Resoconto del Vertice sulle pari opportunità

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Bruxells: Xavier Bertrand, ministro francese del lavoro, delle relazioni sociali, della famiglia e della solidarietà, in qualità di presidente del Consiglio Occupazione, affari sociali, salute e tutela dei consumatori (EPSCO), e Vladimír Špidla, commissario europeo allOccupazione, agli affari sociali e alle pari opportunità, hanno aperto, lunedì 29 settembre, il secondo Vertice sulle Pari opportunità, organizzato congiuntamente dalla Presidenza francese e dalla Commissione europea. Xavier Bertrand e Vladimír Špidla erano accompagnati da Dzamila Stehlikova, ministro responsabile dei diritti dellUomo, delle minoranze etniche e delle pari opportunità della Repubblica ceca, Claire Roumet, vicepresidente della Piattaforma sociale, in qualità di rappresentante delle ONG europee attive nel settore sociale, e Louis Schweitzer, presidente della HALDE (Alta autorità francese per la lotta alle discriminazioni e per luguaglianza).


Il Vertice si inserisce nella scia dellanno europeo per le pari opportunità per tutti, organizzato nel 2007, che ha costituito loccasione di dare nuovo slancio alla lotta contro le discriminazioni e alla promozione delluguaglianza. Appoggiandosi sulla dinamica avviata dalle presidenze tedesca, portoghese e slovena, questo Vertice ha contribuito a sensibilizzare sempre di più gli Europei al loro diritto alla parità di trattamento e ai benefici della diversità culturale.Queste due giornate di dibattiti e scambi di opinione hanno permesso di giungere ad alcuni punti daccordo, ripresi nelle conclusioni del vertice (qui allegate).

Xavier Bertrand e Vladimír Špidla hanno sottolineato il ruolo che lUnione europea può rivestire nel far progredire, negli Stati membri, la lotta alle discriminazioni. Entrambi hanno inoltre ribadito limportanza dei trattati e delle direttive comunitarie in materia, sottolineando il valore di questo acquis. Hanno inoltre posto laccento sulla capacità degli attori europei e nazionali (associazioni e loro reti, organismi di parità, attori locali, parti sociali o ancora media) di far conoscere i diritti e le politiche in materia di lotta alle discriminazioni e di contribuire a far cambiare le mentalità, garantendo lapplicazione effettiva del principio di parità di trattamento nella vita quotidiana dei cittadini europei. I dibattiti sono stati inoltre loccasione per parlare della proposta di direttiva, presentata il 2 luglio 2008 dalla Commissione europea, relativa allattuazione del principio di parità di trattamento senza distinzione di religione o convinzioni, di disabilità, di età o di orientamento sessuale. Secondo Xavier Bertrand e Vladimír Špidla ladozione di questa proposta di direttiva permetterebbe di proseguire i lavori iniziati da 10 anni, da quando cioè è stata introdotta, nei trattati comunitari, una base giuridica che permette agli Stati membri, dopo aver consultato il Parlamento europeo, di prendere i provvedimenti necessari per combattere le discriminazioni. Questa nuova tappa costituirebbe un segnale forte dellimpegno dellUE in favore della promozione della parità e della lotta alle discriminazione. Xavier Bertrand ha inoltre indicato che la proposta di direttiva sarà oggetto di un dibattito di orientamento durante il prossimo Consiglio EPSCO, il 2 ottobre a Lussemburgo.Xavier Bertrand e Vladimír Špidla hanno in seguito chiesto alle parti sociali di inserire nelle loro future discussioni la questione delle discriminazioni nellaccesso alloccupazione e al lavoro.

Dopo aver ricordato il successo registrato in Francia, Germania e Belgio dalla carta della diversità, Xavier Bertrand e Vladimír Špidla hanno invitato le aziende europee e i loro rappresentanti a dare una dimensione europea a questo tipo di iniziativa.Xavier Bertrand e Vladimír Špidla hanno infine auspicato che i risultati dellinsieme dei lavori condotti durante questo vertice possano arricchire i dibattiti del prossimo vertice sulle pari opportunità, che si terrà sotto Presidenza svedese nel novembre del 2009. Entrambi resteranno particolarmente attenti a queste problematiche, nellambito dei futuri dibattiti e scambi relativi allaggiornamento dellagenda sociale che deve definire, per i prossimi 10-15 anni, lambizione dellEuropa in materia sociale. Questa questione sarà al centro della conferenza relativa alle "Nuove questioni sociali in unEuropa che cambia”, organizzata a Parigi il 12 novembre prossimo.