Fin dal 1983, presso l’Acquario della Stazione Zoologica Anton Dohrn vengono ricoverati esemplari di Caretta caretta, la specie di tartaruga marina più comune nelle acque italiane, classificata come "endagered" nella lista rossa delle specie a rischio d'estinzione dall’IUCN (International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources) ed inclusa dalla Unione Europea nell’Annex II della Direttiva habitat tra le specie prioritarie, la cui conservazione nel Mediterraneo richiede speciali misure di protezione. Nella maggior parte dei casi, le tartarughe ricoverate sono gravemente ferite a causa dell’impatto con strumenti di pesca o imbarcazioni, oppure debilitate e denutrite a causa di fattori ambientali sfavorevoli.
Si rendono quindi necessari interventi specifici di cura e riabilitazione prima di poterle rimettere in natura in aree idonee alla loro sopravvivenza. l’obiettivo principale del lavoro è quello di frenare la diminuzione delle popolazioni di tartarughe marine nel Mediterraneo, reintroducendo in mare gli animali curati e riabilitati , dunque ancora in grado di riprodursi.
Negli ultimi anni il numero di animali ricoverati e curati nell’Acquario della Stazione Zoologica è aumentato a dismisura, in quanto non vi giungono solo gli esemplari trovati feriti in primavera - estate in Campania, ma anche quelli che durante l’inverno rimangono assiderati lungo tutte le coste del Sud Italia. Perciò è sorta l’esigenza di disporre di uno spazio di degenza per le tartarughe più ampio, un luogo, non troppo distante dalla Stazione, ove poter tenere in osservazione gli animali ristabiliti fino al periodo idoneo al loro rilascio e svolgere anche attività educative e di sensibilizzazione al problema dell’estinzione di queste specie.
Grazie al coinvolgimento di personalità politiche nazionali e locali, che da anni seguono con favore il lavoro sulle tartarughe, e, in particolare alla disponibilità di “Bagnolifutura”, società napoletana di trasformazione urbana, si è ottenuta in comodato d'uso gratuito un'area di circa 600 metri quadri, in una zona ove fino al 1992 era funzionante una delle più importanti industrie siderurgiche del Paese.
In questo spazio la Stazione Zoologica ha realizzato il “Turtle point”, primo centro pubblico italiano dedicato esclusivamente alla riabilitazione delle tartarughe marine. In tale struttura, operativa dal 13 settembre c.a., sono state trasferite le tartarughe marine, curate nel Rescue Center di Napoli, che necessitano di un idoneo periodo di convalescenza per guarire definitivamente ed essere rimesse in libertà . Il sistema di filtrazione e purificazione dell’acqua è della Compagnie de l’Hidraulyque et Filtration- Saint Georges De Mons - Francia .
Contributi alla realizzazione del progetto sono pervenuti dalla Bagnolifutura, dall’EUAC (European Union Aquarium Curators) e dalla Carpisa Kuvera S.r.l.
Il "Turtle point" sarà anche sede di divulgazione e di informazione didattica. Attraverso la sensibilizzazione, infatti, sarà possibile contribuire notevolmente al lavoro e agli sforzi che si stanno facendo per la salvaguardia delle tartarughe marine del Mediterraneo.
ciampa@szn.it
Ultimi Articoli
Meteo - Cosa aspettarsi fino a mercoledì – Tregua lunedì, poi il vento che fa paura mercoledì
Milano è Memoria — A Linate inaugurata la mostra su Charlotte Salomon nel segno del Giorno della Memoria
Benvenuti a casa Morandi” al Teatro San Babila: una commedia tra ricordi, musica e risate
JEnerational Mentoring presentato a Mi prendo il Mondo – Dialogo tra generazioni a Parma
Treno di cioccolato record a Palazzo Lombardia – Aperto il 39° piano
Strage Crans-Montana – Dimessi due giovani da Niguarda dopo l'incendio
Strapazzami di coccole Topo Gigio il Musical: una fiaba che parla al cuore
Goldoni al Teatro San Babila di Milano con La Locandiera
Ceresio in Giallo chiude con 637 opere: giallo, thriller e noir dall'Italia all'estero