Tavola rotonda su Chernobyl, altri elementi della storia, tratti dal libro

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Roma: l’autore del libro "Ucraina! Un futuro migliore per i bambini di Chernobyl" incontrerà i lettori Domenica 17 agosto in una tavola rotonda che si terrà a Roma nei giardini di Castel Sant'Angelo in seno alla ormai nota Rassegna "Invito alla lettura". Il volume è una raccolta degli articoli e dei servizi tra i più interessanti redatti da Giulio de Nicolais dall’ottobre del 2004 sino ad oggi.- 


Pubblicati sul periodico indipendente internazionale Forum in lingua ucraina e su quotidiani come La Discussione, l’Opinione, Il Meridiano e il telematico Romareporter.it sono stati poi dall’autore ceduti all’Associazione "Ukraina in Europa" per essere raccolti in una pubblicazione da lei editata. I proventi raccolti dalla vendita del libro saranno utilizzati per l’assistenza diretta ai bambini ucraini orfani, malati a causa degli effetti nefasti dell’incidente nucleare di Chernobyl. Un percorso articolato che narra in stile giornalistico i fatti salienti del dramma della nazione Ucraina che da più di duecento anni lotta per l’Indipendenza e per la Libertà dal 1922 al 2004. Un futuro migliore per la gioventù ucraina, anche quella meno abbiente ed indifesa, si può costruire, con questo grande popolo docile ma determinato, favorevole all’integrazione verso Occidente.

Parteciperanno alla tavola rotonda, oltre all’autore anche la Dott.ssa Vano, il direttore di Forum Ucraina Dr Gabriele Ratini e il Dr Igor Melek, storico ucraino e Direttore del Dipartimento per i Progetti UNESCO - scambi internazionali e sviluppo di nuove tecnologie.

D.- Le esperienze personali, che hanno avvicinato l’autore a queste questioni particolari dell’Ucraina Occidentale.

R.- Sono stato un allievo di P. Nardone S.J., uno dei più grandi studiosi di Gramsci, riconosciuto tale anche dalla dirigenza del Pci, nonostante Nardone fosse Gesuita e docente presso la Pontificia Università Gregoriana, uno studioso del centro di ricerca di Gallarate. Gramsci era poco ripreso commentato e trattato anche dall’intelighentia del Pci. Confutare e combattere l’ideologia comunista in Italia era per la Santa Sede e per me cosa necessaria, per l’affermazione del messaggio cristiano dell’Enciclica "Laborem Exercens" nelle fabbriche italiane, nelle nostre famiglie, nelle scuole. Io in quegli anni 1983 - 1987 ero un seminarista e risiedevo nel Seminario Romano Maggiore. Il dolore dell’attentato subito dal Santo padre Giovanni Paolo II° in Piazza San Pietro nel 1981 era ancora grande e la lotta al Comunismo totalitario che minacciava l’umanità diveniva per me come per altri miei colleghi di studio una priorità assoluta.
Era il 7 novembre del 1984 e seguivo da seminarista una conferenza tenuta su "l’aiuto alla Chiesa che soffre". Coinvolto dai racconti dei relatori mi appassionai a tal punto che ancora oggi scrivo di quelle argomentazioni, perché non è mai ora di tacere in merito alle storie dei lager siberiani, che sono le storie della fede, della cultura, della dignità di quanti, in tre generazioni, si rifiutarono di obbedire. Capendo quali atrocità produsse il regime sovietico, magari attraverso le voci delle vittime, potrà nascere un'Ucraina migliore. In quegli anni non era il momento di scrivere era il tempo di agire in prima persona, era l’ora del fare e dell’impegnarsi nell’attività di sostegno a quella Chiesa ucraina. La mia era un'attività condotta assieme a quella di pochi altri: pupilla oculi del Santo Padre Giovanni Paolo II°, appoggiandoci all’Opera Romana Pellegrinaggi, noi seminaristi introducevamo micro-bibbie, stampate a Roma in lingua ucraina, in Unione Sovietica al fine di contrastare l’azione del KGB, la temibile polizia segreta sovietica, che da tempo bruciava tutti i testi sacri e perseguitava in Ucraina quei preti cattolici che non avessero voluto sottoscrivere l’apostasia e la bestemmia verso il Papa. Tuttavia i viaggi "oltre cortina", ad opera di gruppi di emissari della Chiesa Cattolica si intensificarono dal 1981, dopo l’attentato al Papa polacco. In seguito nel 2001 sono stato decorato in Kiev per aver partecipato alla lotta di Liberazione della nazione Ucraina con la medaglia d'argento dell’Ordine di San Giorgio, III° dall’Accademia Internazionale Fortuna D'Oro. Nel 1994 ho dato vita a Roma al gruppo di pensiero "Ukraina in Europa" che dal 2001 è guidato dalla Prof.ssa Liliya Bilyk, una grande patriota ucraina. Dalla primavera del 2001 collaboro con numerosi periodici in lingua ucraina e italiani come Il Difensore Civico, Forum-Ucraina di Gabriele Ratini, Golos-Ucraina, Forum di Ivan Drach che sono l’uono la gazzetta parlamentare della Rada di Kiev e l’altro uno dei portavoce della diaspora ucraina nel mondo, ma anche con quotidiani italiani come La Discussione nel 2004, l’Opinione dal 2005, Il Meridiano, il telematico Romareporter.it e RomaMeeting.it. Nel 2007 ho ricevuto un premio dal Comune di Roma come giornalista della Multietnicità .

l’Associazione culturale Ukraina in Europa l’associazione offre un Servizio consultivo sul reperimento delle documentazioni utili all’ottenimento della tutela dei diritti delle lavoratrici domestiche; partecipa ad iniziative multilaterali europee (Consiglio d'Europa), anche in associazione con altri soggetti per prestare assistenza tecnica nei settori dello sviluppo soprattutto in Ucraina, si impegna a favore della dignità umana e della democrazia; organizza seminari di studi; svolge attività di promozione sociale con i programmi per i bambini di Chernobyl; attività culturali come il Festival del Cinema Ucraino a Roma, il Laboratorio Teatrale Etnico "Eneida", il Laboratorio Musicale Interetnico Romano; promuove il turismo solidale tra l’Ucraina, l’Italia e la Spagna; collabora con il periodico Il Difensore civico, effettua servizio di "ufficio stampa" in Italia ed Ucraina, anche tramite il giornalista free-lance Giulio de Nicolais.

La Presidente è Liliya Bilyk.