Ciampi a Belluno per commemorare la tragedia del Vajont

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Il Presidente è stato accolto dal picchetto d'onore militare e da una grande folla di cittadini, tra cui trecento bambini delle scuole elementari che sventolavano bandierine tricolori. A fare gli onori di casa il prefetto di Belluno, Costantino Ippolito, con lui anche il presidente della regione Veneto Giancarlo Galan.

Chi governa deve trovare intese

Nel suo discorso al teatro comunale di Belluno, di fronte alle autorità locali, il presidente della Repubblica ha rivolto un appello a chi ha la responsabilità di governo sollecitando un'intesa, una decisione.

"Non ci si incontra - ha detto Ciampi - per litigare e per paralizzare ogni scelta. l’obiettivo è di definire progetti, stabilirne i tempi di realizzazione, per poi controllare periodicamente lo stato di avanzamento dei progetti stessi".

"I buoni amministratori - ha proseguito il presidente - capaci di programmare e di realizzare i loro programmi, non mancano di essere premiati dal consenso di coloro che li hanno eletti. Sono regole che tutti coloro che hanno pubbliche responsabilità devono tenere sempre presenti".

Riforme istituzioni senza dimenticare unità

Uno dei punti più importanti del discorso di Ciampi ha riguardato il rinnovamento istituzionale, che ha sottolineato il presidente deve andare avanti senza dimenticare l’unità del paese.

"l’Italia è un paese ricco di grandi diversità - ha detto Ciampi - di esse tiene conto il processo ora in corso di rinnovamento istituzionale che si propone di rafforzare, ispirandosi al principio di sussidiarietà , le autonomie locali ai vari livelli senza perciò dimenticare o ferire l’unità della patria di cui siamo orgogliosi come cittadini, di cui sono geloso custode come capo dello Stato".

"Per avanzare insieme - ha proseguito il presidente - sulla strada giusta ci vogliono buona volontà e capacità di dialogo costruttivo. Nel corso di questo mio lungo viaggio nella provincia italiana si è sempre più rafforzata in me la convinzione che i rapporti di forte collaborazione fra i vari livelli delle istituzioni di governo locali, indipendentemente dal loro colore politico, e fra le autorità amministrative e gli organismi che rappresentano la produzione, il sindacato, la società , la scuola, il volontariato laico o religioso, producono sempre risultati molto positivi".

Fascismo, dittatura che precipitò l’Italia nella guerra

Un cenno poi al fascismo, una dittatura che condusse l’Italia alla seconda guerra mondiale. "È giusto dire - ha detto Ciampi - che il ricordo di quelle battaglie, del tanto sangue sparso su questa terra, una generazione dopo la ribellione alla dittatura che aveva fatto precipitare l’Italia nell’abisso della seconda guerra mondiale e la riconquista della libertà con il sacrificio di tante vite umane, hanno anche dato vita al nostro appassionato europeismo, che è in primo luogo spirito di pace".

Ma ha osservato il presidente che "il cammino dell’unificazione non è ancora compiuto: sono queste le settimane cruciali per l’avanzamento dell’unità politica dell’Europa. Affrontiamo questa prova con una fiducia che si nutre degli storici risultati che abbiamo già raggiunto. Dopo secoli di guerre - ha continuato il Presidente - la pace regna nel nostro continente".

Globalizzazione, no alle guerre doganali

Il presidente ha parlato anche di globalizzazione e dei problemi che investono le imprese. "Come tutti - ha detto Ciampi parlando ai numerosi imprenditori veneti presenti - risentiamo di una congiuntura economica non particolarmente favorevole. Come tutti dobbiamo affrontare i problemi della globalizzazione".

"La risposta a questi problemi non sta sicuramente nel ritorno alla frammentazione dei mercati e alle guerre doganali d'altri tempi che renderebbero tutti più poveri. Non è questo che chiedono i nostri imprenditori. Chiedono, con ragione, l’applicazione rigorosa dei regolamenti stabiliti dalle organizzazioni internazionali e l’azione attenta delle autorità europee al fine di combattere correttamente aggressioni mercantili che si nutrano di dumping valutario e sociale, o di falsificazioni dei prodotti, assolutamente inaccettabili".

Un Paese forte

Ciampi ha infine ricordato di aver visitato più di 70 province italiane e di averne tratto un quadro generale molto rassicurante. "Questi incontri continuano a darmi fiducia nel nostro avvenire. Essi continuano ad offrirmi nell’insieme un'immagine forte del nostro paese, assai più di quanto sembra rendersi conto la stessa opinione pubblica con l’attenzione rivolta a una scena nazionale spesso dominata da aspri contrasti politici".