Catania " Sono più di 2000 tra giovani ballerini e cittadini catanesi che stanno occupando pacificamente in queste ore piazza Palestro a Catania. Ha colpito nel segno l’appello antimafia di Antonio Fiumefreddo, Sovrintendente del Teatro Massimo Bellini, che aveva chiamato a raccolta centinaia di giovani catanesi, ballerini, artisti, ma anche tanta gente comune che si è data appuntamento in piazza alle 17.00, radunandosi in strada con un tam tam di sms, mail, contatti messenger, telefonate che da giorni si susseguivano dopo l’invito lanciato dal teatro “Bellini”.
Per più di tre ore piazza off limits, protagonista solo la danza e i giovani.
Per l’occasione, il “Bellini” lancia un marchio antimafia, “Arte Nostra”, ovvero arte, musica e spettacolo da contrapporre a Cosa Nostra, per favorire e alimentare la cultura della legalità . Il marchio “Arte Nostra” (ideato da Lorenzo Guarnera) sarà il filo conduttore di una serie di iniziative antimafia che l’importante teatro lirico catanese presenterà quest’inverno.
Madrina di questo primo appuntamento l’attrice Martina Colombari, che ha ballato in piazza con i ragazzi per più di tre ore.
“Quello della danza è un linguaggio universale ”€œha detto il sovrintendente del Bellini Antonio Fiumefreddo- Oggi, in questa piazza, è la dimostrazione di come l’arte possa essere anche un messaggio contro le mafie, contro tutte le mafie. Per tre ragioni: perché è un messaggio di liberazione laddove c’era occupazione, perché è un momento di festa in un luogo in cui si è pianto, perché c’è movimento dove c’era costrizione.
Grande è la mia sorpresa e enorme la mia soddisfazione per la straordinaria adesione a questa ’chiamatà del Teatro Bellini, perché è la dimostrazione che c’è una parte viva e vitale della città che è ancora maggioranza e che non si rassegna”.
Al progetto Dance Attack hanno aderito 24 scuole di danza e diverse associazioni di Catania e provincia: Arte balletto, Accademia di danza, Accademia del musical, Arte e movimento, Ballet studio, Caminito tango, Compagnia di Piero, Csd kladeios, Cus Catania, Danza amica, Danzamente, Dietro le quinte, Expression dance, Ilenia dance, La scuola dei giovani talenti, Nuova accademia arte danza, Primo atto, Prospettiva danza, Punto danza, Sport free style, Scuola di danza Tersicore, Teatroclub Nando Greco, Ten dance, Tropica style.
Le scuole sono state coordinate dalla danzatrice Giusi Vittorino.
Dopo la defezione degli allievi di una delle scuole di danza, molte le presenze istituzionali questo pomeriggio in piazza Palestro: il Questore Michele Capomacchia, il Presidente della Corte d’Appello Guido Marletta, Andrea Vecchio Presidente Associazione Nazionale Costruttori Edili e i rappresentati delle istituzioni locali. Alla manifestazione hanno aderito: l’Associazione Antiracket e Antiusura Etnea, l’Associazione Antiestorsione Catanese Libero Grassi, l’Associazione Siciliana Antiracket, Addio Pizzo, , Grazia e Giusi Lizzio, figlie di Giovanni Lizzio ispettore capo della questura di Catania, ucciso in un agguato di stampo mafioso.
L’invito al Dance Attack era stato lanciato dal Sovrintendente Fiumefreddo a chiusura della quinta edizione del Festival di danza contemporanea “Uva grapes”, realizzato dal Teatro Massimo Bellini di Catania, in collaborazione con Scenario Pubblico.
Tre settimane di spettacoli, dal 18 agosto al 7 settembre, 24 perfomances, 21 workshop e 10 cinedance, un lavoro messo su da 18 compagnie, 14 coreografi e 7 docenti. La danza ha occupato per giorni diversi spazi della città : la sala danza del Teatro Massimo Bellini, la sede di Scenario Pubblico, il Teatro Sangiorgi, il Cortile del Convitto Cutelli e piazza Vincenzo Bellini.
Il programma ha previsto un cartellone di livello eccezionale: prime assolute e prime italiane, coproduzioni di lavori coreografici come il “Don Giovanni” prodotto per la Biennale di Venezia (3 settembre, piazza Vincenzo Bellini) o “Spiegel” degli Ultima Vez di Wim Vandekeybus, collaborazioni con I Lautari, il BBT Balletto Teatro di Torino.
Da più di un anno, su iniziativa del sovrintendente Antonio Fiumefreddo, il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania ha programmato e realizzato una serie progetti che hanno aperto il teatro alla città , che si sono affiancati alle tradizionali attività , le stagioni d’opera e di concerti:
"Piccola Opera", l’opera lirica raccontata ai più piccoli. Il premio Nobel per la letteratura Dario Fo, il prete antipedofilia don Fortunato Di Noto, il regista Carlo Verdone hanno espresso, con un messaggio, la straordinarietà e il pregio di questa iniziativa, sottolineando che la musica è uno dei maggiori veicoli educativi.
“Libero Palco", per dare possibilità a tutti i giovani artisti che desiderano esibirsi ed esprimere il proprio talento nel teatro, nella musica o nella danza, e che possono usufruire liberamente e a titolo gratuito di palcoscenico e platea del Teatro Sangiorgi.
"Teatro delle Diversità ", una rassegna teatrale realizzata da attori disabili e down per sottolineare l’importanza e il messaggio culturale di un linguaggio diverso, mettendo al centro della scena l’infanzia, l’adolescenza e l’handicap. Alcuni personaggi dello spettacolo, Renzo Arbore, Fioretta Mari, Leo Gullotta, che in passato sono stati testimonial di queste delicate tematiche, hanno inviato messaggi di adesione al progetto.
"Il Teatro del disagio", con otto concerti sinfonici dedicati ai luoghi del lavoro e della sofferenza, per portare la musica in quei gruppi sociali che per motivi diversi non riescono ad accedervi: negli ospedali, nel carcere di piazza Lanza, nella case di accoglienza, al palazzo di Giustizia.
“Teatro della memoria” un ciclo di spettacoli di “teatro civile”, realizzati in collaborazione con l’associazione Libera, dedicati al ricordo delle vittime di mafia, andati in scena in tre date-simbolo della storia recente della Sicilia e dell’Italia: il 23 maggio, giorno in cui nel 1992 Cosa Nostra uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta; il 19 luglio, data in cui si ricorda la strage di via D’Amelio nella quale il giudice Paolo Borsellino fu ucciso assieme alla sua scorta, in quello stesso anno; e, infine, il 28 luglio, giorno in cui si ricorda l’uccisione del commissario della polizia Beppe Montana, avvenuta nel 1985.
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