Messina: Cento anni fa " il 28 dicembre 1908 " un cataclisma senza precedenti devastava le coste calabre e siciliane, cancellando diversi abitati, distruggendo completamente la città di Messina e provocando epidemie e quasi 200.000 morti. Il Principe Vittorio Emanuele, Capo della Real Casa, ha così voluto ricordare l’evento: “Ricordo molto bene i racconti di mio Padre Re Umberto II e di mia nonna la Regina Elena in merito a quel drammatico evento. In quella circostanza, Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena furono tra i primi a giungere nelle località colpite dalla sciagura, per prestare soccorso ai Superstiti ed organizzare le prime misure operative, quando nessuno ancora osava recarsi nella zona, per la paura di crolli, epidemie e reiterazioni del cataclisma.
In particolare mia nonna, la Regina Elena, che aveva studiato allo Smolny di Pietroburgo e parlava il russo, ricordando l’amicizia dello Zar con le Case reali d’Italia e del Montenegro, ottenne l’aiuto degli uomini della flotta zarista, cui si aggiunsero interventi umanitari giunti da tutto il mondo. La dedizione manifestata dai due Sovrani nei giorni successivi fu determinante per alleviare le pene provocate dal flagello e meritò la riconoscenza della popolazione che durò ben oltre il periodo della catastrofe, al punto che, il 26 giugno 1960, ad oltre mezzo secolo da quella sciagura e a 14 anni dalla nascita della repubblica, venne eretto a Messina un monumento alla Regina Elena voluto dal Conte On. Sergio Marullo di Condojanni.
Quella tragedia sviluppò una grande solidarietà che fu il cemento all’Unità della Patria e consentì di superare improbe prove negli anni a venire. Un esempio che può e deve servire da guida anche per superare le difficoltà dei giorni nostri. Colgo l’occasione per rivolgere a tutti i cittadini di Messina e di Reggio Calabria il mio saluto più affettuoso ricordando loro che sono sempre rimasti nel cuore di mia nonna la Regina Elena e di Casa Savoia tutta.”
Filippo Bruno di Tornaforte
Portavoce della Casa Reale d'Italia
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