Monza: A grande richiesta, alla luce di un afflusso di oltre 2.500 visitatori in meno di un mese, è prorogata al 20 febbraio la mostra di opere d’arte bizantina e longobarda Petala Aurea aperta alla Cappella della Villa Reale di Monza. Il percorso spazia fra brattee auree decorate, crocette d’ambito longobardo e bizantino e sottili lamine con molteplici forme, oltre a monili aurei e argentei e placche ornamentali in lega d’argento e rame datati prevalentemente tra il VI e VII secolo.
Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Monza in partecipazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, la mostra è curata dal critico Marco Meneguzzo con il sostegno di Rottapharm|Madaus. Sponsor tecnico ASF Autolinee Como; media partner Il Cittadino.
Le sottili lamine - appunto petala aurea, petali d’oro - compongono la collezione privata di Luigi Rovati, presidente della multinazionale Rottapharm|Madaus di Monza e stimato mecenate che ha voluto condividere con il pubblico questa importante testimonianza del gusto altomedievale per l’oreficeria. Strategica l’esposizione a Monza, città eletta residenza estiva dalla regina Teodolinda che qui fece edificare intorno al 595 la Basilica di San Giovanni, nucleo fondamentale dell’attuale Duomo, il cui Tesoro è noto per l’eccellenza e per l’importanza storica unica di alcuni celebri manufatti.
Racconta Luigi Rovati: “È per me motivo di grande soddisfazione il considerevole afflusso di pubblico che ha visitato la collezione, comprendendo appieno il messaggio che insieme all’Assessorato alla Cultura abbiamo voluto lanciare inaugurando questa mostra. Oggi siamo felici di poter prolungare la visione di questi oggetti - raccolti durante una vita e custoditi gelosamente sino ad oggi " grazie ai quali ho potuto comprendere e apprezzare il legame affascinante che lega storia e arte. E’ avvincente capire il rapporto che lega un popolo alle sue espressioni artistiche, e come i cambiamenti di stile nell’arte siano anche lo specchio di cambiamenti sociali.”
L’Assessore alla Cultura del Comune di Monza Alfonso di Lio sottolinea: “Siamo soddisfatti per il favore tributato dai visitatori alla mostra: 2.500 ingressi in un solo mese - e in un periodo di ferie durante il quale si registra un allontanamento dalla città - testimoniano il valore di un’iniziativa da noi tutti fortemente voluta, ma confortano anche sulla maturità di un pubblico che, a fronte di un’offerta culturale valida, frequenta volentieri le sedi espositive. Per questo la nostra amministrazione è e sarà lieta di continuare a proporre ai visitatori programmi d’eccellenza sostenuti da partner d’eccellenza che in sinergia rendono la città una fucina di iniziative di rilievo”.
Marco Sannazaro, curatore del catalogo e dei testi scientifici, spiega l’origine delle opere in mostra: “L’arte orafa dei primi secoli del Medioevo vede l’antica tradizione mediterranea confrontarsi e talora coniugarsi con gli apporti originali della cultura barbarica; il naturalismo che domina l’arte ellenistico”€œromana, ancora vitale nella sensibilità degli artefici romanzi anche se già filtrato e in parte snaturato dagli elementi introdotti nel tardoantico e dalla nuova spiritualità introdotta dalla religione cristiana, dialoga con l’astrattismo e l’essenzialità della visione germanica, proponendo nuove sintesi che proprio nell’Italia longobarda si manifestano in innumerevoli occasioni”.
Un corpus che saprà incuriosire quell’immaginario collettivo spesso attratto dalle storie del passato, specie se condite con qualche piccolo o grande mistero, in cui non tutto sia spiegato. Sottolinea Marco Meneguzzo, curatore della mostra: “Ecco allora che anche questa raccolta rarissima di croci e di brattee longobarde e bizantine, presentata per la prima volta al pubblico, può entrare a far parte di questa passione popolare, nonostante la difficoltà oggettiva di apprezzare oggetti così piccoli, così simili tra loro, così sostanzialmente incomprensibili, al di là del segno universale della croce. [”¦] Così, queste croci, questi simboli d’oro divengono per il pubblico la testimonianza dell’esistenza di un mistero, di cui sarebbe latrice nientemeno che un’intera epoca. Per lo studioso, invece, l’affiorare di ogni nuovo documento contribuisce a precisare l’esatta collocazione concettuale di quella classe o categoria di documenti all’interno della galassia relazionale medievale”.
Cappella della Villa Reale
Monza, Viale Brianza 1
PROROGATA AL 20 FEBBRAIO
Orari: da martedì a venerdì, ore 15.00-18.00, sabato e festivi ore 10.00-18.00
Mattino aperto su appuntamento tel. 039.366381
ingresso libero
Accompagna la mostra un catalogo edito da Johan & Levi con testi di Luigi Rovati, Caterina Giostra, Marco Sannazaro, Marco Meneguzzo, Letizia Bonizzoni e Mario Milazzo.
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