Il Papa Re: un'ipotesi contraria alla fede cattolica

CMI: Intervento del Centro Studi

Il Papa Re: un'ipotesi contraria alla fede cattolica

Il tema del “Papa Re” non cessa d’essere proposto e riproposto, da più parti ed in modi diversi. V’è persino chi, sbagliando, annovera tra i sostenitori di una tale tesi le associazioni aderenti al Coordinamento Monarchico Italiano. A scanso d’equivoci, ricordiamo l’assoluta fedeltà di queste associazioni al pensiero del Vicario di Cristo in campo teologico.

Su questo tema hanno avuto modo d’esprimersi sia S.S. Giovanni Paolo II sia Papa Benedetto XVI.

Il primo ha affermato senza mezzi termini che la perdita del potere temporale da parte del successore di Pietro, derivante dal Risorgimento italiano, fu senza dubbio una benedizione, perché liberò la Chiesa da preoccupazioni che nulla avevano a che vedere con la sua missione pastorale.

Il secondo così si esprime in “Gesù di Nazareth” (Rizzoli, marzo 2007): “Nel corso dei secoli (”¦) la fede ha sempre corso il rischio di essere soffocata proprio dall’abbraccio del potere. La lotta per la libertà della Chiesa, la lotta perché il regno di Gesù non può essere identificato con alcuna struttura politica, deve essere condotta in tutti i secoli. La fusione tra fede e potere politico, infatti, ha sempre un prezzo: la fede si mette al servizio del potere e deve piegarsi ai suoi criteri”. “L’impero cristiano o il papato mondano oggi non costituiscono più una tentazione”.

Dunque nessun Papa Re, ma libera Chiesa in libero stato, secondo l’impostazione voluta già nel XVI secolo dal X Duca di Savoia, Emanuele Filiberto, e ripresa con maggiore enfasi pubblica nel corso del Risorgimento.

Giovanni Vicini
Coordinamento Monarchico Italiano
Centro Studi