Questa notte Antonello De Pierro ha postato questo commento che merita, giusto per fare riflettere, a questa Italia del 2016, che non adotta la normativa vigente, nonostante sia precisa. Scrive “È purtroppo il momento del dolore per le tante vite spezzate dal sisma dell'altra notte. Zone che conosco, a un tiro di schioppo da Roma, la città in cui dimoro. E per fortuna non conoscevo personalmente alcuna delle persone colpite (almeno credo) direttamente dall'evento catastrofico, anche se ne conosco qualche parente. Ripeto, è il momento del dolore e preferisco lasciare la rabbia fuori dall'alveo dei miei sentimenti, almeno per ora. Ma non posso esimermi dal sottolineare che è una tragedia annunciata e proprio in virtù di questo, andava evitata, non basta dire "si poteva evitare". Possibile che non ci siamo ancora resi conto che viviamo in una terra ad alto rischio sismico e ci foderiamo gli occhi con il prosciutto trovandoci poi, con cadenza temporale inesorabilmente fissa e ravvicinata, di fronte alla tragica contabilità di morti e feriti. Dopo il festival delle frasi fatte, dei comportamenti di rito, del circo dell'informazione (quella seria, professionale, dovuta e purtroppo quella spettacolarizzata e improntata alla produzione di share), delle sfilate dei politici "affranti" che nella retorica del momento infilano sempre la frase "non rimarrete soli". Certo nessuno rimarrà solo, ma condividerà il suo dolore, le ferite, soprattutto quelle interne, che mai troveranno cicatrizzazione, con quelli che precedentemente hanno vissuto la stessa esperienza. Io quell'esperienza l'ho vissuta nell'80 in Basilicata, terra di origine della mia famiglia, e vi assicuro che è terribile. La paura che dura un'eternità. In quei momenti il cuore si stinge nel terrore e il tempo si dilata. Quella paura te la porti dietro nei mesi, negli anni a seguire, e quando si verifica un evento similare, rivivi quei momenti. Poi ti chiedi perché. E lì ti perdi e ti avviti sui tuoi stessi pensieri. La logica della ragione resta muta a ogni quesito, senza speranza di trovare un una luce in una buia vallata di ipotesi. Eppure ormai non si può puntare il dito contro il fato, il destino che ogni volta a caso sceglie i suoi bersagli. Ormai nel Terzo #Millennio queste #catastrofi naturali hanno una firma, apposta in forma indelebile sulla #prevenzione mancata. Io voglio urlare a gran voce che mai più dovranno essere piante vittime provocate dai terremoti, almeno con questa #magnitudo. Le regole #antisismiche in Italia sono già in vigenza, e se non basta se ne facciano altre più stringenti, però, soprattutto, si statuiscano delle previsioni sanzionatorie severissime in caso di inadempimento, e non solo quando le tragedie si sono già consumate.
I corpi normativi delle leggi di settore prevedano pene esemplari da comminare con grande determinazione. Come si fa a pensare che una scuola costruita con riferimenti parametrali riconducibili a criteri antisismici si sbricioli come una torta senza lievito e un campanile del XIII secolo resti in piedi? È quanto è accaduto ad #Amatrice.
Forse la sfida italiana è soprattutto culturale. Nel nostro paese manca la cultura dei corpi collettivi, del bene pubblico. Purtroppo un esercito di affaristi e faccendieri, spesso addirittura prestati alla politica, o che individuano il loro padrino nella politica, ha un'innata vocazione ad anteporre l'interesse privato a quello pubblico. È forse su quel terreno che bisogna cominciare a lavorare, ma visto che certi italiani vanno educati a "frustate", si vari una legge che preveda sanzioni penali senza possibilità di tenere accesa un barlume di speranza verso l'impunità. La natura è molto forte e difficile da contrastare, ma ha un grande alleato nella corruzione. In Giappone, dove l'interesse pubblico prevale su quello privato, un assunto concettuale che pervade il pensiero dei nipponici, un terremoto come quello dell'altra notte, non fa paura nemmeno a un neonato. Eventi sismici di ben altra entità non provocano quasi mai vittime e non fanno crollare nemmeno una casa. La politica impari la lezione e si metta dalla parte dei cittadini, come la codifica costituzionale prescrive, altrimenti la battaglia è già persa e saremo ancora a contare morti e feriti. E non mi meraviglierei, com'è già successo in passato, che sullo sfondo dello strazio, delle urla e dei lamenti ci sia la soddisfazione di chi, ancora una volta crede di poter fare affari sulla pelle dei terremotati. La storia ha già scritto tante, troppe pagine con questo vergognoso copione. Forse è giunta l'ora di cambiare il corso della storia. Il mio auspicio sia quello di tutti. Mi stringo attorno a tutte le famiglie colpite.“
#LadySilvia ha risposto alla nota di De Pierro
È giusto che si faccia qualcosa per evitare altre tragedie come questa.. e se non lo si farà a breve, saremo spettatori di altre catastrofi.. personalmente giornalmente vedo quante scosse nel mondo vengono registrate con magnitudo superiore a 3.5. sono molte. Nei mesi Giugno/Agosto,L'Italia ha registrato scosse con magnitudo tra il 2 e il 2.5, poche erano le scosse superiori a 3, ho più volte pubblicato l'elenco che ho piano piano ridotto come frequenza, evitando così di creare panico o all'opposto sottovalutare il pericolo.
Sono in pieno accordo con Antonello, è giusto che si provveda all'adempimento di un piano antisismico nazionale. Occorre creare un piano finanziario che aiuti il cittadino nella ricostruzione e nella messa a norma delle case e palazzi che non rispettano le normative.
Ricordate quando tutte le case non avevano l'impianto di Messa a Terra.. che piano piano è stato reso standard in tutte le case italiane.. quanti morti per non aver rispettato la normativa.. oggi non se ne parla più perché è stata applicata in tutto il paese..
Dovremmo fare la stessa cosa con le costruzioni edili che rispettino le norma antisismiche .. senza aspettare che il #Qatar acquisti altre città o interi quartieri prima che la normativa sia applicata totalmente.
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