L’ARA PACIS A COLORI

Un nuovo sistema di illuminazione restituisce i colori ai marmi dell’Ara Pacis

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La corazza di Marte è rossa, come la tunica della Madre Terra e i pomi e i frutti che tiene tra le braccia, i verdi invece dominano nel lussureggiante fregio vegetale che scorre lungo i lati esterni: il colore torna come nell’antichita' a decorare i marmi dell’Ara Pacis grazie a una sofisticata e innovativa tecnologia virtuale, che illuminera' il celebre monumento domenica sera, dalle 22 a mezzanotte. Presentata oggi alla stampa dal soprintendente Umberto Broccoli e dall’assessore alla cultura del comune Umberto Croppi, l’iniziativa (supportata da Gros, Gruppo Romano Supermercati) ha richiesto un finanziamento di 60-70.000 euro e ripropone, su un'area più vasta, l’esperimento compiuto il 23 settembre del 2008 per le celebrazioni del natale di Augusto. ''Sono soldi ben spesi'', ha detto Broccoli, che ieri ha assistito alle prove generali dell’illuminazione dei pannelli del fronte occidentale (Enea sacrificante ai Penati e la Tellus) e orientale (la Dea Roma), nonchè del fregio vegetale. ''La definizione dei colori è straordinaria - ha proseguito - Se Augusto la vedesse non si arrabbierebbè'. Tutti i marmi della Roma Antica erano colorati con accesi cromatismi, ha spiegato il soprintendente. Lo provano ormai le più recenti ricerche degli archeologi, condotte con tecnologie avanzate. A cominciare da quelle che hanno riguardato proprio i reperti dell’Ara Pacis. Nell’ultimo anno e mezzo, ha detto il responsabile Servizio monumenti antichi e Aree archeologiche del Centro storico Giovanni Caruso, gli esperti dei Laboratori dei Musei Vaticani hanno analizzato in modo approfondito alcuni frammenti del monumento e rinvenuto tracce del colore che li ricopriva. Grazie ai microscopi elettronici, si è potuto risalire dai pigmenti alle tonalita' che verosimilmente abbellivano l’Ara Pacis, riprodotte poi fedelmente dai flussi di luce a bassa potenza. Cosi' tornano i due toni di azzurri, uno scialbato e uno assai più luminoso. Perchè, assicurano Broccoli e Caruso, la Roma antica amava i colori più accesi. Le ulteriori analisi compiute nel 2009 hanno poi portato delle variazioni rispetto al primo esperimento del natale di Augusto. In particolare, ha sottolineato Caruso, il fregio vegetale che un anno fa virava sull’azzurro, per l’accensione di domenica sara' di un verde deciso. Studi approfonditi hanno evidenziato la grande quantita' di piante rappresentate, di ramoscelli, viticci e palmette, tra cui trovano spazio piccoli animali. Le novita' pero' non finiscono qui. La ricostruzione ha previsto anche il pannello della Dea Roma, un frammento che la tecnologia virtuale riproporra' non solo nella versione colorata, ma anche nella sua interezza. Dopo la serata del 22 novembre, che sara' a ingresso gratuito, ci saranno altre occasioni di vedere l’Ara Pacis colorata. Forse nelle festivita', ha detto Broccoli, e magari per il 21 aprile 2010, quando il monumento romano potrebbe ospitare il simposio delle religioni mediterranee ipotizzato dal sindaco Alemanno.
"Il mecenatismo consiste nella volontà di far crescere la società in cui si vive oltre al ritorno nei propri affari - ha sottolineato l’assessore ai Beni Culturali del Comune di Roma Umberto Croppi - così è stata fatta bella Firenze: la tv non c'era e i committenti si facevano pubblicità attraverso le proprie opere. Sono convinto che l’illuminazione dell’Ara Pacis possa portare benefici a tutta la città e che la cultura, quando è utilizzata al suo meglio, possa essere una grande fonte per l’economia. Inoltre la stampa internazionale si sta tornando a occupare della nostra città, e questo è un buon segno", ha concluso Croppi.
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