Governo: Addio vecchia tv. Ancora pochi mesi per i televisori analogici, che a partire dal 2012 verranno sostituiti dalla tv digitale. Il Governo investe 20 milioni di euro, da aggiungere ai 40 già previsti dalla Finanziaria 2007, per accelerare e favorire questo passaggio. Gli interventi saranno diversi: incentivare i produttori dei contenuti in formato digitale, verificare e monitorare gli impianti, sensibilizzare la popolazione nelle nuove aree all digital, dare un bonus a quelle famiglie che, per difficoltà economiche o sociali, non possono passare al digitale.
Il 2012, switch off per tutti gli stati dell’UE, è una data credibile e realizzabile, che tiene conto delle indicazioni degli operatori e delle segnalazioni di Agcom. In questi quattro anni il passaggio al digitale terrestre avverrà per fasi in modo da sensibilizzare la popolazione a questo cambio; ad esempio già dal giugno 2009 non saranno più in commercio televisori analogici.
Il digitale terrestre amplia anche il numero di canali. Il Governo valorizza questa opportunità e prevede 10 milioni di euro per consentire alle emittenti locali, sia televisive che radiofoniche, di attrezzarsi per il passaggio. In più, in materia di televisione, il Governo promuove la produzione delle opere audiovisive trasmesse da tutte le emittenti: nuovi input per favorire la crescita del sistema produttivo nazionale.
L’innovazione non si ferma qui: obiettivo per la finanziaria 2008 è diffondere la banda larga nelle aree sottoutilizzate, cioè in quelle aree dove il servizio non è ancora arrivato. Per questo il Governo aumenta di 50 milioni di euro le risorse del "Fondo per le aree sottoutilizzate" con l’obiettivo di ridurre e, per il futuro, di eliminare il digital divide legato alle infrastrutture di rete.
3 domande al Ministro... Paolo Gentiloni
Ministro, cosa guadagneranno concretamente gli italiani con l’affermazione della tecnologia digitale?
Con le nuove tecnologie digitali i programmi TV e saranno visibili attraverso una pluralità di sistemi (digitale terrestre, satellite, Internet, radiomobile) e si moltiplicheranno nel loro numero. I sistemi “digitali”, disponendo di maggiore capacità , permettono infatti di vedere su ogni singola frequenza più canali di prima; così dove oggi è presente un solo canale analogico ce ne saranno circa 5 nuovi digitali; la maggiore capacità delle frequenze in digitale non solo recherà un’offerta maggiore di contenuti e programmi, ma permetterà anche di realizzare una più equa distribuzione di queste stesse frequenze fra le emittenti TV, sbloccando il mercato televisivo ed aprendolo alla concorrenza in senso pluralista. E’ proprio questo il principale obiettivo del progetto di riforma TV presentato dal Governo per la transizione al sistema digitale in Italia
Parliamo di digital divide, altro importante tema della sua agenda. l’Italia come si colloca rispetto al resto d'Europa in materia di accesso alla tecnologia?
Secondo le ultime stime della Commissione europea, l’Italia è ancora al quarto posto in Europa per diffusione della banda larga. Il nostro Paese sconta nella rete di accesso la carenza di reali infrastrutture alternative al doppino telefonico. Un importante contributo alla riduzione del divario digitale, ancora presente fra circa un terzo dei Comuni italiani, sarà fornito dalle tecnologie wireless, come il WiMax, le cui frequenze sono state messe a gara dal Ministero delle Comunicazioni e che saranno operative nel 2008. Con questa nuova tecnologia si avrà più banda larga per tutti e si potrà garantire il diritto all’accesso veloce alla rete come moderno servizio universale. L’obiettivo del Governo è di azzerare il cosiddetto “digital divide” entro l’orizzonte di legislatura del 2011.
Quale contributo può dare la modernizzazione della comunicazione alla crescita sociale ed economica del Paese?
Nel secolo scorso l’inclusione o l’esclusione dei territori dai processi di sviluppo erano condizionati essenzialmente dalla possibilità o meno di quelle aree di essere collegate alle reti stradali, elettriche, energetiche, idriche, postali. Nel XXI secolo il fattore di successo è e sarà invece sempre più legato alla possibilità di accedere alle reti immateriali, come il web. Ecco perché la realizzazione dei c.d. “next generation network” (reti di nuova generazione) per Internet ultraveloce, a 50 o più Mhz, sarà il processo di modernizzazione più rivoluzionario per la crescita del Paese. L’onere principale per la realizzazione di queste nuove reti sarà sostenuto dal maggiore operatore di Tlc italiano e da alcune delle aziende sue concorrenti. Il Ministero delle Comunicazioni è impegnato a coordinare, su tutto il territorio nazionale, iniziative congiunte con gli Enti Locali, per far sì che gli investimenti pubblici messi a disposizione dal Governo per le aree a “digital divide” promuovano in modo più ampio lo sviluppo socio-economico del territorio italiano.
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