Tsunami, ossia l’ondata di proselitismo

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Leader religiosi prima e la stampa internazionale poi hanno accusato organizzazioni cristiane di aver sfruttato la tragedia dello tsunami per intensificare le loro attività missionarie. I loro stessi aiuti sarebbero quindi finalizzati alle conversioni.

Ma le cose stanno veramente così? Dr. K.P. Yohannan di Gospel for Asia: La critica si riferisce a "gruppi esterni" che userebbero lo tsunami per convertire alla fede cristiana Indù, Musulmani, Buddisti ed altri.

Come ben sanno tutti quelli che conoscono Gospel for Asia, i nostri sono pastori indiani ed il milione e mezzo di credenti delle nostre chiese sono il frutto del loro lavoro. Questi non sono per nulla degli outsider, ma fanno parte del popolo che stanno servendo. Quello che loro fanno quando predicano il vangelo non è molto diverso da quello che fanno altri credenti in altri luoghi. Voglio pure precisare che noi non abbiamo aspettato lo tsunami per portare aiuti e quindi fare proselitismo.

I nostri hanno sempre aiutato le popolazioni dell’Asia sia spiritualmente sia fisicamente".

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