114 - Il nuovo servizio Nazionale di Emergenza Infanzia e Adolescenti

Dopo una prima fase sperimentale di sei mesi nei Comuni di Milano e Palermo e nella Provincia di Treviso, il 10 novembre 2003 la Commissione interministeriale dei Ministeri delle Comunicazioni, del Lavoro e delle Politiche Sociali, delle Pari Opportunità ha assegnato a Telefono Azzurro la gestione del Servizio connesso al codice di Pubblica Emergenza 114, siglando l’accordo con una Convenzione di affidamento.

L’estensione del Servizio Emergenza Infanzia 114 a tutto il territorio nazionale
Telefono Azzurro, già gestore della nella fase di sperimentazione, con questo nuovo mandato, si è assunto il compito di estendere progressivamente il Servizio a tutto il territorio nazionale, per un periodo di tre anni con proroga successiva a due anni.

Le prime Regioni in cui sarà attivato il 114 sono Lombardia, Veneto e Sicilia, a cui seguirà l’estensione ad altre tre regioni entro il 31 dicembre 2004 e su tutto il territorio nazionale entro la fine del 2006.

Quali emergenze
I casi di emergenza sono rappresentati da quelle situazioni in cui la salute psico-fisica del bambino o dell’adolescente è in pericolo o in cui il bambino o l’adolescente sono a rischio di trauma.

Quando è un’emergenza
Gli operatori del 114 valutano il grado di emergenza delle richieste pervenute, al fine di intervenire nei tempi e nelle modalità più opportune.

L’urgenza della richiesta è data dalla definizione di questi criteri:

- a. Contenuto della situazione descritta dall’utente
- b. Posizione del minore (vittima, testimone diretto o indiretto, autore)
- c. Contingenza della situazione: pericolo immediato, alto rischio per l’incolumità psico-fisica
    del minore coinvolto alta probabilità che la situazione problematica si ripeta a breve termine,
    minaccia di acting-out (ad esempio: fuga, suicidio, etc.).

Le situazioni di pericolo possono essere riferite a queste tipologie di casi

Gravi abusi: casi di abuso sessuale, percosse, gravi stati di trascuratezza e abbandono di minore che si verifichino sia all’interno che all’esterno del contesto familiare.

Atti autolesivi: tentativi di suicidio, fughe da casa, assunzione di sostanze stupefacenti ed alcoliche, abuso di farmaci.

Eventi catastrofici: terremoti, alluvioni, incidenti di mezzi di trasporto, rapine, sequestri, ecc. che coinvolgano bambini o adolescenti e che possano minacciarne la salute psichica (choc emotivo, amnesia o altri sintomi).

Comportamenti devianti: casi in cui un bambino e un adolescente sono coinvolti come “attori” di fronte ad un reato, in genere furto, spaccio di stupefacenti, atti vandalici, bullismo, gravi aggressioni, ecc.