A Teheran apre la mostra di vignette contro l’Olocausto

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Si è aperta a Teheran la mostra di vignette anti-ebraiche "Holocust".
Gran parte delle vignette esposte irridono, profanano o negano la Shoah. Autori di 60 nazioni hanno inviato i loro lavori al sito internet "Irancartoon" o a "Hamshahri", il principale quotidiano iraniano.
Il concorso per umoristi e disegnatori antisemiti fu promosso dopo la vicenda delle vignette pubblicate lo scorso settembre dal giornale danese "Jyllands-Posten", che offesero il mondo musulmano e diedero origine ad atti di violenza - con vittime - in molti paesi arabi.
Massoud Ziaei, organizzatore della mostra, ha sintetizzato così il progetto: "Abbiamo realizzato questa mostra per esplorare i limiti della tolleranza che esistono nel mondo occidentale".
La risposta, nonostante l’indignazione per la squallida rassegna, è stata intelligente e civile: Yad Vashem, il museo memoriale di Gerusalemme dedicato ai martiri della Shoah, ha bollato l’evento come "azione iniqua", invitando i paesi liberi a protestare.
Le immagini - reiterazioni delle solite caricature antisemite, stereotipi del negazionismo che il mondo arabo ha ripreso dalla propaganda europea, spudorati quanto sterili insulti ai milioni di vittime dell’Olocausto - si commentano da sole e non riescono a strappare neanche un sorriso alle centinaia di visitatori che accorrono alla mostra.
Il vincitore del concorso riceverà , per il macabro parto della sua fantasia accecata dal pregiudizio, un premio di 12 mila dollari. Alcuni mesi fa intrattenni con Massoud Ziaei una corrispondenza via internet, finalizzata alla pubblicazione del fumetto per la pace "Sulphur & Dana" - sceneggiatura di Steed Gamero e mia, illustrazioni di Jon Foster e Dario Picciau (artisti dell’associazione milanese "Watching The Sky" - sul sito Irancartoon. Ziaei era rimasto colpito dalla nostra "allegoria della pace in otto tavole" e si era rivelato entusiasta all’idea di ospitarla sul suo portale e di collaborare a un progetto finalizzato al dialogo fra il mondo islamico e l’occidente.
Poi è scoppiato lo scandalo delle vignette sul profeta Maometto e Irancartoon non ha avuto il coraggio di proseguire in quell’iniziativa.