e”¦ fanno acqua da tutte le parti.
Qualcuno dei sapientoni che pontificano in vesti da scienziato, ricercatore, conduttore o divulgatore può smentirci se diciamo che tali dolci e ghiacciate acque marziane non le berranno neanche i nostri pronipoti? I già citati possono smentirci se aggiungiamo che erano state da quasi vent’anni accumulate prove sufficienti a dimostrare che acqua, in forma solida o liquida, sulla superficie e nel sottosuolo marziano c’è sempre stata? E chi potrebbe confutarci quando teorizziamo che non si spende una quantità così imponente di fondi a livello internazionale per constatare quanto già provato scientificamente e che non potrà avere utilizzo pratico per chissà quanti anni a venire? Allora è pazzo chi ha finanziato, organizzato ed espletato una tra le più imponenti spedizioni che umanità ricordi o possa concepire?
No di certo. Semplicemente, quel che cercavano e cercano su Marte non è l’acqua ma altro, pur di inestimabile valore.
Si dice che l’acqua potrebbe servire alla futura colonizzazione del pianeta rosso. Rossi dovrebbero diventare lor signor di vergogna quando enunciano simili follie. Solo immaginare di stabilire OGGI una colonia su Marte equivale a ideare un bel romanzone di fantascienza. Non ne possediamo nè la tecnologia nè le possibilità pratiche. E non troveremmo nessuno disposto ad iniziare un viaggio simile ancor giovane per terminarlo una volta superata la novantina o giù di lì. Che ci farebbero, su Marte, l’ospizio del futuro? E quanti miliardi di miliardi (euro o dollari fa lo stesso, e pure sterline) costerebbe far sorseggiare quella dolce acquetta ai nostri astro-vegliardi una volta raggiunto il gelido pianeta?
Certamente non deve stupire a noi, nè a voi, che scienza e cattiva coscienza si coalizzino per sputare simili scemenze, ma solo che quasi nessuno, oltre noi, gli dica in faccia che non è proprio il caso di trattare l’opinione pubblica come l’attuale Papa fa con i suoi devoti. Come a dire che la scienza dovrebbe distinguersi dal dogma almeno nel sostenere le teorie che propugna con solido rigore e dimostrazioni certe. Sì, lo sappiamo che il rigore scientifico (tanto invocato dagli alfieri dello scetticismo quando si discute di parapsicologia o di ufologia) non è propriamente avezzo a tanti, troppi estensori di testi universitari che formano il “sapere cattedratico” specie quando parliamo di storia, archeologia, paleontologia, medicina, biologia, fisica ed astro-fisica”¦
Non ci credete? Andate a fare le pulci a qualche enciclopedia moderna di Storia, confrontando certe affermazioni con un minimo di logica, poi ne riparliamo.
Ma non divaghiamo e torniamo alle avventure marziane che allegramente ci riportano giornali, siti internet e riviste varie, narrandoci antefatti, storie e storielle senza il minimo senso critico nè il coraggio di riportare almeno il buon senso dell’uomo comune e dello smarrimento davanti a tanta, apparente, dabbenaggine.
Il problema non è il pagliaccio che ci fa ridere, ma la commedia che sta recitando, l’opera buffa che inizia sul nostro pianeta, prosegue nei nostri cieli per finire nel sottosuolo marziano, camuffata da impresa scientifica d’inestimabile valore sì, ma per tutt’altri motivi rispetto alle divulgazioni ufficiali.
Scriviamo, in altra parte di Volo Nero, di “truffa marziana”, cioè di raggiro delle coscienze, di turlupinatura degli ingenui e dei falsi ingenui che turlupinano noi avallando le sciocchezze che piovono dal basso di tanta inettitudine apparente nella bugia e inesistente nella realtà dei fatti.
Intanto, la notizia vera e propria è la "nuova" collaborazione tra ESA e NASA sulle missioni marziane. Leggiamo sul portale dell’agenzia spaziale europea in italiano <http://www.esa.int/esaCP/SEMKZPWUP4F_Italy_0.html dell’assistenza che Mars Express (ESA) fornirà al modulo d'atterraggio Phoenix (NASA) in fase di ingresso, discesa e atterraggio. Beh, ricorderete anche voi le magre collezionate in tal senso l’altr'anno dai prodi statunitensi che, stavolta, hanno pensatobene di arruffianarsi le grazie dei "nostri" laboratori. Che credete, quando l’Europa ci si mette, non è seconda a nessuno, specie se le missioncine spaziali costano e promettono tanto.
Ma la NASA ha inoltre richiesto all’ESA di prestare assistenza al lancio della Phoenix dalla sua stazione di terra di Kourou, nella Guiana francese. Insomma, gli facciamo veramente tutto, e loro si godranno le trasmissioni del lander, da Marte, fino ai loro satelliti già in orbita intorno al pianeta.
Che dire? I due ex litiganti ora godono insieme e godranno ancora di informazioni e dati che solo in minima parte il pubblico (pagante) potrà conoscere. Della censura e del modo di applicarla sulle notizie di questo tipo, scriveremo un'altra volta. Per ora, vi basti sapere che i nostri soldi continuano a scorrere... come acqua, per trovare (è ancora questa la scusa ufficiale, se non sbagliamo) altra acqua.
La foto inserita è presente sul portale ESA e liberamente scaricabile.
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