Lettera ad un’amica

Se solo lontanamente sospettassi quale gioia, piacere, godimento sei capace di recare al mio cuore con la tua sola esistenza, forse avresti più ragioni per donarti.

La bellezza delle tue parole sta nell’alto contenuto di anima.
La tua essenza gronda letteralmente da ogni frase.

Quando i nostri scritti diventano solo racconti di cronaca e l’incandescente flusso interiore non squarcia più il velo dell’indifferenza, è segno che la morte è sopraggiunta molto prima che venga decretata la fine del viaggio.

Tu sei viva, palpitante.
Per me sei “speciale“.

Ti voglio un bene “speciale“.
Sono in tanti quelli che digeriscono malvolentieri il certame interiore, l’attenzione introspettiva, l’insistenza ossessiva a penetrare l’essenza....

E non per mancanza d’attitudine. Ma per stanchezza.
Se il vivere si riduce ad un’arido esercizio di analisi... non è più vivere.

La stanchezza ci avvicina nobilmente e passivamente al senso profondo delle cose. E’ il segno dell’abbandono di ogni velleità, l’arrendersi benigno alla forza che ci sovrasta.
Di questo e di altro vuol dilettarsi la mia penna, avidamente disegnarne i percorsi. Nel racconto delle manifestazioni esteriori dell’esistenza non c’è nulla di interessante.

Sono un vampiro di anime... vampirizzato, a mia volta, tante volte, da quelli come me. Con impareggiabile voluttà reciproca.
I miei interni non hanno più porte.

Mi interessa solo quello che c’è sotto... dentro... dietro le maschere che incessantemente indossiamo.
Nient’altro mi avvince.

Amica mia... lascia socchiusa la porta del tuo cuore, perché possa continuare a scrutarne l’essenza.
Vorrei che tu riprendessi ad amare con tutta te stessa perché nell’amore è la felicità.
Non ci rimane che l’amore.

L’ultima risorsa.
L’ultima speranza.
Cominciamo da noi.....


ROSARIO TISO
*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore