CITTA' DEL VATICANO. Il 9 Nov, nella Sala Clementina in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (F.U.C.I.), nel 110° anniversario della nascita di questa Associazione.-
"La F.U.C.I. ha contribuito alla formazione di intere generazioni di cristiani esemplari" - ha affermato il Pontefice - "che hanno saputo tradurre nella vita e con la vita il Vangelo, impegnandosi sul piano culturale, civile, sociale ed ecclesiale. Penso, in primo luogo, ai Beati Piergiorgio Frassati e Alberto Marvelli, vostri coetanei; ricordo personalità illustri come Aldo Moro e Vittorio Bachelet, entrambi barbaramente uccisi; nè posso dimenticare il mio venerato predecessore Paolo VI che fu attento e coraggioso Assistente ecclesiastico centrale della F.U.C.I. nei difficili anni del fascismo". - "A metà degli anni Novanta, in Italia" - ha proseguito il Santo Padre - "si è posto mano ad una radicale riforma del sistema accademico, che ora presenta una nuova fisionomia, carica di promettenti prospettive insieme però ad elementi che suscitano una legittima preoccupazione". - "È proprio in questo ambito che la F.U.C.I. può esprimere appieno anche oggi il suo antico e sempre attuale carisma: e cioè la convinta testimonianza della 'possibile amicizia' tra l’intelligenza e la fede, che comporta lo sforzo incessante di coniugare la maturazione nella fede con la crescita nello studio e l’acquisizione del sapere scientifico". - "Lo studio costituisce, al tempo stesso" - ha rilevato il Papa - "una provvidenziale opportunità per avanzare nel cammino della fede, perché l’intelligenza ben coltivata apre il cuore dell’uomo all’ascolto della voce di Dio, evidenziando l’importanza del discernimento e dell’umiltà ". - "Oggi, come in passato, chi vuole essere discepolo di Cristo è chiamato ad andare controcorrente, a non lasciarsi attrarre da richiami interessati e suadenti che provengono da diversi pulpiti dove sono propagandati comportamenti improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e alla conquista del successo con ogni mezzo". - Il Santo Padre ha posto l’accento sul fatto che nell’attuale società "Si registra (...) una corsa talora sfrenata all’apparire e all’avere a scapito purtroppo dell’essere, e la Chiesa, maestra di umanità , non si stanca di esortare specialmente le nuove generazioni, alle quali voi appartenete, a restare vigilanti e a non temere di scegliere vie 'alternativè che solo Cristo sa indicare".-
"Gesù chiama tutti i suoi amici a improntare la loro esistenza ad un modo di vivere sobrio e solidale, a tessere relazioni affettive sincere e gratuite con gli altri.
A voi, cari giovani studenti," - ha concluso il Pontefice - "chiede di impegnarvi onestamente nello studio, coltivando un maturo senso di responsabilità ed un interesse condiviso per il bene comune. Gli anni dell’Università siano pertanto palestra di convinta e coraggiosa testimonianza evangelica. E per realizzare questa vostra missione, cercate di coltivare un'intima amicizia con il divino Maestro, ponendovi alla scuola di Maria, Sede della Sapienza". AC/STUDIO/F.U.C.I.VIS 071109 (470)
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